X

Blue è un’orfana dolce e coraggiosa, ma che ha conosciuto l’amore grazie alle cure di suor Beth. In orfanotrofio sguaina la sua spada di legno, trascorrendo il tempo con gli amici, mentre attende di essere trasferita nella cittadella. Qui potrà finalmente avverare il suo più grande sogno: diventare un nobile Angelo e difendere gli uomini dalle orde di demoni.

Tuttavia, a differenza degli altri bambini, Blue non sfoggia un paio di candide ali: lei è stata maledetta con piume nero pece. Questa peculiarità attira le attenzioni del popolo che, dinanzi ad un tale palese – a detta loro – simbolo demoniaco, non può fare altro che darle del “demone”, rendendo la sua vita al di fuori delle mura di casa un vero inferno. Nonostante ciò, nessuna ferita, nessuna perfidia riesce a spegnere il suo sogno di servire la luce.

Ma quando, in un giorno qualunque, l’orfanotrofio viene assalito dai malvagi demoni, la vita dei bambini cambia radicalmente. Gli Angeli scendono dalla cittadella di Quartz per difendere con coraggio i civili, ma vengono travolti da una forza oscura straordinaria. Blue, impotente, assiste alla distruzione del suo micro-mondo, finché un potere sconosciuto si risveglia dentro di lei.

Un potere beffardo che affonda le sue radici nell’oscurità. Qualcosa che strizza l’occhio a quell’universo demoniaco che tanto detesta…

Blue

A Kingdom of Quartz
A Kingdom of Quartz, j-pop manga

Come Naruto e Asta (Black Clover) prima di lei, Blue è un’amabile outsider in grado di conquistare il lettore fin dal primo istante. Nonostante il dolore dovuto alla discriminazione, la solitudine e le continue umiliazioni, vanta un cuore gentile, pronta a sacrificarsi per salvare le persone che ama. Come Naruto e Asta, anch’ella crede in un sogno più grande di lei: non vuole di certo diventare hokage, né vestire i panni dell’Imperatore magico, bensì desidera trasformarsi in un angelo e poter difendere Quartz.

Il nero delle ali di Blue è anche emblema dell’unione tra luce e tenebra. Bomhat, così facendo, mette in discussione l’idea stessa di purezza intesa dai proseliti di Quartz… ma anche da molti di noi. Da che mondo è mondo, il puro coincide col candore, il candore col bianco, mentre il nero è associato all’oscurità, alle umane perversioni, all’orrore. All’aberrazione demoniaca.

Difatti, è solo dopo aver incontrato Cassian, il Principe degli Angeli, che la vita della bambina cambia radicalmente. Sarà proprio lui a salvarla durante il primo attacco dei demoni, sorvolando sull’ambiguità dei suoi poteri e riconoscendo in lei un’ascendente in grado di cambiare il destino del regno. Potenziale alleata, ma anche un abile strumento. Qualcosa da tener d’occhio.

World-building eccezionale

A Kingdom of Quartz
A Kingdom of Quartz, j-pop manga

Fin dal primo capitolo, A Kingdom of Quartz – edito in Italia per J-POP manga – ci ha colpito per l’ottima costruzione del mondo magico creato da Bomhat. Composto da due regni contrapposti, il Regno di Quartz e quello dei Demoni sono agli antipodi: nel primo vivono i Celes, custodi della Luce, esseri alati protetti dagli angeli guerrieri, mentre il secondo è abitato da portatori di caos confinati nell’oscurità. Da questa divisione sono nate quattro famiglie celesti, Quartz, Lovecraft, Alrune e Lucia, che fondarono un regno splendente per i futuri Celes.

Questo sfondo è però fortemente intriso di simbolismo religioso, tant’è che le tavole del manga sembrano rimarcare l’iconografia di santi, angeli e arcangeli tipica cristiana. Ed ecco che lo splendente Regno di Quartz mostra il suo vero volto: dietro la perfezione si nascondono rigide gerarchie, pregiudizi nei confronti delle anomalie, di ciò che non si può comprendere, e un profondo senso di ipocrisia. E le ali nero pece di Blue diventano così un marchio, un peccato visibile, un motivo di esclusione.

A questo, però, va aggiunta una narrazione non troppo intensa, seppur sorprendentemente scorrevole. Bomhat difatti lascia che sia il suo mondo a parlare, e questo gli consente di calibrare il ritmo del racconto. Dapprima leggero, poi drammatico, infine spensierato, l’autore ha deciso di inserire immediatamente un salto temporale che mostra Blue intenta a inseguire il suo sogno. Durante il viaggio verso la cittadella, incontra altri giovani Celes, ognuno proveniente da uno dei quattro distretti, il che ha ricordato molto sia la struttura dei distretti in Hunger Games, sia la divisione degli spazi in Black Clover.

Un dark fantasy moderno e maturo

A Kingdom of Quartz
A Kingdom of Quartz, j-pop manga

A Kingdom of Quartz ci ha piacevolmente sorpreso. Un’opera di straordinaria raffinatezza visiva e profonda intensità emotiva, le cui illustrazioni evocano immediatamente il fascino di Atelier of Witch Hat o del delicato Beyond the Clouds. Eppure, dietro l’incanto iniziale si cela un’anima più oscura, affine al tono riscontrato in The Promised Neverland o The Girl from the Other Side o ancora Made in Abyss. Non stupisce, dunque, che Kodansha l’abbia definito “un elegante dark fantasy all’alba della sua luce”.

Bomhat fonde il disegno europeo con il manga giapponese, dando vita a tavole che sembrano dipinti, ricchi di luce, dettagli e movimento, forti di una componente drammatica che amplifica il senso di meraviglia e inquietudine. Le scene statiche paiono quadri d’altri tempi, in grado di evocare un lirismo pittorico che strizza l’occhio all’iconografia religiosa. Solo nelle sequenze d’azione emerge qualche rigidità.

Ma il cuore dell’opera sta soprattutto nella sua capacità di intrecciare bellezza e introspezione, e si percepisce la delicatezza con cui Bomhat costruisce i personaggi, la cura con cui alterna momenti di tenerezza a episodi di brutalità estrema. Le scene più oscure servono a ricordarci che la luce, per esistere, ha bisogno dell’ombra, e Blue ne è la prova vivente.

Un debutto – dunque – eccezionale di un titolo che mescola fantasy, iconografia, riflessioni profonde e arte, ricordando i più celebri racconti di formazione. La storia di Blue parla ai diversi, a coloro che faticano ad accettarsi, rammentandoci che non esiste la perfezione. Tutti hanno dentro di sé luce e ombra, e l’estetica non vale nulla ai fini del valore di un individuo. Non importa quanto la società tenti ogni giorno di farci sentire sbagliati in quanto “non omologati agli altri“.

Condividi.

Napoletana, classe 92, nerd before it was cool: da sempre, da prima che fosse socialmente accettato. Dopo il diploma al Liceo Classico, una breve ma significativa tappa all'Accademia di Belle Arti mi ha aperto gli occhi sul futuro: letteratura, arte e manga, compagni di una vita ed elementi salvifici. Iscritta a Lettere Moderne, ho studiato e lavorato per poi approdare su CPOP.IT e scoprire il dietro-le-quinte del mondo dell'editoria. Dal 2025 scrivo per LaTestata e mi sono unita al team di ScreenWorld in qualità di Capo Redattrice Anime e Manga: la chiusura di un cerchio e il coronamento di un sogno.