Anticonformista, libera, irresistibile. Le mille anime di Valentina, incarnazione di una rottura con la società borghese e conformista di un’Italia apparentemente lontana, scossa da questa donna sui generis partorita dalla mente di Guido Crepax. Spesso etichettata come protagonista di un fumetto dai toni sessualmente espliciti, Valentina è in realtà una voce fuori dal coro, che va ben oltre facili etichette, non rimanendo bloccata in una definizione temporale, ma proiettandosi verso il futuro.
Ma il futuro che vedeva Crepax per la sua ragazza terribile, oggi è il nostro presente. Ciò che aveva caratterizzato Valentina allora, la sua ribellione sociale può ancora valere oggi? Una domanda a cui ha deciso di dare risposta Sergio Gerasi, che ha ripreso la creazione di Crepax per condurla nel presente.
In occasione di Lucca Comics & Games 2025, abbiamo chiacchierato di Valentina e della sua forza proprio con Gerasi, ospiti di Feltrinelli Comics.
Valentina, donna senza tempo

Ricordando l’incredibile impatto avuto a suo tempo da Valentina, viene da chiedersi quanto si possa sentire la responsabilità di dare vita a una nuova vita fumettistica del personaggio. Per Gerasi, questa occasione ha un sapore particolare, non solo come segno di rispetto a una delle figure chiave del nostro fumetto, ma anche come esperienza artistica personale.
“Una pesante eredità, ma anche una bellissima occasione per farvi vedere questo personaggio. Diciamo così, non ci ho pensato a questo carico che aveva sulle spalle e mi sono un po’ buttato. Ora è uscito il secondo libro, sono contentissimo perché sta assumendo l’aspetto di una serie, la mia prima serie da solo, quindi sono molto orgoglioso.”
Quando si parla di storia del fumetto, Valentina spesso non viene considerata come personaggio di rottura, un’antesignana dei personaggi femminili contemporanei, andava a scardinare quel conformismo dell’Italia borghese che non voleva uscire dalle case, ma si nascondeva dietro delle maschere.
“Esatto, era molto avanti nel tempo da questo punto di vista l’idea del personaggio. All’inizio credo la storia abbia qualche problema, ma col tempo si crea in qualche modo la forza di un personaggio femminile.”
Milano, il mondo di Valentina
Nelle storie di Valentina, lo sfondo è quasi sempre bianco, lasciando che l’attenzione si focalizzi su di lei, anche se a volte, improvvisamente, veniamo catapultati in un ambiente urbano milanese facilmente riconoscibile.
“Questo è sempre stato uno degli aspetti della narrazione a momenti, per cercare di far riconoscere l’ambientazione in cui si muovono i vari personaggi. Col fatto che Valentina è un personaggio fortemente legato alla città di Milano, come in qualche modo lo sono anch’io, Tutte le storie che anche nel passato mi sono venute in mente, sviluppate da autore unico, avevano come ambientazione Milano e spesso l’ambientazione, risultava forte, quasi incontrollabile.”
E queste ambientazioni vivono dei dettagli tipici di ogni città, come i balconi o i portoni tipici delle strade meneghine.
“Questo è un piccolo trucco da disegnatore: se vuoi che l’ambientazione diventi un personaggio, devi fare funzionare tutti i dettagli. Quindi anche i balconi e i portoni tipici di Milano. Se nella nostra città sembra, come dire, un po’ comune in certi dettagli, in realtà sembra una forte caratterizzazione di Milano, ma si distingue, si riesce a disegnare.”
Il futuro di Valentina

Giunti al secondo volume della Valentina firmata da Gerasi, sembra evidente che questo ritorno dell’intraprendente figlia fumettistica di Crepax sia declinato in un racconto di ampio respiro
“Siamo partiti con un’idea: le nuove storie di Valentina dovevano essere fortemente legate alla modernità contemporanea. Una sfida, da un certo punto di vista, trasportare un personaggio di quegli anni nella contemporaneità, farle un po’ capire quanto fosse anche moderna. Le storie che devo proporre io hanno degli aspetti contemporanei, di modernità, di intelligenza artificiale, argomento che mi è caro. Poi mi sono reso conto, soprattutto con questo secondo libro, che ero più sciolto sicuramente, mi sono reso conto che poi alla fine, in gran parte delle mie storie, anche quelle che ho scritto e disegnato in passato, finisco con il guardare al concetto di identità. Ormai, come ora, il concetto di identità e di cosa siamo in questo mondo, è importante, perché da tutta la parte digitale nella nostra vita, diventa ancora più centrale”



