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Quando tre giganti di musica, moda e cinema si ritrovano immortalati in un’unica fotografia in bianco e nero, non si tratta di un semplice scatto promozionale. È una dichiarazione d’intenti, un manifesto culturale condensato in un’immagine. Charli xcx ha annunciato lunedì primo giugno la copertina del suo nuovo album, intitolato eloquentemente Music, Fashion, Film, che vedrà la luce il 24 luglio 2026. E lo ha fatto convocando nientemeno che il leggendario compositore gallese John Cale, lo stilista statunitense Marc Jacobs e Martin Scorsese, uno dei registi più importanti della storia del cinema.

La foto porta la firma del regista e fotografo scozzese Aidan Zamiri, che ha saputo catturare in un singolo frame l’essenza di tre discipline artistiche apparentemente distanti ma profondamente interconnesse. Non è casuale la scelta di questi tre nomi: ciascuno rappresenta l’eccellenza nel proprio campo, citato esplicitamente nel titolo dell’album. Una mossa che va oltre il semplice effetto annuncio, diventando essa stessa parte del progetto artistico.

L’album conterrà undici tracce per una durata complessiva di trenta minuti e cinque secondi, un formato che strizza l’occhio all’immediatezza dell’era streaming senza rinunciare alla coerenza narrativa di un lavoro pensato come un tutto organico. Tra i brani figurano anche i singoli già rilasciati SS26 e Rock Music, che hanno anticipato la direzione sonora di questo nuovo capitolo della carriera della cantante inglese.

Ma chi è davvero Charli xcx e perché riesce a convocare personalità di tale calibro per un progetto discografico? La risposta sta nella sua capacità, rara nel panorama pop contemporaneo, di muoversi con disinvoltura tra sperimentazione radicale e mainstream accessibile. La sua carriera è stata una continua reinvenzione, un dialogo costante tra linguaggi diversi che ha lasciato un’impronta indelebile nel suono e nell’estetica della cultura pop moderna.

I riconoscimenti collezionati nel corso degli anni, tra BRIT Awards e Grammy, testimoniano un’influenza che va ben oltre le classifiche di vendita. Charli xcx è diventata un punto di riferimento culturale, una figura che dialoga alla pari con il mondo della moda e del cinema. Ha recitato, scritto, prodotto e composto colonne sonore, collaborando con registi di culto come Takashi Miike, Greg Araki e Cathy Yan. Una poliedricità che le ha permesso di costruire un linguaggio artistico unico, capace di attraversare confini e generi.

Il suo penultimo album in studio, Brat, era stato il disco pop di maggior successo del 2024, conquistando sia il pubblico che la critica. Inizialmente aveva catturato l’attenzione proprio grazie alla copertina: uno sfondo verde acido su cui il titolo, scritto in minuscolo con un font abusatissimo, aveva generato un’ondata di meme e discussioni. Una scelta grafica apparentemente banale che si era rivelata geniale, finendo per definire l’estetica di un’intera stagione musicale. Con quell’album era riuscita nell’impresa di conquistare le classifiche di fine anno non solo delle testate pop, ma anche di quelle normalmente più restie a celebrare il mainstream.

Nel 2025 aveva poi composto le musiche per Cime tempestose, il film di Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordi ispirato, con notevoli libertà creative, all’omonimo romanzo di Emily Brontë. Un’ulteriore conferma della sua capacità di dialogare con le forme più diverse dell’espressione artistica, portando la propria sensibilità musicale in territori narrativi complessi.

Ora, con Music, Fashion, Film, Charli xcx sembra voler cristallizzare definitivamente questa sua natura ibrida, questa vocazione a essere ponte tra mondi creativi diversi. La scelta di Cale, Jacobs e Scorsese non è un vezzo da celebrity, ma la naturale conseguenza di un percorso artistico che ha sempre guardato oltre i confini del pop tradizionale.

John Cale, cofondatore dei Velvet Underground e produttore visionario, rappresenta quella tradizione di sperimentazione sonora che ha plasmato la musica alternativa. Marc Jacobs incarna l’avanguardia della moda contemporanea, capace di trasformare l’abbigliamento in dichiarazione culturale. E Martin Scorsese, con la sua filmografia che ha ridefinito il cinema americano, è l’epitome del cinema come arte totale.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.