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Mentre milioni di passeggeri sognano di volare almeno una volta nella vita in first class, c’è chi paradossalmente non potrebbe farlo nemmeno volendo. O almeno, questo è quanto sostiene Helena Ford, ex assistente di volo di British Airways che ha avuto l’occasione di servire a bordo il principe William e Kate Middleton durante i suoi anni tra i cieli.

La rivelazione è arrivata durante un’intervista al podcast britannico Private Parts, dove Ford, oggi conosciuta anche per la partecipazione ai reality Love Island e Love Island: All Stars, ha raccontato dettagli inediti sui viaggi dei principi del Galles sui voli di linea. Secondo la sua testimonianza diretta, esisterebbe una regola protocollare piuttosto particolare: William e Kate non potrebbero mai viaggiare nella classe più alta disponibile sull’aereo.

Il meccanismo sarebbe semplice e sorprendente. Se un volo dispone della first class, la coppia reale dovrebbe necessariamente sistemarsi in business class. Nel caso in cui la first class non fosse presente e la business rappresentasse il livello più alto, i due dovrebbero ripiegare sulla traveller plus, ovvero la premium economy di British Airways. Una sorta di declassamento obbligatorio che stride con l’immagine di lusso e privilegio solitamente associata alla famiglia reale britannica.

Ford ha raccontato di aver incontrato personalmente William e Kate durante un volo di ritorno da Saint Lucia, nei Caraibi, probabilmente al termine di una vacanza privata. L’aereo disponeva della first class, e proprio per questo motivo la coppia viaggiava in business. Ma non si trattava di una business class come le altre: l’intera cabina era stata riservata al personale di sicurezza che accompagnava i reali, creando di fatto una zona protetta e isolata dal resto dei passeggeri.

I dettagli forniti dall’ex hostess dipingono uno scenario che oscilla tra normalità e misure di protezione straordinarie. William e Kate indossavano abiti volutamente casual, scelti per non attirare l’attenzione. Di conseguenza niente look da red carpet o mise formali, ma abbigliamento da normali viaggiatori che cercano di passare inosservati tra centinaia di passeggeri. E poi c’è il particolare dei nomi: secondo Ford, la prenotazione non sarebbe stata effettuata con i loro veri nomi, ma con pseudonimi di copertura. Il personale di bordo aveva ricevuto indicazioni precise: non rivolgersi mai a loro chiamandoli con i nomi reali.

Resta però un interrogativo centrale: perché esiste questa presunta regola? Ford ha ammesso candidamente di non conoscere la motivazione alla base di questa disposizione. Nessun funzionario di Buckingham Palace o Kensington Palace ha mai confermato ufficialmente l’esistenza di un simile protocollo. Le ipotesi possono essere molteplici: questioni di sicurezza, volontà di contenere i costi sostenuti con denaro pubblico, necessità di mantenere un profilo più discreto durante gli spostamenti non ufficiali.


Ma nonostante queste dichiarazioni, esistono precedenti che sembrano contraddire l’idea di un divieto assoluto. Nel novembre 2022, William e Kate volarono con British Airways da Londra a Boston per partecipare alla seconda edizione dell’Earthshot Prize, il premio ambientalista ideato dal principe. In quell’occasione furono fotografati e avvistati da diversi passeggeri proprio nella cabina first class dell’aeromobile.

Una scelta che aveva anche un significato simbolico importante: preferire un volo commerciale a un jet privato in occasione di un evento dedicato alla sostenibilità ambientale rappresentava un messaggio coerente con i temi trattati. Le modalità di viaggio dei reali britannici variano infatti sensibilmente a seconda del contesto, della destinazione e della natura dell’impegno. Non sempre optano per i jet della Royal Air Force o per voli charter privati. Anzi, negli anni William e Kate hanno dimostrato più volte di saper viaggiare come normali cittadini.

Proprio in tal senso, nell’estate del 2022, Kate Middleton è stata fotografata mentre volava in economy insieme ai tre figli George, Charlotte e Louis per raggiungere la Scozia. Nessun privilegio, nessuna separazione dal resto dei passeggeri: semplicemente una madre con i propri bambini diretta in vacanza. Questa apparente contraddizione tra testimonianze, protocolli presunti e comportamenti reali fotografati solleva più domande che risposte.

È possibile che la regola raccontata da Ford si applichi soltanto a determinati tipi di viaggi, magari quelli privati o meno ufficiali, dove la discrezione prevale sulla rappresentanza istituzionale. Oppure potrebbe trattarsi di linee guida flessibili, adattabili caso per caso in base alle esigenze di sicurezza, ai costi o semplicemente alla disponibilità dei posti.


Resta quindi da capire quanto questa regola sia davvero rigida e in quali occasioni venga applicata. Negli anni William e Kate sono stati avvistati tanto in first class quanto in economy, segno che molto potrebbe dipendere dal tipo di viaggio e dalle esigenze del momento. Una quotidianità lontana dai riflettori che continua a incuriosire, soprattutto quando permette di vedere i principi del Galles fuori dagli impegni ufficiali.

E proprio nelle ultime settimane William e Kate si sono mostrati insolitamente spontanei anche davanti alle telecamere. Durante un torneo di polo, la principessa ha infatti baciato il marito mentre tutti li guardavano, regalando una rara dimostrazione pubblica d’affetto. Un momento arrivato mentre, dall’altra parte, Harry tornava a incontrare Re Carlo dopo anni, riportando inevitabilmente l’attenzione sugli equilibri della famiglia reale.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.