Sembra che Facebook non voglia arrendersi all’idea di far tornare in auge i “poke”. Dopo i tentativi di revival nel 2017 e nell’anno successivo, caduti sostanzialmente nel vuoto, la piattaforma di Mark Zuckerberg ci riprova nel 2025 con una versione rinnovata di questa funzionalità, puntando su una maggiore semplicità d’uso e un elemento di gamification.
Come spiegato da Facebook, il nuovo sistema di “poke” permetterà di vedere chi ci ha stuzzicato e di trovare altri amici da “pokare” a loro volta. Un contatore terrà traccia dei “poke” scambiati con ogni amico, trasformando l’interazione in una sorta di sfida. Inoltre, il pulsante “Poke” è tornato visibile direttamente sui profili degli utenti, facilitando l’accesso a questa funzione.
L’obiettivo dichiarato di Meta è quello di aggiungere valore all’esperienza social degli utenti, ma la scelta di riproporre i “poke” appare quantomeno curiosa, considerando il calo di utilizzo di Facebook per la connessione diretta tra amici, a favore delle piattaforme di messaggistica.
La speranza di Meta potrebbe essere quella di coinvolgere un pubblico più giovane, magari replicando il successo delle “streak” di Snapchat. Il contatore dei “poke” potrebbe infatti trasformarsi in un elemento di competizione e fidelizzazione, simile alle strisce di Snapchat. Tuttavia, questa strategia rischia di apparire forzata e fuori sintonia con le attuali tendenze.
Questa mossa si inserisce in un più ampio tentativo di Meta di rivitalizzare Facebook, come dimostra l’introduzione della nuova tab “Amici” e altri aggiornamenti volti a riproporre esperienze “old school”. Ma perché insistere con i “poke”? È una domanda che molti si pongono, considerando anche altri esperimenti di Meta, come i bot con le voci di personaggi famosi o la creazione di immagini AI, che sembrano non aver riscosso grande successo.
Facebook è stato indubbiamente un enorme successo, così come l’acquisizione di Instagram. Tuttavia, l’impressione è che Meta fatichi a comprendere appieno le nuove tendenze e i gusti del pubblico più giovane, preferendo spesso “copiare” funzionalità di successo da altre piattaforme come Snapchat e TikTok, piuttosto che proporre innovazioni originali.
In definitiva, il ritorno dei “poke” potrebbe essere solo un’altra dimostrazione di questa tendenza. Solo il tempo dirà se questa funzionalità riuscirà a conquistare gli utenti o se sarà destinata, ancora una volta, a cadere nell’oblio.



