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A volte una battuta può costare cara. Molto cara. Learnmore Jonasi, comico sudafricano salito alla ribalta dopo la partecipazione ad America’s Got Talent, si trova ora al centro di una battaglia legale da 27 milioni di dollari. La causa, intentata dal compositore sudafricano Lebohang “Lebo M” Morake, gira attorno a una “traduzione” della celeberrima canzone Circle of Life del Re Leone che il comico ha proposto durante un podcast e nei suoi spettacoli di stand-up comedy. La vicenda affonda le radici in un episodio del podcast One54 Africa, condotto da Godfrey C. Danchimah Jr. e Akbar Gbajabiamila. Durante la trasmissione, Jonasi ha affermato che il canto in lingua zulu che apre Circle of Life, “Nants’ngonyama bagithi Baba“, si tradurrebbe semplicemente in “Guarda, c’è un leone. Oh mio Dio“. Una versione che ha fatto ridere il pubblico e che è rapidamente diventata virale sui social media. Il comico ha insistito sulla sua interpretazione dichiarando con sicurezza: “È esattamente quello che significa“.

Il problema è che questa traduzione non corrisponde affatto al significato ufficiale del testo. Secondo Disney e Lebo M, che ha scritto e interpretato il celebre canto d’apertura, le parole significano invece: “Salutate il re, ci inchiniamo tutti alla presenza del re“. La differenza non è da poco: mentre la versione di Jonasi riduce il momento a una semplice esclamazione sorpresa davanti a un animale, il testo originale evoca un momento di solennità regale, utilizzando “leone” come metafora del sovrano che viene onorato. Per Lebo M questa non è stata semplicemente una battuta innocua. Il compositore, che ha dedicato la sua carriera a portare la cultura africana e la lingua zulu sui palcoscenici globali, ritiene che la parodia virale abbia banalizzato il significato culturale del canto e danneggiato la sua reputazione professionale. La denuncia, depositata il 16 marzo 2026, accusa Jonasi di diffamazione, pubblicità ingannevole secondo il Lanham Act, trade libel e interferenza illecita negli affari. Secondo il documento legale, la traduzione faziosa sarebbe una “distorsione fabbricata e banalizzante, pensata come uno scherzo malato per profitto personale illegale e per distruggere il lavoro immaginativo e artistico di Lebo M“.

L’accusa di pubblicità ingannevole ai sensi del Lanham Act rappresenta un aspetto particolarmente interessante e insolito della causa. Questa legge federale statunitense viene normalmente utilizzata per combattere la contraffazione o la pubblicità ingannevole di prodotti commerciali, ma applicarla alla battuta di un comico rappresenta un territorio giuridico quasi inesplorato. Gli avvocati di Lebo M sostengono che Jonasi non si sia limitato a fare una battuta, ma abbia presentato la sua traduzione come un fatto autorevole, ingannando il pubblico sul vero significato del testo. Jonasi, dal canto suo, non sembra particolarmente preoccupato, almeno pubblicamente. Il 24 marzo ha pubblicato un video su Instagram in cui commentava con ironia: “Sì, ufficialmente mi stanno facendo causa per quella battuta sul Re Leone. È pazzesco, ci sono buoni avvocati là fuori“. Nel post ha anche condiviso la sua reazione dal vivo mentre veniva notificato della causa durante uno spettacolo di stand-up, trasformando anche il momento della notifica in materiale comico.

Ma al di là delle risate, questa vicenda solleva questioni giuridiche complesse sul confine tra satira protetta e affermazione dannosa. Negli Stati Uniti, la parodia e la critica godono generalmente di ampie protezioni costituzionali garantite dal Primo Emendamento. I comici possono esagerare, distorcere e persino inventare fatti per scopi umoristici senza incorrere in responsabilità legali. Tuttavia, il team legale di Lebo M sostiene che Jonasi abbia superato la linea, presentando la sua versione come verità fattuale piuttosto che come interpretazione comica. Il caso si trova ancora nelle fasi iniziali e potrebbe richiedere mesi, se non anni, per giungere a una conclusione. Se dovesse procedere, potrebbe diventare un precedente significativo nel diritto della parodia, costringendo i tribunali a stabilire con maggiore precisione dove finisce la libertà di espressione e inizia la diffamazione quando si tratta di contenuti satirici presentati in un contesto apparentemente informativo.

L’esito dipenderà probabilmente da come il giudice interpreterà le dichiarazioni di Jonasi: erano chiaramente identificabili come satira per un pubblico ragionevole, oppure la loro presentazione in un contesto di podcast informativo le ha fatte apparire come affermazioni fattuali autorevoli. E soprattutto, anche se fossero state percepite come fatti, hanno davvero causato un danno misurabile alla reputazione e ai guadagni di Lebo M tale da giustificare un risarcimento di 27 milioni di dollari. Intanto Circle of Life continua a risuonare nelle sale cinematografiche, nei musical di Broadway e negli streaming domestici di milioni di famiglie in tutto il mondo. La disputa legale non ha fatto altro che riportare l’attenzione su quella manciata di secondi che aprono uno dei film d’animazione più iconici della storia. E forse, paradossalmente, ha insegnato a molti quale sia davvero il significato di quelle parole in zulu, un obiettivo che Lebo M ha perseguito per tutta la sua carriera artistica, anche se con mezzi decisamente diversi da una causa milionaria.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.