Kevin Spacey ha deciso di prendere la parola per correggere una narrazione che, nelle ultime settimane, ha dominato i tabloid e i siti di informazione. L’attore premio Oscar, 66 anni, ha pubblicato un video sul suo profilo Instagram domenica 23 novembre per chiarire le affermazioni riguardo alla sua situazione abitativa, dopo che numerosi media avevano riportato titoli che lo definivano senzatetto. Tutto è partito da un’intervista rilasciata al Telegraph, pubblicata mercoledì 19 novembre, in cui Spacey aveva dichiarato: “Vivo in hotel, vivo in Airbnb, vado dove c’è il lavoro. Letteralmente non ho una casa, è quello che sto cercando di spiegare“. Parole che, estrapolate dal contesto, hanno generato un’ondata di titoli sensazionalistici e migliaia di messaggi di solidarietà da parte di fan preoccupati.
Nel video di chiarimento, l’attore ha esordito con tono pacato ma determinato: “Di solito non mi metto a correggere i media. Se lo facessi, non avrei tempo per molto altro“. Ha poi spiegato di sentirsi in dovere di rispondere non alla stampa, ma alle migliaia di persone che negli ultimi giorni gli hanno offerto un tetto sopra la testa o semplicemente chiesto se stesse bene. “A tutti voi voglio dire che sono davvero toccato dalla vostra generosità“, ha proseguito Spacey. “Ma sento che sarebbe disonesto da parte mia permettervi di credere che io sia davvero homeless nel senso colloquiale del termine“. L’attore ha quindi contestato il modo in cui le sue parole sono state utilizzate, accusando implicitamente il Telegraph di aver creato un titolo fuorviante per vendere copie, pur elogiando il giornalista Mick Brown per la qualità dell’intervista originale.
La realtà della situazione di Spacey è più sfumata di quanto i titoli lascino intendere. L’attore ha spiegato di vivere effettivamente tra hotel e Airbnb, ma non per indigenza: “Vado dove c’è il lavoro, proprio come facevo quando ho iniziato in questo settore“. Una condizione che, per quanto precaria rispetto agli standard delle star hollywoodiane, è ben lontana dalla condizione di chi vive per strada o in macchina. Negli ultimi dodici mesi, Spacey ha lavorato praticamente senza sosta, un fatto per cui si è detto “incredibilmente grato“. Negli ultimi tre anni ha completato sei film, tra cui Holiguards, che ha anche diretto personalmente. Il problema, tuttavia, è che molti di questi progetti non hanno ancora trovato distribuzione presso i grandi studio, limitando drasticamente i suoi guadagni.
La situazione finanziaria dell’attore rimane effettivamente complicata. Come aveva già rivelato nell’intervista al Telegraph, “i costi di questi ultimi sette anni sono stati astronomici. Ho avuto pochissimi introiti e tutto in uscita“. A giugno, durante un’apparizione al programma Piers Morgan Uncensored, aveva dichiarato che la sua casa di Baltimora, dove viveva dal 2012, stava per essere pignorata e venduta all’asta. Queste difficoltà economiche sono la diretta conseguenza delle accuse di cattiva condotta sessuale che hanno travolto Spacey a partire dal 2017. Le spese legali per difendersi in tribunale, unite alla sostanziale assenza di lavoro a Hollywood, hanno prosciugato le sue risorse. L’attore ha discusso la possibilità di dichiarare bancarotta, anche se alla fine non si è arrivati a quel punto.

Sul fronte giudiziario, Spacey è stato scagionato dalle accuse di abuso sessuale a New York nel 2022 e dalle imputazioni di aggressione sessuale a Londra nel 2023. Tuttavia, il danno reputazionale rimane profondo. La sua carriera a Hollywood si è praticamente azzerata dopo le prime accuse, quando l’attore ha reagito negando le accuse e contemporaneamente facendo coming out, una mossa che è stata ampiamente criticata come un tentativo di deviare l’attenzione.
Nel video di domenica, Spacey ha tenuto a sottolineare un punto importante: “Ci sono molte persone che vivono per strada, in macchina o in situazioni finanziarie terribili. Il mio cuore va a loro. Ma è chiaro dall’articolo stesso che io non sono uno di loro, né stavo tentando di dire che lo fossi“. È una precisazione necessaria in un’epoca in cui la crisi abitativa colpisce milioni di persone in Europa e negli Stati Uniti. La differenza tra un attore che vive in Airbnb perché insegue contratti di lavoro e chi è genuinamente senza dimora è sostanziale, sia economicamente che simbolicamente. L’episodio solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra media e celebrity in difficoltà. Quanto è lecito semplificare una situazione complessa per ottenere click? Dove finisce la cronaca e inizia lo sfruttamento della disgrazia altrui? Spacey ha chiaramente sentito che in questo caso si era superato il limite, tanto da rompere la sua consuetudine di non rispondere alle narrazioni mediatiche.

La vicenda illumina anche la realtà spesso ignorata degli attori post-scandalo: anche chi viene assolto in tribunale scopre che il verdetto dell’opinione pubblica è molto più difficile da ribaltare. Spacey continua a lavorare, prevalentemente in Europa, ma la strada per un possibile ritorno nel mainstream hollywoodiano appare ancora lunga e incerta. Per ora, l’attore sembra concentrato sul presente: accettare i ruoli che arrivano, spostarsi dove c’è lavoro, ricostruire pezzo dopo pezzo. Una condizione che lui stesso paragona agli inizi della carriera, quando la stabilità era un lusso e ogni progetto rappresentava un’opportunità da cogliere al volo. La differenza è che allora guardava avanti verso il successo. Oggi guarda indietro, cercando di recuperare almeno una parte di ciò che ha perso.



