Nella serata di sabato 6 giugno, il cimitero monumentale del Verano è stato teatro di un apparente furto che ha fatto sobbalzare i romani: la lapide di Gigi Proietti era sparita dalla tomba. L’Ama, l’azienda municipale che gestisce i servizi cimiteriali della Capitale, ha immediatamente comunicato con una nota ufficiale che alcuni ignoti avevano danneggiato e rubato la lastra di marmo nero che custodisce la memoria dell’attore più amato di Roma. Ma in realtà non si era trattato di un furto.
Subito dopo la denuncia presentata alle autorità competenti, con tanto di consegna delle immagini del sistema di videosorveglianza per rintracciare i responsabili, in tanti pensavano che si fosse trattato di un atto vandalico ai danni di un un simbolo stesso della cultura popolare italiana. Ma la storia, come spesso accade quando si tratta di Proietti, aveva in serbo un colpo di scena degno dei suoi spettacoli.
Difatti poco dopo la diffusione della notizia, è emersa la verità: nessun furto, nessun atto vandalico. La lapide era stata rimossa su espressa indicazione della famiglia dell’attore. Il motivo è semplice: permettere l’incisione del nome di Sagitta Alter, la compagna di una vita di Proietti, scomparsa lo scorso 21 aprile e sepolta accanto a lui. Una procedura del tutto normale, che non aveva nulla di criminale, ma che nel caos comunicativo iniziale ha generato un fraintendimento divenuto notizia nazionale.
La lastra di marmo nero, sulla quale campeggia un epitaffio dorato in latino che recita “hic iacet pulvis, cinis et nihil” – “qui giace polvere, cenere e il nulla” – è stata semplicemente affidata a un’agenzia di pompe funebri per completare il lavoro di incisione. Quindi la lapide tornerà presto al suo posto, questa volta completa dei nomi di entrambi: Luigi Proietti, per tutti Gigi, e Sagitta Alter, la donna che ha condiviso con lui oltre 50 anni di vita.
Ma per comprendere il significato di questa scelta bisogna tornare indietro di oltre mezzo secolo. Gigi Proietti e Sagitta Alter si conobbero nel 1962, quando lui era ancora un giovane studente universitario con la passione per il teatro e lei una ragazza svedese arrivata a Roma per motivi di studio. Fu un incontro destinato a cambiare per sempre le loro vite ma da quel momento non si lasciarono più, costruendo una delle storie d’amore più solide e riservate del mondo dello spettacolo italiano. Pur non essendosi mai sposati, Proietti ha sempre considerato Sagitta la compagna della sua esistenza, la donna che lo ha accompagnato nei momenti più importanti della carriera e della vita privata. Dalla loro unione sono nate le figlie Susanna e Carlotta Proietti, e per oltre sessant’anni la coppia ha scelto di vivere lontano dal gossip, custodendo con discrezione un legame diventato ormai leggendario.
Ad ogni modo, quanto accaduto con la tomba di Gigi Proietti ha vissuto un epilogo che trasforma quello che sembrava un episodio di degrado in una storia d’amore che continua oltre la vita, proprio come avrebbe potuto raccontare lo stesso Mattatore in uno dei suoi monologhi più toccanti.
