Incontrare uno dei registi che gli aveva fatto amare il cinema avrebbe dovuto essere un sogno. Per Valerio Mastandrea, invece, il provino con Spike Lee si trasformò in una di quelle figuracce che continuano a tornare in mente anche molti anni dopo. Tanto che oggi l’attore romano vorrebbe avere l’occasione di incontrarlo nuovamente, ma questa volta per chiedergli scusa.
Mastandrea ha riportato a galla la storia durante la Festa del Cinema di Mare di Castiglione della Pescaia, dove è stato protagonista di un lungo incontro con il pubblico insieme a Piera De Tassis e Paolo Mereghetti. Tra ricordi, cinema e aneddoti di carriera, è inevitabilmente riaffiorato quello che lui stesso ha definito il suo “grande cruccio”.
Il motivo è semplice: dall’altra parte della stanza c’era Spike Lee, uno degli autori che più avevano influenzato il suo rapporto con il cinema. “Spike è il motivo per cui io amo il cinema, quindi già andare al provino era da morire”, ha ricordato Mastandrea. L’incontro si svolse in una casa a Trastevere e riguardava Miracolo a Sant’Anna, il film sulla Seconda guerra mondiale che Lee avrebbe poi portato nelle sale nel 2008.
Per Mastandrea, insomma, non era esattamente un’audizione come le altre. Il problema arrivò quando dovette interpretare un personaggio che, a un certo punto della scena, avrebbe dovuto esplodere e urlare. Un tipo di recitazione nella quale Mastandrea non si riconosceva: nella sua testa quella rabbia doveva rimanere molto più trattenuta.
“Io certe cose non le so fare, quindi mi sono raccontato che la rabbia di questo personaggio era ‘low profile’”, ha spiegato. Mastandrea fece quindi la scena seguendo la propria interpretazione. E già oggi non prova a salvare il risultato: “Faccio il provino, male”. A quel punto intervenne direttamente Spike Lee. Il regista gli chiese se potesse aumentare l’intensità proprio nel momento in cui il personaggio avrebbe dovuto gridare. Una richiesta apparentemente semplice. Mastandrea, però, invece di eseguire l’indicazione decise di spiegare a Spike Lee perché secondo lui quella scena dovesse funzionare diversamente.
“No, veramente io ho pensato che questo personaggio ha una rabbia…”, iniziò a rispondergli. Non servì nemmeno terminare il ragionamento. Secondo il racconto dell’attore, Lee lo guardò per qualche istante e subito dopo rivolse lo sguardo verso la casting director Beatrice Kruger. Mastandrea ha descritto quell’espressione come se il regista stesse pensando: “Questo lo hai chiamato tu?”. È proprio quel momento che, a distanza di anni, continua a tormentarlo con una buona dose di ironia.
Secondo ospite della Festa del Cinema di Mare di Castiglione della Pescaia con la direzione artistica del regista Giovanni Veronesi, Valerio Mastandrea ha regalato un'ora di grande divertimento a una piazza gremitissima, ripercorrendo la propria carriera e raccontando con la sua… pic.twitter.com/O8Qe6aG0d0
— Repubblica (@repubblica) August 31, 2026
“Non solo, per la vergogna ho pure fatto la figura dello stronzo”, ha raccontato davanti al pubblico, aggiungendo: “Spero un giorno di potergli chiedere scusa”. Quella parte, naturalmente, non arrivò mai. Mastandrea aveva già raccontato in passato che il ruolo per il quale aveva sostenuto il provino finì poi a Pierfrancesco Favino, entrato nel cast di Miracolo a Sant’Anna. E aveva ammesso che la sua tendenza a lavorare per sottrazione probabilmente non si sposava con ciò che Lee stava cercando in quella particolare scena. Ma la storia con i provini americani non finisce qui. Durante lo stesso incontro a Castiglione della Pescaia, Mastandrea ha ricordato anche una delle sue primissime audizioni con una produzione statunitense.
In quell’occasione gli venne posta una domanda molto comune per un attore: quale metodo di recitazione utilizzasse?La risposta fu semplicemente: “The street”. Mastandrea pensava evidentemente di poter giocare sull’ironia. Dall’altra parte, però, nessuno rise. “Devono aver pensato: questo è deficiente”, ha scherzato oggi l’attore ricordando che, naturalmente, anche quella volta non ottenne il lavoro. Una serie di esperienze che lo ha portato a scherzare sul proprio futuro oltreoceano: “Credo che non mi chiameranno più gli americani”.
Eppure la carriera internazionale di Mastandrea non si è certo fermata davanti a quelle porte chiuse. Nel 2009 ha infatti partecipato a Nine di Rob Marshall accanto a Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penélope Cruz, Nicole Kidman e Sophia Loren, oltre ad aver lavorato nel corso degli anni anche in produzioni francesi e britanniche. Il rapporto con Spike Lee, però, è rimasto qualcosa di diverso. Mastandrea ha raccontato più volte che Fa’ la cosa giusta fu uno dei film che contribuirono ad avvicinarlo davvero al cinema e che Lee rappresentava per lui un punto di riferimento ben prima che diventasse un attore affermato.
Forse è proprio per questo che quel provino andato male continua a essere uno dei ricordi più imbarazzanti della sua carriera. Non tanto per il ruolo perso, quanto per essersi trovato finalmente davanti a uno dei propri idoli e aver scelto, proprio in quel momento, di spiegargli come secondo lui avrebbe dovuto comportarsi il personaggio. A distanza di quasi vent’anni, Mastandrea riesce ormai a raccontarlo facendo ridere un’intera piazza. Ma una cosa sembra non essere cambiata: se dovesse incontrare di nuovo Spike Lee, avrebbe ancora qualcosa da dirgli. E questa volta, probabilmente, senza provare a controbattere.
