Nell’epoca degli abbonamenti multipli, delle piattaforme che si mangiano il portafoglio mese dopo mese e delle password condivise con mezza famiglia, c’è chi ha deciso di fare qualcosa di radicalmente diverso. Qualcosa che suona quasi utopico, come un ricordo sbiadito di quando internet era davvero libero e accessibile: una piattaforma streaming completamente gratuita, senza pubblicità, senza registrazione e assolutamente legale. Si chiama WikiFlix e non è l’ennesimo tentativo truffaldino di farti cliccare su link sospetti. È un progetto nato dalla comunità di volontari di Wikipedia, costruito sul modello collaborativo e senza scopo di lucro che ha reso l’enciclopedia online il simbolo della conoscenza condivisa. Un archivio digitale che riunisce oltre 4000 titoli provenienti da Wikimedia Commons, Internet Archive e YouTube, tutti appartenenti al pubblico dominio.
Cosa significa, in parole semplici? Che puoi guardare film la cui protezione del diritto d’autore è scaduta o che sono stati deliberatamente resi disponibili al pubblico. Opere che appartengono alla collettività, patrimonio culturale dell’umanità che chiunque può vedere, studiare, condividere. E WikiFlix le raccoglie tutte in un unico posto, organizzate con un’interfaccia che ricorda le piattaforme mainstream a cui siamo abituati. Il catalogo copre un arco temporale impressionante. Si parte dai primordi del cinema con capolavori come Viaggio nella luna di Georges Méliès del 1902, quel razzo conficcato nell’occhio della luna che tutti abbiamo visto almeno una volta. Poi c’è Il gabinetto del dottor Caligari, manifesto dell’espressionismo tedesco con le sue scenografie distorte e inquietanti. Il Nosferatu di Murnau del 1922, quello vero, con Max Schreck che ancora oggi ti fa venire i brividi.
L’intera filmografia di Charlie Chaplin è lì, pronta per essere riscoperta: il Vagabondo che ci ha fatto ridere e commuovere generazioni dopo generazioni. Le Silly Symphonies di Walt Disney, quei cortometraggi animati che hanno rivoluzionato l’animazione negli anni Trenta. Metropolis di Fritz Lang, visionaria distopia del 1927 che continua a influenzare la fantascienza contemporanea. Niente di nuovo sul fronte occidentale, devastante affresco pacifista della Prima guerra mondiale. Si arriva fino agli anni Cinquanta con Un tram chiamato desiderio, dove Marlon Brando urlava Stella in canottiera sudata. Ci sono anche cult imperdibili come Plan 9 from Outer Space di Ed Wood, considerato uno dei peggiori film mai realizzati ma diventato leggendario proprio per questo. L’alba dei morti viventi di George Romero, pietra miliare del cinema horror zombie che ha definito un intero genere.
E poi il salto fino al 2005 con Me at the zoo, il primissimo video mai caricato su YouTube: 19 secondi di un tizio allo zoo di San Diego che hanno cambiato per sempre il modo in cui consumiamo contenuti audiovisivi. Un percorso che attraversa tutta la storia del cinema e della cultura visiva del Ventesimo secolo. Ma WikiFlix non si limita a mettere in fila migliaia di titoli. La piattaforma è organizzata in categorie tematiche che facilitano la scoperta e l’esplorazione. C’è una sezione dedicata alle registe donne, spesso ignorate dalla storiografia cinematografica ufficiale. Una categoria raccoglie i cartoni animati, perfetti per chi vuole fare un tuffo nella nostalgia o far scoprire ai più giovani come si animava prima di Pixar e della computer grafica.
Ci sono i film della Repubblica Cinese e quelli dell’Impero Russo, testimonianze preziose di culture e periodi storici lontani. I film di propaganda, documenti interessantissimi per capire come il cinema sia stato usato per plasmare l’opinione pubblica. Film di sport, film danesi, film giapponesi. Una sezione è dedicata alle pellicole realizzate in technicolor, quel processo di colorazione che rendeva tutto vivido e quasi irreale. Trovi anche video d’arte e cinema sperimentale per chi vuole esplorare i confini del linguaggio audiovisivo. Film che parlano di mostri, per gli appassionati del genere. E molto, molto altro ancora, organizzato in modo da stimolare la curiosità e invogliare alla scoperta casuale, proprio come facevi da ragazzino girando tra gli scaffali del vecchio videonoleggio.
Ogni titolo ha una scheda dettagliata che include cast, trama e link diretto alla pagina Wikipedia corrispondente per approfondire. Puoi guardare tutto in streaming direttamente dal browser, senza scaricare app o programmi. Oppure scaricare i film per vederli offline, quando vuoi, dove vuoi. Senza limiti, senza contatori, senza quella fastidiosa notifica che ti ricorda che tra tre giorni scade l’abbonamento. Chi c’è dietro questo progetto ambizioso? Non un’azienda con budget milionari o venture capital pronti a monetizzare i tuoi dati. WikiFlix nasce dall’iniziativa spontanea della comunità di volontari che ruota attorno a Wikipedia, persone che credono nella condivisione della conoscenza e della cultura come bene comune. Il modello è lo stesso dell’enciclopedia: collaborativo, trasparente, senza finalità di lucro.
È un richiamo all’internet dei bei vecchi tempi, quando la rete era vista davvero come uno spazio di condivisione e non come un mercato da conquistare. Quando creare qualcosa di utile per tutti era motivazione sufficiente, senza bisogno di trasformarlo in un’opportunità di business. Un approccio che oggi sembra quasi anacronistico, romantico, ma che WikiFlix dimostra essere ancora possibile e vitale. Certo, non troverai l’ultimo blockbuster Marvel o la serie del momento di cui tutti parlano. Il pubblico dominio ha i suoi limiti temporali, legati alle leggi sul copyright che variano da paese a paese. Ma quello che offre WikiFlix è qualcosa di diverso e forse più prezioso: la possibilità di esplorare le radici del cinema, di scoprire opere dimenticate, di capire da dove viene il linguaggio audiovisivo che oggi diamo per scontato.
È un archivio che parla a cinefili, studenti, curiosi, insegnanti, a chiunque voglia andare oltre il catalogo omologato delle major. Un invito a rallentare, a prendersi il tempo di guardare un film muto, di apprezzare il bianco e nero, di capire cosa significava fare cinema quando non esistevano effetti speciali o budget infiniti. Solo idee, coraggio e la magia della celluloide. WikiFlix rappresenta anche una forma di resistenza culturale in un panorama sempre più dominato da algoritmi che decidono cosa dobbiamo vedere, da produzioni seriali pensate per il binge-watching compulsivo, da contenuti progettati per massimizzare l’engagement e tenerci incollati allo schermo. Qui nessuno ti traccia, nessuno analizza le tue preferenze per venderti qualcosa. Sei libero di esplorare, sbagliare, annoiarti, innamorarti di un film di cui non avevi mai sentito parlare.
La piattaforma è accessibile semplicemente collegandosi al sito, senza barriere tecnologiche o geografiche. Funziona da qualsiasi dispositivo con un browser e una connessione internet. Un esempio perfetto di come la tecnologia possa essere messa al servizio della cultura e dell’accessibilità, non del profitto. In un momento storico in cui i diritti di streaming vengono venduti e rivenduti, in cui film e serie spariscono dai cataloghi da un giorno all’altro perché scadono accordi commerciali, WikiFlix offre una stabilità rassicurante. Questi film sono di tutti, per sempre. Non possono essere tolti per questioni di licenze o strategie aziendali. Sono lì, disponibili, parte del patrimonio culturale collettivo.



