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Oltre cinquanta milioni di euro. Più precisamente 51.171.155 euro, quasi il doppio delle stime iniziali degli esperti immobiliari. Questa è la cifra che Mark Zuckerberg e sua moglie Priscilla Chan hanno versato per aggiudicarsi Strancally Castle, una tenuta neogotica affacciata sul fiume Blackwater nella contea di Waterford, nel sud-est dell’Irlanda. Si tratta della vendita residenziale più cara registrata in Irlanda nel 2026, un record che conferma come i magnati della tecnologia abbiano sviluppato una vera passione per le dimore storiche irlandesi.

L’atto di compravendita, comparso il 17 agosto nel registro pubblico irlandese, ha svelato una cifra ben superiore ai 20-30 milioni inizialmente preventivati. Ma il prezzo pubblicato riguarda solamente la residenza principale e circa un acro di terreno. L’intera proprietà si estende su 440 acri, circa 178 ettari, quindi l’esborso totale della coppia supererebbe ampiamente quanto riportato ufficialmente.

Brian Baker, portavoce del fondatore di Facebook, ha confermato l’acquisto spiegando che la famiglia è entusiasta di trascorrere periodi in un Paese a cui Zuckerberg è legato anche professionalmente. Dal 2009, infatti, Dublino ospita il quartier generale di Meta fuori dagli Stati Uniti. La coppia, che ha tre figlie – Maxima, August e Aurelia – cercava da tempo una residenza europea, e Strancally dovrebbe diventare il loro punto d’appoggio nel vecchio continente, mentre la casa principale rimarrà a Palo Alto, in California.

La dimora principale si sviluppa su tre piani e sfiora i 1.500 metri quadri, con almeno undici camere da letto e quattro suite ricavate nelle torri. Le dimensioni sono tali che, secondo la tradizione riportata nel volume “The Houses of Ireland” di Brian De Breffny e Rosemary Ffolliott, per portare un piatto dai fornelli fino alla sala da pranzo servivano quattro minuti e mezzo di cammino a passo svelto. Un dettaglio che restituisce l’idea dello sfarzo voluto dal committente originario.

A ordinare la costruzione del castello fu John Keily, parlamentare conservatore e sceriffo di Waterford, che intorno al 1830 affidò il progetto agli architetti James e George Richard Pain, fratelli già noti in Irlanda per altre opere importanti come Dromoland e Blackrock. I Pain progettarono non solo la dimora principale, ma anche una torre ornamentale contigua e una banchina di carico lungo il fiume.

Il National Inventory of Architectural Heritage attribuisce a Strancally rilevanza nazionale per il suo interesse architettonico, storico e sociale. L’edificio viene descritto come una costruzione dalla presenza solida e muscolare, caratterizzata dalla qualità della lavorazione della pietra e dall’articolazione fortemente scenografica dei volumi. La facciata neogotica presenta pietre squadrate, torri angolari, bovindi, parapetti merlati, pinnacoli e feritoie. Sandstone e limestone ashlar conferiscono all’insieme una compattezza quasi fortificata.

Il rapporto con il paesaggio chiarisce ulteriormente questa natura scenografica. Il castello sorge in posizione leggermente elevata sopra il fiume Blackwater, all’interno di un parco concepito affinché l’architettura venga progressivamente rivelata attraverso la vegetazione. L’inventario nazionale irlandese descrive gli accessi alla proprietà come percorsi studiati per aprire improvvisamente la vista sul fiume una volta usciti dal bosco. Il parco comprendeva viali, boschi, un giardino murato, fabbricati agricoli, lodge e piccoli episodi architettonici disseminati nel territorio. Parte della vegetazione storica precedente al 1842 sopravvive ancora. Ma l’edificio attuale è soltanto l’ultimo capitolo di una storia molto più antica e decisamente più oscura. In quel tratto del Blackwater i Normanni avevano piantato una fortezza già sul finire del 1100, e proprio al castello originario, situato a qualche chilometro di distanza, è legata la leggenda più macabra della zona.

Una versione della leggenda compare nel volume ottocentesco “”Homes and Haunts of the Most Eminent British Poets”” di William Howitt, dove viene riportata con scetticismo ma anche con dovizia di particolari. Secondo il racconto popolare, gli occupanti spagnoli del castello medievale invitavano i possidenti locali a banchetti sontuosi. Durante la cena, quando gli ospiti erano ignari e rilassati, una botola si apriva improvvisamente sotto i loro piedi e i malcapitati precipitavano in una grotta invasa dalle acque del fiume. La gente del posto la chiamava “”buca della morte””. Le sue mura, alla fine, sono state demolite, ma la leggenda continua a circolare nelle campagne di Waterford.

Verso la metà dell’Ottocento i nuovi proprietari divennero i Whitelocke-Lloyd, finché nel Novecento la tenuta passò allo Stato attraverso la Commissione fondiaria. L’aspetto attuale del castello si deve però agli ultimi proprietari prima di Zuckerberg: il finanziere Michael Alen-Buckley, tra i fondatori di RAB Capital, e sua moglie Giancarla, legata alla famiglia dei Rocco Forte Hotels.

Zuckerberg e Chan, che oltre a Strancally possiedono una casa a Miami Beach del valore di 170 milioni di dollari, una residenza a Washington da 23 milioni e oltre 2.300 acri alle Hawaii, hanno fatto sapere di voler proseguire nella gestione della proprietà secondo una linea di continuità con il lavoro compiuto nei decenni precedenti.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.