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Chi avrebbe mai pensato che un cardigan grigio di lana potesse diventare uno degli argomenti più discussi del cinema dell’anno. Eppure è esattamente quello che è successo con Wicked, il film diretto da Jon M. Chu che ha conquistato il pubblico globale trasformando il musical di Broadway in un fenomeno pop culture. Al centro della controversia non ci sono gli effetti speciali, né le performance canore di Cynthia Erivo e Ariana Grande, ma un semplice capo d’abbigliamento indossato durante una delle scene più intime del film. Il cardigan in questione fa la sua apparizione durante il duetto romantico As Long As You’re Mine, il momento in cui Fiyero, interpretato da Jonathan Bailey, ed Elphaba, il personaggio di Erivo, finalmente si confessano i loro sentimenti e consumano la loro relazione in un modo che rispetta la classificazione PG del film. Da quando Wicked è arrivato nelle sale, la reazione dei fan a questo capo creato dal costumista Paul Tazewell ha oscillato tra l’ossessione totale e lo sconcerto più assoluto.

Ma cosa rende questo cardigan così speciale, o così divisivo. Durante un evento esclusivo organizzato da Airbnb e Universal sul set ricreato del rifugio di Elphaba, Cynthia Erivo ha finalmente deciso di affrontare la questione a viso aperto, spiegando le ragioni artistiche dietro questa scelta apparentemente controversa. L’attrice ha rivelato che l’idea iniziale prevedeva di girare la scena con Elphaba completamente vestita con la sua armatura: il cappello iconico, il cappotto e il mantello che caratterizzano il personaggio. Ma Erivo si è posta alcune domande fondamentali che hanno cambiato tutto. Perché un personaggio che si trova nel suo spazio sicuro, dove si sente più a suo agio e protetta, dovrebbe mantenere tutte le sue barriere difensive. E soprattutto, quando il pubblico avrebbe avuto l’opportunità di vedere Elphaba completamente verde, dalla testa ai piedi, ricordandosi che non si tratta solo di trucco ma della sua vera natura.

La questione del cardigan, secondo alcuni, riguarderebbe una presunta sessualizzazione del personaggio. Ma Erivo è categorica nel respingere questa interpretazione: “So che ci sono state conversazioni sul fatto che lei stia seducendo e tutto il resto, ma onestamente non è affatto questo il caso“. Il cardigan e la lingerie nera in pizzo che Elphaba indossa sotto servono invece a enfatizzare la danza di vulnerabilità tra i due amanti. All’inizio del duetto, Fiyero ed Elphaba esprimono timidamente i loro sentimenti attraverso tocchi leggeri e sguardi complici, fino a quando entrambi trovano finalmente il coraggio di confessare apertamente i desideri del loro cuore.

L’intento di Erivo era mostrare Elphaba non come un’icona di forza inarrestabile o come oggetto sessuale, ma come un essere umano vulnerabile, morbido, a volte impacciato e ansioso. Qualcuno che non crede sempre in se stessa, nonostante la potenza che possiede. Come spiega l’attrice, ben prima di questo momento sappiamo che Fiyero ama Elphaba e vede in lei qualcosa di diverso da ciò che vedono gli altri. C’è un momento particolarmente significativo nella scena in cui questa vulnerabilità emerge con forza. Quando Fiyero, sopraffatto dall’emozione dopo aver scoperto tutti i volantini di propaganda dell’Emerald City che Elphaba ha conservato nel suo rifugio nella foresta, la chiama bella, lei risponde: “Non mentirmi“. E lo dice sul serio. Non ha alcun motivo di credergli quando lui la definisce bellissima. Nessun altro l’ha mai chiamata così, nessuno, tranne Glinda.

Elphaba in Wicked
Elphaba in una scena di Wicked – ©Universal Pictures International Italy

La scelta del cardigan rappresenta quindi un momento di disarmo emotivo. Erivo voleva presentare un’opportunità per vedere questo personaggio, che per tutto il film è stato percepito come la donna forte e combattiva destinata a diventare la Strega Cattiva, nella sua dimensione opposta quando si trova da sola e si sente abbastanza a suo agio da permetterselo. L’obiettivo non era trasformare Elphaba in un oggetto sessuale, ma mostrarla come un essere umano più morbido, degno di essere amato e di avere un momento intimo con qualcuno. Il cardigan rimuove l’armatura per un secondo, rivelando sì un lato più sensuale e connesso, ma soprattutto più umano. Il dibattito sul cardigan di Wicked rivela quanto il pubblico sia attento ai dettagli e quanto le scelte costumistiche possano influenzare la percezione di un personaggio. In un’epoca in cui ogni fotogramma viene analizzato e discusso sui social media, persino un capo d’abbigliamento può diventare un simbolo, un punto di discussione che va oltre la superficie.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.