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Nell’ultima puntata in televisione di Last Week Tonight, il pungente John Oliver ha ancora una volta dimostrato la sua maestria nel navigare tra l’ironia e la cruda realtà. Dopo aver finto di introdurre un segmento sul “lavoro forzato delle scimmie“, una deviazione tipica del suo stile, Oliver ha virato bruscamente su un argomento di ben altra gravità come quello della figura di Benjamin Netanyahu e la complessa situazione in Israele, accostando il presidente israeliano a una scimmia.

Il conduttore ha tracciato un quadro dettagliato del primo ministro israeliano, in carica a intermittenza dal 1996, evidenziando come i suoi indici di gradimento siano diventati sempre più sfavorevoli sia in patria che negli Stati Uniti. Una caduta di popolarità che si intreccia con accuse di corruzione di lunga data, risalenti a oltre un decennio fa, e con le recenti decisioni politiche che hanno avuto un impatto devastante sulla crisi umanitaria a Gaza.

Oliver non ha usato mezzi termini nel descrivere le azioni di Netanyahu, affermando che il premier ha presieduto “la guerra più lunga e letale nella storia di Israele“, affamato Gaza, bombardato l’Iran e condotto attacchi aerei in Qatar, Yemen, Siria e Libano. Con la sua consueta satira affilata, ha commentato che Netanyahu sembra aver preso alla lettera una tazza con la scritta “Rise & Grind“, ma in modo “sociopaticamente letterale“.

La narrazione di Oliver si è arricchita di dati e riscontri internazionali che dipingono uno scenario allarmante. La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul territorio palestinese occupato ha recentemente concluso che Israele ha commesso un genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, esortando il paese e tutti gli stati a rispettare gli “obblighi legali ai sensi del diritto internazionale per porre fine al genocidio e punire i responsabili“. Questa posizione è condivisa anche dalla principale associazione mondiale di studiosi del genocidio, come riportato dalla BBC.

Infine, Oliver ha analizzato gli Accordi di Abramo, firmati nel 2020 e mediati dal presidente Donald Trump, che hanno aggirato il “potere di veto palestinese” sui nuovi accordi tra stati arabi e Israele attraverso la normalizzazione diplomatica. Il conduttore ha commentato chesi è trattato di un chiaro vaffanculo ai palestinesi“, sottolineando come ogni azione di Netanyahu sembri avere questo effetto collaterale, anche il più banale, come versare una ciotola di cereali, se potesse peggiorare le condizioni a Gaza.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it