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Tra le letture must-have di Lucca Comics & Games 2025 c’è una graphic novel che parla di rivalsa, magia e crescita, di violenza e distacco, ma lo fa nel più dolce e maturo dei modi, come una fiaba Disney o uno dei capisaldi dell’animazione DreamWorks; a pubblicarla Bao Publishing. Di cosa stiamo parlando? Ma di Avila di Teresa Radice e Stefano Turconi, autori anche de Il Porto Proibito, loro lavoro imprescindibile. Settato uno degli obiettivi della vostra Lucca, quindi, vi sveliamo che abbiamo avuto proprio modo di intervistare i due autori e scoprire alcuni simpatici retroscena su Avila e sui loro processi creativi!

Scopriamo gli autori

Benvenuti tra le righe di Screenworld, per noi è un enorme piacere avervi ospiti e per me un grande onore strapparvi questa piccola intervista. C

Visitando la vostra biografia sul sito di Bao, scopriamo che oltre a essere marito e moglie, il che aggiunge un tocco ancora più magico alle vostre storie, siete dei grandissimi viaggiatori ed esploratori. Nel 2015 arriva la pubblicazione de Il Porto Proibito e i vari premi che vi vengono riconosciuti come il Gran Guinigi alla “Miglior Graphic Novel” e il Micheluzzi al “Miglior Fumetto”. 

Sono passati circa dieci anni dall’uscita di quel capolavoro, che ha conquistato veramente pubblico e critica di ogni genere. È cambiato qualcosa nel vostro approccio alla scrittura e al disegno?

Teresa Radice e Stefano Turconi

“Di sicuro grazie al Porto è aumentata la sensazione di libertà e soddisfazione che ci dà lo scrivere e disegnare storie “nostre”, nel senso di storie che ci sono affini, ci appartengono e ci rispecchiano, dallo stimolo iniziale al prodotto finito in carta e inchiostro. Non sentiamo più di dover appartenere a qualche “casella” (autori Disney, autori per ragazzi…), ma siamo liberi di raccontare quello che davvero ci preme, di dare voce alle inclinazioni che di volta in volta abbiamo dentro, anche se ogni volta diverse: ci lasciamo ispirare e chiamare da luoghi, opere, personaggi e momenti storici, incontri… col privilegio di non doverci fare domande sul “target” o sul “genere”(siamo nettamente refrattari alle etichette), ma di chiederci solo “Che cosa sento il bisogno di raccontare ora, e perché?”

Alla scoperta di Avila

Avila, il vostro nuovo lavoro pubblicato da Bao che verrà presentato a Lucca Comics 2025, l’ho letteralmente divorato. Moderno, maturo ma anche dolcissimo, com’è nata l’idea di questo racconto? Ci potete svelare, magari, qualche retroscena e/o il momento della storia a cui siete più affezionati?

Teresa Radice e Stefano Turconi

“Il primo, curioso retroscena riguarda proprio la nascita della storia, evolutasi a partire da fine estate 2022, allorché – il primo giorno di un viaggio di famiglia itinerante nei luoghi che ora ritrovate nel libro – la nostra gloriosa macchinetta gialla si fermò di colpo in mezzo alla campagna francese… dandoci modo di assaporare i dintorni, sia all’andata che poi al ritorno (ritorno interminabile, nel terrore che l’auto appena riparata avesse un altro guasto). Pensammo subito che certi paesaggi spettacolari e inaspettati (vulcani, canyon, case abbarbicate alla roccia…) fossero perfetti per ambientarci uno dei nostri fumetti e nel viaggio di ritorno, appunto, cominciammo a buttare giù le prime idee su storia e personaggi. Il Conte del libro che oggi avete tra le mani si chiama Langeac, come il paesino nel quale ci si fermò la macchina”

Viva i roditori

Sappiamo che vi siete conosciuti grazie a un famosissimo topo e che entrambi avete anche lavorato a delle storie per Topolino ma nei vostri lavori ho rivisto, personalmente, anche molto dei film di animazione Dreamworks della mia infanzia (Road to El Dorado, Sinbad, Il Principe D’Egitto e altri), per stile narrativo e temi trattati; è tutto frutto della mia immaginazione o c’è qualcosa della succitata casa che vi ha ispirato particolarmente?

Teresa Radice e Stefano Turconi

“Il cinema (d’animazione e non) è per noi da sempre fonte di ispirazione, molto più che altri fumetti: nel novero rientrano ovviamente molti film Disney e DreamWorks, tra i quali anche quelli che hai citato, sì. Diciamo che tendiamo a considerare le nostre storie un po’ come dei lungometraggi animati, nei quali facciamo del nostro meglio per supplire alla mancanza di audio e movimento.”

Immagino che oltre a essere autori siate anche lettori: quali sono le opere che più portate nel cuore?

Teresa Radice e Stefano Turconi

“Siamo effettivamente lettori voraci e insaziabili… dai gusti solitamente piuttosto “datati”: ci piacciono i classici della letteratura avventurosa di un tempo (da Stevenson a Dumas, da Verne a Melville…), ma anche le opere teatrali (da Shakespeare a Molière…) e la poesia. È difficile fare una classifica, perché i libri più vicini al cuore variano a seconda dei momenti, delle storie che stiamo vivendo e di quelle alle quali stiamo lavorando (ad esempio, Rigoni Stern e Tolstoj ci sono stati compagni di viaggio per La Terra, il Cielo, I Corvi, mentre in Avila c’è molto Molière…)”

Un piccolo balzo al futuro

Ci provo: qualche spoiler sul vostro prossimo lavoro? O meglio, dopo la Francia del 1600, avete già in mente la meta che ci farete visitare nel vostro prossimo racconto?

Teresa Radice e Stefano Turconi

“Il quarto volume (su otto) de Le Ragazze del Pillar è già scritto e pronto da disegnare, dunque presumibilmente il prossimo luogo in cui torneremo sarà Plymouth; nel frattempo, Teresa da marzo sta con la testa e il cuore dentro un progetto per il 2028, del quale ancora non possiamo svelare nulla.”

Grazie per tutto il tempo che ci avete concesso e per i vostri lavori, che consigliamo caldamente ai nostri lettori di recuperare, maggiormente il neo arrivato Avila che ricordiamo verrà presentato a Lucca Comics 2025. Un enorme in bocca al lupo per il vostro lavoro e speriamo di sentirci presto!

Teresa Radice e Stefano Turconi

“Grazie a voi per l’interesse verso il nostro lavoro e benvenuti ai lettori che vorranno mettersi in cammino insieme ad Avila!”

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Classe '95, appassionato di videogiochi, fumetti e cultura pop. Ci prova costantemente a scrivere qualcosa, continuando però a non capirci nulla.