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L’arresto di Vasco Rossi nel 1984 è una storia che continua a tornare fuori ancora oggi, spesso accompagnata da ricostruzioni che il rocker ha sempre contestato. A più di quarant’anni da quei fatti, questa volta Vasco ha deciso di intervenire personalmente dopo aver letto il commento di un utente su Facebook. L’uomo, che sostiene di essere stato in carcere nello stesso periodo, lo ha accusato apertamente di aver fatto arrestare le persone che gli avevano venduto una sostanza stupefacente, arrivando a definirlo un “infame”.

Un’accusa pesante che il cantante non ha lasciato passare, decidendo di raccontare pubblicamente la sua versione di quanto accadde. La scintilla che ha fatto esplodere tutto è stata un commento apparentemente innocuo, ma carico di rancore e incomprensioni accumulate negli anni. Un utente, che ha raccontato di essere stato in carcere nello stesso periodo del cantante, ha scritto un messaggio diretto e duro:

Dichiarazione

“Sei un grande musicista e cantante, me te lo devo dire visto che lo porto nella pancia da molti anni: quando ti arrestarono per possesso di sostanza stupefacente ero in carcere anch’io, voglio sapere perché hai fatto arrestare quelli che te l’hanno venduta, per risparmiare un giorno di carcere? Loro si sono fatti degli anni e sei andato a cercarli te non sono venuti a cercarti loro. Mi farebbe enormemente piacere che tu mi rispondessi sinceramente spiegandomi perché hai fatto l’infame.” – Utente Facebook


Parole pesanti come macigni, che Vasco non ha lasciato cadere nel vuoto. La risposta è arrivata con la stessa chiarezza e la stessa schiettezza che hanno sempre caratterizzato il personaggio pubblico del cantante. Su Facebook prima, poi con una storia su Instagram, il rocker ha ricostruito punto per punto quella vicenda, ribaltando completamente la narrazione che da decenni circola negli ambienti della musica italiana e non solo.

Dichiarazione

“Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà. Io non ho fatto arrestare nessuno. Sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al Pubblico Ministero di avermi venduto 30 grammi di sostanza stupefacente. Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi un mandato di cattura e una perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato.” – Vasco Rossi

In sintesi, secondo la ricostruzione di Vasco, non fu lui a fare nomi per alleggerire la propria posizione, ma qualcun altro a coinvolgerlo in un’indagine più ampia su una banda di delinquenti. Ventidue giorni in carcere. Cinque in isolamento totale. Per chi conosce anche solo superficialmente la biografia del cantante, quegli eventi si collocano in un periodo cruciale della sua carriera, quando Vasco stava passando da fenomeno underground a star nazionale.

Vasco Rossi
Vasco Rossi fonte: YouTube

L’arresto del 1984 arrivò in un momento delicatissimo della carriera di Vasco Rossi, quando il successo stava iniziando a trasformarlo definitivamente in uno dei nomi più importanti della musica italiana. Le indagini avrebbero poi escluso il suo coinvolgimento nella banda di spacciatori al centro dell’inchiesta, ma quella vicenda continuò a seguirlo anche negli anni successivi. Soprattutto per la voce secondo cui avrebbe fatto dei nomi agli inquirenti per ottenere uno sconto sulla detenzione, una ricostruzione che Vasco oggi respinge ancora una volta senza lasciare spazio a interpretazioni.

“No, non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera”, ha spiegato. E proprio il fatto che questa versione continui a circolare dopo oltre quarant’anni sembra essere il punto che lo ha fatto arrabbiare di più:

Dichiarazione

“Purtroppo questa voce continua a girare e mi infastidisce parecchio, perché trasforma chi ha subito un’accusa in chi avrebbe accusato gli altri. E questo, oltre a essere falso, mi offende e mi fa decisamente incazzare.” – Vasco Rossi

Questa volta, però, Vasco non ha intenzione di fermarsi alla risposta sui social. Dopo il botta e risposta su Facebook, il cantante ha pubblicato tutto anche su Instagram e ha annunciato di aver girato il commento ai propri legali: “Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa”.


Il punto, quindi, non sembra essere soltanto l’insulto ricevuto da un utente. Per Vasco quella parola, “infame”, riporta a galla una storia che sostiene sia stata completamente ribaltata nel corso degli anni. Ed è probabilmente per questo che, dopo tanto tempo, ha scelto non soltanto di raccontare nuovamente cosa accadde, ma anche di affidare la questione ai suoi avvocati.

C’è poi un ultimo dettaglio che Vasco ha voluto aggiungere. Se dalla vicenda dovesse arrivare un risarcimento, il cantante ha già spiegato quale sarebbe la sua destinazione: “L’oro ricavato dal risarcimento lo lascerò a chi ha sofferto ingiustamente in carcere”. Un modo per riportare ancora una volta il discorso su quei 22 giorni trascorsi dietro le sbarre e su un’esperienza che, a giudicare dalla durezza della sua risposta, evidentemente non ha dimenticato.

Del resto, Vasco non è nuovo a interventi molto diretti sui social, che spesso diventano anche il modo più immediato per entrare in contatto con chi lo segue. Qualche tempo fa lo aveva dimostrato in circostanze decisamente più felici, quando una studentessa aveva dedicato a Vasco Rossi la propria tesi di laurea e il rocker aveva deciso di farle una sorpresa. Questa volta il tono è completamente diverso: da una dedica diventata un regalo indimenticabile a un’accusa che Vasco ha deciso di non lasciar correre.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.