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Se nelle ultime settimane hai notato titoli di notizie stranamente generici o fuorvianti scorrendo il feed di Google Discover sul tuo smartphone, non sei solo. E soprattutto, non è colpa dei giornalisti che hanno scritto quegli articoli. Google ha avviato silenziosamente un esperimento che sta sostituendo i titoli originali delle notizie con versioni generate dall’intelligenza artificiale, e i risultati oscillano tra il ridicolo e il potenzialmente dannoso.

Google Discover è quella funzione che appare strisciando verso destra nella schermata home di molti smartphone Android, in particolare sui dispositivi Samsung Galaxy e Google Pixel. Milioni di persone lo utilizzano quotidianamente come fonte primaria di informazione, ed è proprio lì che l’azienda di Mountain View sta testando questo nuovo approccio algoritmico. Il problema è emerso quando diversi giornalisti hanno cominciato a notare che i loro articoli apparivano nel feed con titoli completamente diversi da quelli originali. Riscritture complete operate dall’intelligenza artificiale, spesso fuorvianti quando non direttamente sbagliate.

Titoli fuorvianti degli articoli su Google Discover
Titoli fuorvianti degli articoli su Google Discover, fonte: Google

Prendiamo alcuni esempi concreti. Un articolo di Ars Technica intitolato “La Steam Machine di Valve sembra una console, ma non aspettarti che costi allo stesso modo” è diventato semplicemente “Prezzo Steam Machine rivelato“. Il problema? Il prezzo non è stato affatto rivelato. Valve ha dichiarato esplicitamente che lo comunicherà solo l’anno prossimo. Google ha trasformato un’analisi ragionata in una notizia completamente falsa. Ancora più inquietante è il caso di un articolo sul videogioco Baldur’s Gate 3, il cui titolo AI-generato recitava “Giocatori BG3 sfruttano bambini“. Chiunque legga quella frase pensare a qualcosa di terribile, quando in realtà l’articolo originale parlava semplicemente di una meccanica di gioco particolare. Il confine tra clickbait irresponsabile e diffamazione diventa sottilissimo.

Altri esempi mostrano un’intelligenza artificiale che sembra ossessionata dalla brevità a tutti i costi. “AMD GPU batte Nvidia” suonava come l’annuncio di una rivoluzione tecnologica, quando l’articolo originale di Wccftech raccontava semplicemente che un singolo rivenditore tedesco aveva venduto più unità AMD di Nvidia in una settimana specifica. La sfumatura è tutto nel giornalismo, e Google la sta cancellando. Il problema non è solo che questi titoli siano brutti o fuorvianti. È che Google sta sottraendo alle redazioni il controllo sulla presentazione del proprio lavoro. Quando un lettore vede “Giocatori BG3 sfruttano bambini” accanto al logo di una testata giornalistica, penserà che sia quella testata ad aver scelto quel titolo sensazionalistico. Il danno reputazionale ricade sui giornalisti, non su Google.

Alcuni titoli modificati da IA su Google Discover
Alcuni titoli modificati da IA su Google Discover, fonte: Google

La portavoce di Google, Mallory Deleon, ha confermato a The Verge che si tratta di “un piccolo esperimento di interfaccia per un sottoinsieme di utenti Discover“, specificando che stanno “testando un nuovo design che cambia il posizionamento dei titoli esistenti per rendere i dettagli degli argomenti più facili da comprendere prima di esplorare i link dal web“. Questo esperimento si inserisce in un trend più ampio che preoccupa l’intero ecosistema dell’informazione online. Google sta progressivamente privilegiando i propri prodotti a scapito del traffico verso i siti di notizie. L’azienda continua a sostenere che le AI Overviews – quelle risposte generate dall’intelligenza artificiale che appaiono in cima ai risultati di ricerca – non stiano danneggiando il web, ma è difficile trovare un editore che sia d’accordo.

La buona notizia è che, trattandosi di un esperimento, Google potrebbe ancora fare marcia indietro se il feedback fosse sufficientemente negativo. La cattiva notizia è che la direzione sembra chiara: l’intelligenza artificiale viene integrata ovunque, anche dove non serve e non funziona, semplicemente perché è il trend del momento. Che i titoli siano accurati o che i giornalisti vengano danneggiati sembra essere secondario rispetto all’imperativo di integrare l’AI ovunque sia tecnicamente possibile.

Per ora, se usi Google Discover, la cosa migliore da fare è sviluppare un sano scetticismo verso i titoli estremamente brevi o generici. Se qualcosa sembra troppo sensazionale o vagamente formulato, c’è una buona probabilità che sia stato riscritto dall’intelligenza artificiale. Clicca comunque sull’articolo originale: almeno lì troverai il titolo che il giornalista ha effettivamente scelto, quello che riflette veramente il contenuto della storia. E se Google sta leggendo: a volte la soluzione migliore è semplicemente non rompere ciò che già funziona. I titoli originali andavano benissimo.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it