X

Ottantamila persone all’Ippodromo La Maura di Milano per vedere Cesare Cremonini, un numero che fa impressione, che parla di successo, di ritorno alla musica dal vivo in grande stile. Eppure, dietro quella cifra tonda e rassicurante, si nasconde una serata che per molti si è trasformata in un incubo organizzativo. Tra code interminabili, ingressi al rallentatore e servizi insufficienti, il concerto dell’artista bolognese è finito al centro di polemiche virali sui social, con una fan in particolare che ha deciso di mettere la faccia sulla propria delusione. E per questo, a suo dire, è stata bloccata su Instagram direttamente da Cremonini.

La vicenda è esplosa su TikTok, dove Giada, questo il nome della ragazza, ha raccontato nei dettagli un’esperienza ben lontana dall’essere memorabile nel senso positivo del termine. Il suo video è diventato virale in poche ore, raccogliendo migliaia di visualizzazioni e commenti di chi si è riconosciuto in quella frustrazione. Perché non si tratta del solito sfogo scomposto, ma di una testimonianza articolata che tocca tutti i punti critici di un evento di questa portata: sicurezza, viabilità, acustica, visibilità e servizi igienici.

Quando Cesare Cremonini è salito sul palco alle 21:00 in punto, fuori dall’Ippodromo Snai La Maura c’erano ancora oltre 30 mila persone in coda. Secondo il racconto di Giada, la reazione è stata quella che ci si può immaginare: panico, spinte, corse disperate. Molti hanno iniziato a correre verso gli ingressi, abbattendo transenne e bypassando i controlli di sicurezza, formando un flusso incontrollato che ha reso di fatto inefficaci le verifiche, al punto che, sempre secondo la testimonianza della fan, le borse non sarebbero state nemmeno controllate.

La ragazza e le sue amiche erano all’ingresso rosso ed hanno camminato per oltre venticinque minuti in mezzo a quello che lei stessa definisce un bosco. Quaranta minuti totali di camminata prima di arrivare in prossimità del palco, mentre la musica già risuonava lontana. Sono riuscite a entrare alla seconda canzone, ma altri, stando ai commenti raccolti sotto il suo video, sono arrivati alla dodicesima.

Una volta dentro, la situazione non è migliorata e secondo Giada, l’acustica era pessima e la visuale insufficiente. Da molti punti era impossibile vedere Cremonini dal vivo e i maxischermi non sempre trasmettevano immagini e, stando al suo racconto, in alcuni momenti erano addirittura spenti, lasciando parte del pubblico con la sensazione di assistere a un concerto solo attraverso l’audio.

E poi ci sono le condizioni igienico-sanitarie, visti che le alte temperature hanno messo in difficoltà molte persone. Si sono registrati diversi malori e interventi dei soccorsi, mentre i bagni chimici sono stati descritti come insufficienti e in condizioni precarie. Un aspetto che può sembrare secondario ma che, in eventi con decine di migliaia di persone, assume un’importanza centrale.

Sul palco è salito come ospite soltanto Luca Carboni. Nessuna sorpresa particolare o featuring inatteso, una scelta che ha deluso parte del pubblico che si aspettava una line-up più ricca, soprattutto alla luce di precedenti concerti dell’artista che avevano visto la partecipazione di nomi come Jovanotti ed Elisa.

E infine il ritorno a casa, Giada e le sue amiche sono partite a mezzanotte e sono arrivate a Varese alle tre del mattino. Tre ore per un tragitto normalmente molto più breve, a causa di traffico congestionato, code e una viabilità che molti spettatori hanno definito insufficiente rispetto alla portata dell’evento. La mattina successiva, Cremonini ha pubblicato un video sui social celebrando il successo della serata e le 80 mila persone presenti.

Giada ha deciso di commentare pubblicamente raccontando la propria esperienza. Dieci minuti dopo, sostiene, sarebbe stata bloccata. “Forse, caro Cesare, non hai fatto una grandissima mossa”, ha scritto la ragazza in un secondo video, aggiungendo che anche altri utenti autori di commenti critici avrebbero subito la stessa sorte, non propriamente piacevole.

Il tono del suo sfogo finale è stato duro ma educato: “Andare a bloccare proprio noi, il tuo fandom, non è una mossa molto intelligente”. Parallelamente alle polemiche social, anche le istituzioni locali sono intervenute, con Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 di Milano, che ha denunciato la presenza di numerose auto in sosta irregolare negli spazi pubblici, con conseguenti danni al verde urbano e difficoltà per la mobilità pedonale.

La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre il singolo concerto: quando un evento raggiunge dimensioni così imponenti, sicurezza, logistica e servizi devono essere all’altezza del numero reale di partecipanti. Le 80 mila persone presenti non rappresentano soltanto un record da celebrare, ma anche una responsabilità organizzativa importante. Resta da capire se questa ondata di critiche porterà a una riflessione da parte degli organizzatori e dello stesso artista, che di recente è salito sul palco di un concerto con la sua nuova fidanzata.

Condividi.