TikTok finisce di nuovo al centro delle polemiche sulla libertà di espressione. A far discutere, questa volta, è il caso di “Cartoni Morti”, nome d’arte del creator italiano Andrea Lorenzon, noto per la sua satira tagliente e surreale. Un suo video che prendeva di mira l’ICE, l’agenzia statunitense per l’immigrazione, è diventato improvvisamente invisibile per gli utenti negli Stati Uniti, pur restando normalmente visibile in Italia e in altri Paesi. Un episodio che apre interrogativi profondi sul ruolo dell’algoritmo di TikTok e sul controllo dei contenuti politici.
A segnalare l’anomalia è stato lo stesso Lorenzon. Un follower americano gli ha scritto chiedendogli perché avesse cancellato il video “Se l’ICE andasse alle Olimpiadi”, inviandogli anche uno screenshot della sua bacheca TikTok priva di quel contenuto. Da lì la scoperta: il video non è stato rimosso, ma semplicemente non viene mostrato agli utenti che si collegano dagli Stati Uniti. Secondo il creator, non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte della piattaforma né la segnalazione di una violazione delle regole, rendendo di fatto impossibile anche avviare un ricorso.
Nei commenti italiani al video, altri utenti hanno confermato comportamenti simili: alcuni non riuscivano a visualizzarlo dall’Australia o da altri Paesi extraeuropei, mentre in Italia risultava regolarmente accessibile. Una dinamica che rafforza l’idea di una limitazione geografica selettiva, più che di un semplice errore casuale. Lorenzon ha inoltre denunciato la mancanza di un reale supporto per i creator, spiegando di aver già avuto in passato problemi con segnalazioni e ricaricamenti non autorizzati dei suoi video, senza mai ricevere risposte chiare.
Il caso di “Cartoni Morti” si inserisce in un contesto più ampio, legato al recente cambio di proprietà di TikTok negli Stati Uniti. Il 22 gennaio, in applicazione di una legge del 2024, ByteDance ha ceduto l’80% delle attività statunitensi a una nuova entità, TikTok USDS Joint Venture LLC, controllata da investitori americani come Oracle, Silver Lake e MGX. La società cinese mantiene una quota minoritaria del 19,9%, mentre i dati degli utenti USA vengono ora conservati nel cloud di Oracle. L’algoritmo, cuore della piattaforma, è concesso in licenza alla multinazionale fondata da Larry Ellison, noto sostenitore di Donald Trump, e la nuova società ha piena autorità sulle politiche di moderazione e sicurezza.
Dopo questo passaggio di controllo, le segnalazioni di presunta censura politica si sono moltiplicate. Numerosi utenti americani hanno raccontato di video critici verso Trump, l’ICE o temi sensibili come le proteste e i file Epstein che non vengono pubblicati, restano a zero visualizzazioni o risultano bloccati senza spiegazioni. Il giornalista David Leavitt ha parlato apertamente di contenuti anti-Trump soppressi dall’algoritmo, mentre la cantante Billie Eilish ha denunciato la rimozione di video collegati alle sue prese di posizione contro l’ICE.
It’s time to investigate.
I am launching a review into whether TikTok is violating state law by censoring Trump-critical content. https://t.co/AZ2mWW68xa
— Governor Gavin Newsom (@CAgovernor) January 27, 2026
Uno dei casi più noti è quello della comica Megan Stalter, che ha tentato più volte di caricare su TikTok un video in cui invitava i cristiani a condannare i raid dell’ICE dopo la morte di Alex Pretti a Minneapolis. Il contenuto è diventato virale su Instagram, ma non è mai apparso su TikTok. Stalter ha dichiarato di aver rinunciato del tutto alla piattaforma, convinta che il suo messaggio fosse stato censurato. Episodi simili sono stati segnalati anche da creator con milioni di follower, come l’infermiera e autrice Jen Hamilton, che ha visto bloccati o invisibili diversi video legati a casi di cronaca e immigrazione proprio nei giorni del cambio di controllo della piattaforma.
Di fronte alle accuse, TikTok ha respinto l’ipotesi di censura intenzionale. I nuovi responsabili della joint venture statunitense hanno attribuito i problemi a disservizi tecnici causati da un blackout in alcuni data center, dovuto a una violenta tempesta invernale. Secondo la versione ufficiale, i rallentamenti nell’upload e nella distribuzione dei video non sarebbero legati a scelte politiche. Una spiegazione che, però, non ha convinto molti utenti né spento le polemiche.
TikTok has begun censoring anti-Trump and anti-Ice content pic.twitter.com/qWwaET9ion
— David Leavitt 🎲🎮🧙♂️🌈 (@DavidLeavitt) January 24, 2026
Anche il senatore democratico Chris Murphy ha parlato di una minaccia alla democrazia, mentre il governatore della California Gavin Newsom ha annunciato un’indagine per verificare se la piattaforma abbia violato le leggi statali censurando contenuti critici verso Trump. Esperti di etica digitale e diritto dei media sottolineano come dimostrare una censura deliberata sia estremamente difficile. L’algoritmo di TikTok è opaco per definizione e, in quanto piattaforma privata, l’azienda ha il diritto legale di decidere cosa amplificare o limitare.
Tuttavia, proprio questa mancanza di trasparenza alimenta la sfiducia. Anche se non si trattasse di una censura intenzionale, la percezione di essere silenziati può avere lo stesso effetto sul comportamento degli utenti. I numeri confermano questa crisi di fiducia. Secondo Sensor Tower, le disinstallazioni di TikTok negli Stati Uniti sono aumentate di quasi il 150% in pochi giorni, mentre cresce l’uso di VPN e di piattaforme alternative. Alcuni creator stanno sperimentando nuovi spazi come Substack, Patreon o Instagram, pur senza abbandonare del tutto TikTok.



