L’universo di The Boys e di Gen V, celebre per la sua irriverente e spietata satira sociale, ha sempre avuto un occhio di riguardo per le figure pubbliche che incarnano eccessi e contraddizioni del nostro tempo. Tra i bersagli preferiti, sebbene spesso in modo velato, figura il magnate della tecnologia Elon Musk. Tuttavia, se The Boys ha giocato con allusioni e parallelismi, il suo spin-off Gen V ha deciso di alzare la posta, svelando un approccio alla satira decisamente più diretto e, per molti, inaspettato.
Fino a questo momento, le battute su Elon Musk, pur non nominandolo mai esplicitamente, erano un filo conduttore ricorrente, spesso veicolate attraverso i canali social ufficiali di Vought International, la fittizia corporazione di supereroi. Un esempio lampante risale al periodo successivo alla vittoria presidenziale di Donald Trump nel 2024, quando Musk fu nominato a capo di un’organizzazione governativa temporanea chiamata Department of Government Efficiency (DOGE), incaricata di ridurre la spesa pubblica e tagliare posti di lavoro.
Today, Vought is proud to announce Deep as the head of a newly formed agency: the Department of Preserving Earth (DOPE). In this role, he’ll work closely with his best friend Homelander to make our oceans a little more Super. After his resounding success as head of Crime… pic.twitter.com/a8i1M2b8wD
— Vought International (@VoughtIntl) November 14, 2024
The Boys non si lasciò sfuggire l’occasione. Il suo profilo social annunciò che Vought stava nominando Abisso, il supereroe acquatico, a capo di una nuova agenzia: il Department of Preserving Earth (DOPE). Proprio come DOGE, anche DOPE aveva un obiettivo apparentemente nobile: “rendere i nostri oceani un po’ più Super“. Quando poi il mandato di Musk al DOGE si concluse bruscamente, The Boys replicò con un altro post, giustificando la fine della missione di Abisso al DOPE con la scusa che l’incarico sarebbe durato solo sei mesi, a causa di altri impegni del supereroe. Questi riferimenti, seppur criptici, erano sufficientemente chiari da stabilire un parallelo inequivocabile, un gioco di specchi che gli spettatori più attenti hanno saputo cogliere.
Ma è in Gen V, lo spin-off ambientato nell’università per supereroi Godolkin, che la satira su Elon Musk compie un salto di qualità, passando dalla sottile allusione alla diretta nominazione. Nella quarta puntata della seconda stagione, la serie rompe ogni indugio. In una scena cruciale, il nuovo decano della Godolkin University, Cipher, sta aiutando Marie Moreau a perfezionare le sue inquietanti abilità ematiche. Per l’esercizio, il decano le presenta una capra, chiedendole di spostare l’animale usando i suoi poteri.
La rivelazione arriva quando Marie esita, temendo di poter ferire o uccidere la capra. Con un sorriso sardonico, Cipher la rassicura, spiegando che hanno volutamente chiamato le loro capre “con nomi da stronzi“. E il nome della capra in questione è, senza mezzi termini, Elon. Questa scelta narrativa, che include il nome di Musk menzionato più volte nella stessa sequenza, segna un’escalation significativa rispetto allo stile di The Boys. Non si tratta più di un riferimento implicito o di una parodia velata sui social media, ma di un’affermazione esplicita.
Chiaramente una cosa del genere è diventata virale sui social, in particolare su X (ovviamente) e in breve tempo ha raccolto sostenitori, tra chi si è divertito, e oppositori, chi l’ha trovata esagerata e di cattivo gusto. Considerando che non è la prima volta che Gen V attira l’attenzione, non sarà nemmeno l’ultima.



