Rocket Raccoon è caduto, ancora una volta. L’ultima uscita televisiva del Marvel Cinematic Universe nel 2025, Marvel Zombies, ha riservato al procione bioingegnerizzato preferito dai fan una fine tanto rapida quanto violenta. Eppure, paradossalmente, questa tragedia multiverse rappresenta una conferma incoraggiante per il futuro del personaggio nell’universo principale. Per capire perché la morte di Rocket sia in realtà motivo di ottimismo, occorre guardare oltre la superficie di questa serie animata e concentrarsi su ciò che attende il personaggio nella timeline sacra dell’MCU. Marvel Zombies, rilasciata a settembre come ultima serie TV dell’anno per il franchise, offre una visione apocalittica alternativa del MCU. La serie animata riporta diversi attori a doppiare i propri personaggi in una realtà dove l’infezione zombie ha trasformato i più grandi eroi in minacce mortali. È in questo contesto distopico che Rocket Raccoon fa la sua breve apparizione, accompagnato da Groot e Thor, proprio come accadeva in Avengers: Infinity War quando il trio arrivava a Wakanda per affrontare Thanos.
Ma in questa versione degli eventi, le cose prendono una piega drammaticamente diversa. La variante zombificata di Thanos, armato del Guanto dell’Infinito, non si fa scrupoli: disintegra immediatamente sia Rocket che Groot con un gesto del polso, lasciando anche Thor orribilmente sfigurato. Per chi conosce il passato traumatico di Rocket, rivelato con dovizia di dettagli emotivi in Guardiani della Galassia Vol. 3, assistere a una morte così violenta e improvvisa del personaggio rappresenta un momento particolarmente straziante. Dopo aver finalmente affrontato i suoi demoni e trovato una forma di pace, vedere Rocket ridotto in cenere sembra quasi crudele. Eppure è proprio qui che emerge il lato positivo della situazione. La morte di Rocket in Marvel Zombies, per quanto tragica, avviene in una realtà alternativa, una timeline separata dal corso principale degli eventi MCU. Questo dettaglio non è solo un tecnicismo narrativo, è la conferma implicita che il vero Rocket Raccoon, quello della timeline sacra, ha davanti a sé un percorso ben più interessante e articolato di una semplice morte shock in una serie animata.

Il finale di Guardians of the Galaxy Vol. 3 ha infatti segnato un punto di svolta fondamentale per il personaggio. Dopo aver sconfitto l’High Evolutionary, l’essere responsabile delle torture e degli esperimenti che lo hanno trasformato in ciò che è, Rocket ha finalmente chiuso i conti con il suo passato. Ma James Gunn non si è fermato qui. Ha ricompensato il procione con una promozione sul campo. Mentre il team originale si scioglieva e Peter Quill tornava sulla Terra, Rocket è diventato il nuovo capitano dei Guardiani della Galassia, guidando una formazione completamente rinnovata. La nuova squadra è tutt’altro che secondaria. Al fianco di Rocket troviamo un Groot cresciuto enormemente, ora una presenza ancora più imponente e potente. Ci sono poi Kraglin, che ha finalmente imparato a padroneggiare la freccia Yaka di Yondu, Adam Warlock, il potentissimo essere creato dai Sovereign ancora alle prese con la comprensione della propria umanità, Phyla, la giovane mostrata brevemente nel terzo film, e Cosmo the Spacedog, il cane telepatico russo che ha rubato la scena ogni volta che è apparso sullo schermo.
Questa configurazione rappresenta un’opportunità narrativa enorme. Con Chris Pratt ufficialmente fuori dai giochi cosmici dell’MCU, almeno temporaneamente, Bradley Cooper e il suo Rocket Raccoon sono destinati a diventare il fulcro dell’angolo spaziale del franchise. Non più la spalla comica o il genio tecnologico di supporto: Rocket è ora un leader a pieno titolo, con tutte le responsabilità e le potenzialità drammatiche che questo comporta. È un arco narrativo che merita di essere esplorato approfonditamente, non sprecato in una comparsata di pochi minuti in una serie multiverse. Certo, il futuro concreto dei Guardiani della Galassia rimane avvolto nell’incertezza. James Gunn ha lasciato Marvel per guidare il nuovo DC Universe, e un quarto film della saga non è ancora stato ufficialmente annunciato. Nessun membro dei Guardiani figura, al momento, nel cast confermato di Avengers: Doomsday. Tuttavia, la natura stessa dei prossimi due film degli Avengers suggerisce che il team cosmico avrà un ruolo da giocare. Avengers: Secret Wars, previsto per il 2027, dovrebbe operare come un soft reboot dell’MCU, e sarebbe impensabile realizzare un evento di tale portata senza coinvolgere tutte le principali squadre del franchise.

In definitiva, la morte di Rocket Raccoon in Marvel Zombies funziona come contrasto perfetto. Da un lato abbiamo una timeline alternativa dove il personaggio viene eliminato quasi come una nota a piè di pagina, dall’altro la promessa di un ruolo centrale, ricco di potenziale drammatico e narrativo, nell’universo principale. Questa dicotomia non fa che sottolineare quanto importante sia diventato Rocket per l’MCU e quanto il franchise abbia ancora piani per lui. Il procione che una volta era solo un cacciatore di taglie cinico e violento è cresciuto fino a diventare un eroe completo, un leader capace di guidare la prossima generazione di Guardiani della Galassia. Vedere questa versione del personaggio ridotta in polvere in un universo alternativo serve solo a ricordarci quanto preziosa sia la sua versione canonica. Marvel Zombies può permettersi di uccidere Rocket perché il suo vero viaggio è appena iniziato altrove. E questa, in fondo, è davvero una buona notizia.



