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Negli ultimi mesi un pinguino che cammina da solo nel ghiaccio è diventato uno dei meme più condivisi sui social. Lo chiamano “pinguino nichilista” e lo usano per raccontare alienazione, rifiuto delle regole, stanchezza verso il presente. Pochi però sanno che quell’immagine non nasce su TikTok, ma in un documentario girato quasi vent’anni fa da Werner Herzog in Antartide. Proprio il regista, affascinato dalla nuova vita online di quella scena, è tornato a spiegarne il significato, chiarendo cosa racconta davvero quel pinguino e cosa invece gli abbiamo proiettato addosso.

La scena proviene da Encounters at the End of the World, documentario del 2007 diretto da Werner Herzog e ambientato nella base antartica di McMurdo, sull’isola di Ross. Durante le riprese, Herzog e il suo storico cameraman Peter Zeitlinger filmarono un pinguino di Adelia che, invece di dirigersi verso il mare insieme alla colonia — unica direzione compatibile con la sopravvivenza — si allontanava improvvisamente verso l’entroterra del continente antartico, camminando in direzione delle montagne ghiacciate. Nel documentario, la voce fuori campo di Herzog si interroga su quel comportamento estremo, ipotizzando una sorta di follia dell’animale e definendo quella traiettoria una “marcia della morte”, perché una volta intrapresa non esiste possibilità di ritorno.

All’epoca, quella sequenza rimase un piccolo culto per gli appassionati del cinema di Herzog. A inizio 2026, però, è stata estrapolata dal contesto e rilanciata su TikTok, Instagram e X, trasformandosi nel meme del “pinguino nichilista”. Rallentata, accompagnata da musiche malinconiche e frasi esistenziali, la camminata del pinguino è diventata una metafora potente: l’individuo che rifiuta il percorso imposto, che continua ad andare avanti anche senza una meta, che sceglie consapevolmente l’autodistruzione o l’isolamento. Molti utenti hanno dichiarato di “capire” quel pinguino, sentendosi sopraffatti dalla realtà contemporanea. Di fronte a questa improvvisa popolarità, Herzog ha deciso di intervenire direttamente, pubblicando un lungo reel sul suo account Instagram.

Il regista ha raccontato di essere affascinato dal mistero di quel pinguino e dalla capacità di quelle immagini di continuare a parlare al pubblico, venendo reinterpretate all’infinito. Ha spiegato che già nel 2007 aveva scelto consapevolmente un voice over ispirato al registro dei documentari crime, proprio per amplificare il senso di inquietudine e trasformare un comportamento animale in un enigma narrativo. Ed è qui che nasce il cortocircuito. Quando il meme circola sui social, la scena perde il suo contesto scientifico e diventa un contenitore emotivo. Il pinguino non è più un animale, ma un personaggio simbolico. La scienza, però, racconta una storia molto diversa da quella del “pinguino nichilista”. Gli esperti coinvolti nel documentario confermarono che il pinguino filmato da Herzog morì poco dopo, dopo aver percorso decine di chilometri in solitudine.

Ma questo non significa che stesse “scegliendo di morire”. In ecologia, comportamenti come questo rientrano nella normale variabilità individuale. I pinguini di Adelia vivono in ambienti enormi e visivamente poveri di punti di riferimento, dove orientarsi è estremamente difficile. Per farlo utilizzano un sistema complesso che combina la posizione del Sole, interpretata grazie a un orologio biologico interno, e probabilmente anche il campo magnetico terrestre, ipotesi ancora in fase di studio. Esperimenti condotti a Cape Crozier hanno mostrato che pinguini spostati artificialmente in aree piatte e prive di riferimenti visivi iniziano comunque a camminare seguendo una direzione coerente e stabile, anche quando quella direzione non li riporta verso il mare o la colonia.

Questo significa che un animale può muoversi in modo perfettamente “razionale” secondo il proprio sistema di orientamento e allo stesso tempo sbagliare. In ecologia esiste un termine preciso per questi individui: vagrants, animali vaganti osservati fuori dalle aree in cui normalmente vivono. Errori di navigazione, stress ambientale, età, condizioni fisiche o fisiologiche possono spingere un singolo individuo a isolarsi senza che vi sia alcuna intenzionalità. Alla luce di questi dati, non esiste alcuna evidenza scientifica che quel pinguino stesse compiendo un gesto consapevole o nichilista. Non era un ribelle esistenziale, ma un animale che vive in uno degli ambienti più estremi del pianeta, dotato di sistemi di orientamento straordinari ma imperfetti.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.