Il destino di TikTok, l’app che ha ridefinito il panorama dei social media, è stato appeso a un filo per mesi, tra minacce di ban e complesse trattative internazionali. Ora, un colpo di scena inaspettato ha svelato il segreto dietro la sua salvezza negli Stati Uniti. Un ordine esecutivo firmato dal Presidente Donald Trump, frutto di un dialogo diretto con il Presidente cinese Xi Jinping.
L’annuncio segna una svolta cruciale per la piattaforma, che si è trovata al centro di una vera e propria tempesta geopolitica. L’ordine esecutivo di Trump, infatti, approva di fatto la vendita delle operazioni statunitensi di TikTok a un consorzio di investitori americani, con l’obiettivo primario di mantenere l’applicazione pienamente operativa nel paese. Il Vice Presidente JD Vance ha stimato il valore di TikTok USA attorno ai 14 miliardi di dollari, una cifra che sottolinea l’importanza strategica ed economica dell’accordo.

Ma perché questa mossa era così necessaria? TikTok era stata posta di fronte a un ultimatum. Cedere le sue attività americane o affrontare un divieto totale negli Stati Uniti. Questa imposizione derivava da una legge sulla sicurezza nazionale, originariamente promulgata dall’ex presidente Joe Biden, che mirava a proteggere i dati degli utenti americani da potenziali influenze straniere. L’ordine di Trump, in sostanza, sospende per 120 giorni l’applicazione di tale legge da parte del procuratore generale o del Dipartimento di Giustizia, concedendo il tempo necessario per l’esecuzione del piano di disinvestimento presentato al presidente.
La vera sorpresa, tuttavia, risiede nel retroscena diplomatico. Trump stesso ha rivelato di aver avuto un colloquio con il Presidente Xi Jinping, ottenendone l’approvazione diretta. Trump ha, quindi, dichiarato: “Ho parlato con il Presidente Xi; abbiamo avuto una buona conversazione. Gli ho detto cosa stavamo facendo, e lui ha detto: ‘Andate avanti’“. Un’interazione che rompe gli schemi e aggiunge un tassello inatteso alla complessa scacchiera delle relazioni sino-americane.

Le condizioni dell’accordo delineano un futuro profondamente americanizzato per TikTok negli Stati Uniti. L’ordine esecutivo prevede l’istituzione di un nuovo consiglio di amministrazione per le operazioni statunitensi di TikTok. Inoltre, l’algoritmo di raccomandazione, il codice sorgente e il sistema di moderazione dei contenuti dell’app negli USA saranno trasferiti sotto il controllo dei nuovi proprietari. Un passaggio chiave per garantire che la piattaforma operi secondo standard e valori americani.
Proprio la sicurezza dei dati è stata una delle questioni più spinose. Il Vice Presidente Vance ha sottolineato che “questo accordo significa che gli americani possono usare TikTok, ma con più fiducia rispetto al passato, perché i loro dati sono al sicuro e non saranno usati come arma di propaganda come in passato“. Una rassicurazione diretta agli utenti, preoccupati per la privacy e l’integrità delle informazioni personali. E per quanto riguarda la neutralità dei contenuti, Trump ha assicurato che “ogni gruppo, ogni filosofia, ogni politica sarà trattata in modo equo” dopo essere stato interrogato sulla possibilità che l’algoritmo potesse favorire contenuti legati a MAGA in seguito all’accordo.
La vicenda di TikTok è stata una vera e propria saga, costellata di rinvii. Questa è stata la quarta volta che Trump ha esteso la scadenza per ByteDance, la società madre di TikTok, per cedere le sue operazioni statunitensi o affrontare un divieto. La spinta iniziale per bandire TikTok risale al 2020, sotto l’amministrazione Trump, e l’idea ha successivamente ricevuto un sostegno bipartisan anche durante l’amministrazione Biden, evidenziando una preoccupazione trasversale per la sicurezza nazionale legata all’app.
