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Ci sono notizie capaci di cambiare una vita, ma anche di trasformare una normalissima mattina in un ricordo impossibile da dimenticare. È quello che è successo nella casa di Karl Deisseroth, neuroscienziato statunitense appena insignito del Premio Nobel per la Medicina 2026. Dopo aver ricevuto una telefonata destinata a entrare nella storia della sua carriera, lo scienziato ha deciso di condividere la felicità con le persone più importanti della sua vita: i suoi figli. E la loro reazione, ripresa in un video pubblicato dall’Università di Stanford, ha regalato una scena di una tenerezza disarmante.

Tutto è cominciato nelle prime ore del mattino del 5 ottobre, quando Deisseroth, professore di bioingegneria, psichiatria e scienze comportamentali a Stanford, ha scoperto di essere uno dei tre vincitori del Nobel per la Medicina. Una notizia arrivata mentre la sua famiglia stava ancora dormendo e che lo ha lasciato improvvisamente al centro dell’attenzione internazionale. Ma prima delle interviste, delle celebrazioni e dei riconoscimenti pubblici, c’era qualcuno a cui voleva raccontare personalmente quanto era successo.

Nel video diffuso dall’università californiana, Deisseroth si trova nel soggiorno di casa insieme ai figli, ancora in pigiama. Con un sorriso e una semplicità quasi sorprendente, comunica loro la notizia che ha appena ricevuto: “Questa mattina mi hanno telefonato e mi hanno detto che ho vinto il Nobel”. Per qualche istante sembra quasi una frase difficile da comprendere, tanto è straordinario quello che significa. Poi le due figlie, Sophie di 10 anni ed Emma di 13, esplodono in urla di felicità e corrono ad abbracciare il padre, mentre anche il fratello Hudson, di 16 anni, partecipa al momento.


Una reazione spontanea, senza preparazione né formalità, che racconta il significato del premio da una prospettiva completamente diversa. Per il mondo scientifico, Karl Deisseroth è uno dei ricercatori che hanno contribuito a rivoluzionare lo studio del cervello. Per quei ragazzi, in quel momento, è semplicemente il loro papà, appena tornato con una notizia incredibile.


A rendere ancora più particolare la vicenda è ciò che è accaduto subito dopo, visto che mentre arrivavano telefonate di congratulazioni, richieste di interviste e giornalisti interessati a raccontare il suo successo, Deisseroth ha chiesto una pausa per occuparsi di un impegno molto più quotidiano: preparare i pranzi da portare a scuola ai figli. Un gesto raccontato anche dall’Associated Press, che restituisce tutta la normalità di una famiglia alle prese con una giornata diventata improvvisamente eccezionale.

Il riconoscimento assegnato allo scienziato americano, condiviso con i ricercatori tedeschi Peter Hegemann e Georg Nagel, premia le scoperte che hanno portato allo sviluppo dell’optogenetica, una tecnica che combina genetica e luce per controllare l’attività di specifiche cellule nervose. Grazie a questo metodo, gli studiosi possono attivare o disattivare determinati neuroni e osservare con una precisione prima impensabile il funzionamento dei circuiti cerebrali.


Si tratta di un progresso che ha aperto nuove possibilità nella comprensione della memoria, delle emozioni e di numerose malattie neurologiche e psichiatriche. Le applicazioni cliniche sono ancora oggetto di ricerca, ma il contributo dei tre scienziati ha già cambiato profondamente il modo in cui viene studiato il cervello. Eppure, tra tutte le immagini che accompagneranno questo Nobel, una delle più significative potrebbe restare proprio quella girata tra le mura domestiche.

Non un laboratorio, una conferenza o una cerimonia ufficiale, ma due bambine in pigiama che urlano di gioia e stringono il padre in un abbraccio. Perché il Premio Nobel rappresenta il coronamento di anni di studi, sacrifici e scoperte, ma quella mattina Karl Deisseroth ha potuto vivere qualcosa che nessun riconoscimento accademico avrebbe potuto sostituire: vedere la felicità dei propri figli nel momento in cui ha raccontato loro di aver realizzato uno dei sogni più grandi della sua vita.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.