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Un enorme trono di marmo con un water dorato è apparso all’improvviso davanti al Lincoln Memorial, uno dei luoghi simbolo della storia americana. L’installazione, comparsa nel cuore di Washington, D.C., ha attirato immediatamente l’attenzione di passanti, turisti e media. Dietro la scultura c’è un messaggio politico satirico rivolto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’opera, provocatoria e ironica, è stata realizzata dal collettivo anonimo The Secret Handshake, già noto per precedenti interventi artistici di protesta nella capitale americana. In poche ore l’immagine del “trono con water dorato” ha fatto il giro dei social e dei media, alimentando il dibattito pubblico.

La scultura porta il titolo “A throne fit for a King”, che in italiano significa “Un trono degno di un re”. Il riferimento è chiaramente politico: secondo gli autori, l’opera vuole criticare l’idea di un potere percepito come eccessivamente personale o monarchico. Accanto alla scultura è stata collocata una targa con una dedica ironica al presidente. Il testo afferma che, in un periodo segnato da divisioni interne, conflitti internazionali in escalation e turbolenze economiche, Trump avrebbe concentrato la sua attenzione su una questione molto diversa: la ristrutturazione del bagno Lincoln nella Casa Bianca. Il messaggio satirico conclude che questa sarebbe la sua “più grande realizzazione”, celebrandolo sarcasticamente come un visionario capace di “vedere un problema e dipingerlo d’oro”.

Ebbene questa opera, incredibilmente appariscente e volutamente pacchiana, richiama anche le polemiche nate attorno alla ristrutturazione di alcune aree della Casa Bianca, intervento costoso che negli ultimi tempi è stato oggetto di discussioni politiche e mediatiche. Proprio questo contesto ha reso il water dorato un simbolo perfetto per la critica artistica: il trono monumentale rappresenta il potere, mentre il bagno dorato suggerisce un’ironia pungente sulla gestione delle priorità politiche.


La comparsa dell’installazione avviene inoltre pochi giorni dopo una serie di manifestazioni chiamate “No Kings”, organizzate in varie città degli Stati Uniti e anche in altre parti del mondo. Le proteste hanno contestato alcune politiche dell’amministrazione Trump e più in generale l’idea di una leadership percepita come troppo dominante. In questo clima politico già acceso, la scultura ha amplificato il dibattito e ha attirato grande attenzione mediatica.

Il collettivo The Secret Handshake non è nuovo a interventi artistici di questo tipo. Negli ultimi sei mesi diverse installazioni satiriche sono apparse nel National Mall, la grande area monumentale che attraversa il centro di Washington. Una delle opere più discusse è stata soprannominata “statua dell’amicizia Trump-Epstein”: rappresentava infatti il presidente americano e il finanziere Jeffrey Epstein mentre si tenevano per mano. L’obiettivo di quella scultura era richiamare l’attenzione sul rapporto passato tra i due, un tema spesso citato nelle critiche politiche al tycoon.

Le opere del collettivo si collocano in una lunga tradizione di arte politica e satirica. In molte democrazie occidentali, artisti e attivisti utilizzano sculture, installazioni e performance per commentare l’attualità politica. Spesso queste opere vengono collocate in luoghi pubblici simbolici proprio per attirare l’attenzione dei cittadini e stimolare il dibattito (soprattutto dopo i recenti sprechi di Trump con le partite di Golf).

Trono Dorato per Donald Trump
Trono Dorato per Donald Trump, fonte: YouTube

Il caso del “trono con water dorato” dimostra quanto l’arte possa diventare uno strumento di comunicazione politica molto potente. Un’immagine provocatoria, collocata in un luogo iconico come il Lincoln Memorial, può generare discussioni a livello nazionale e internazionale. Anche se destinata probabilmente a essere rimossa, l’installazione ha già raggiunto il suo obiettivo: far parlare di sé e sollevare domande sul rapporto tra potere, simboli e libertà di espressione negli Stati Uniti.

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