La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nel pieno della tempesta mediatica che ha investito uno dei volti più noti della televisione italiana. Alfonso Signorini, conduttore storico del Grande Fratello e firma prestigiosa del giornalismo di costume, ha scelto di compiere un gesto clamoroso: autosospendersi da tutti gli impegni editoriali con Mediaset. Una mossa senza precedenti, dettata dalla necessità di difendersi da quella che i suoi legali definiscono “una campagna calunniosa e diffamatoria” orchestrata da Fabrizio Corona attraverso il suo format YouTube Falsissimo. A rendere nota la decisione sono stati gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, che hanno assunto la difesa di Signorini rispettivamente in sede civile e penale. “È intenzione di questa difesa denunciare ogni dettaglio di questa campagna calunniosa e diffamatoria, orchestrata con il chiaro intento di distruggere l’onorabilità, la rispettabilità e la brillante carriera del dottor Alfonso Signorini“, hanno scritto in una nota ufficiale. Il conduttore, descritto dai suoi legali come un “professionista che ha costruito con scrupolo, serietà ed abnegazione un’intera carriera di giornalista, autore, regista e conduttore televisivo“, si vede ora costretto a fare un passo indietro per fronteggiare “gravissime condotte illecite” e il loro “capillare riverbero” su alcuni media.
La vicenda affonda le radici nel 15 novembre scorso, quando Corona ha pubblicato su YouTube una puntata di Falsissimo intitolata Il prezzo del successo – parte 1. In quel video, l’ex re dei paparazzi ha lanciato accuse pesanti al conduttore del Grande Fratello, sostenendo l’esistenza di un presunto sistema Signorini per entrare come concorrente o aspirante tale nella trasmissione. Corona ha mostrato chat e immagini a contenuto sessualmente esplicito, affermando che Signorini avrebbe fatto avances a candidati e concorrenti del programma. La risposta del conduttore non si è fatta attendere. Attraverso il suo legale Andrea Righi, Signorini ha immediatamente depositato una querela che ha portato all’apertura di un’indagine coordinata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis e dall’aggiunto Letizia Mannella. Corona è stato indagato per diffusione di immagini a contenuto sessualmente esplicito, e domenica scorsa la sua abitazione di Milano è stata perquisita.
Il decreto di perquisizione, di cui sono emersi alcuni stralci, rivela dettagli inquietanti. Corona avrebbe messo in rete una chat intima tra Signorini e Antonio Medugno, tiktoker che ha partecipato al Grande Fratello, oltre a un selfie che ritraeva il conduttore a petto nudo proveniente da una chat riservata. Nelle carte dell’indagine si fa riferimento anche alla registrazione di una conversazione telefonica in cui Corona parlava con un soggetto anonimo “di materiale, presumibilmente in possesso di entrambi gli interlocutori, dal contenuto erotico” che riguarderebbe Signorini, tra cui “foto di nudo o comunque dal contenuto erotico“. Nel suo format, Corona ha dichiarato di essere “in possesso di chat minuziose e sconvolgenti“, funzionali a descrivere quello che lui definisce il sistema Signorini: la presunta esistenza di rapporti intimi tra il conduttore e un personaggio televisivo, il quale si sarebbe prestato a rapporti sessuali con Signorini per poter entrare nel mondo dello spettacolo. L’ex paparazzo ha anche diffuso una telefonata con l’ex manager di Medugno, Alessandro Piscopo, in cui si parlava di una “chat dal contenuto erotico e sessuale” tra Signorini e il modello.
>Martedì scorso, Corona è stato interrogato dai pm come indagato. L’interrogatorio, durato poco meno di un’ora e condotto con l’assistenza dell’avvocato Cristina Morrone, non ha affatto smorzato i toni. “Ricopre un ruolo così importante e con questo ruolo non puoi cercare di adescare dei contatti e proporgli un programma televisivo“, ha dichiarato Corona all’uscita dal tribunale, affermando di aver aperto un “vaso di Pandora“. Secondo lui, Signorini si sarebbe macchiato di “un reato gravissimo“, sostanzialmente un tentativo di estorsione, al quale si dovrebbe aggiungere anche quello di violenza sessuale per gli eventuali abusi subiti dalle presunte vittime. Le rivelazioni più esplosive sono arrivate quando Corona ha dichiarato di aver raccolto “più di 100 testimonianze” attraverso segnalazioni ricevute dopo la pubblicazione del primo video. Un numero impressionante che, se confermato, darebbe alla vicenda una dimensione ben più ampia di quanto inizialmente immaginato.
Nella stessa giornata di martedì è arrivata anche la querela di Antonio Medugno contro Signorini, depositata dagli avvocati Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella. E potrebbe non essere l’ultima: l’avvocato Leonardo D’Erasmo assiste un altro ex concorrente del Grande Fratello, Gianluca Costantino, che sostiene di aver subito le attenzioni non richieste di Signorini subito dopo l’edizione del 2022. Mediaset ha reagito alla situazione con una nota ufficiale dal tono severo ma prudente. L’azienda ha dichiarato che accoglie la decisione di Signorini di sospendere cautelativamente il suo impegno editoriale “stante l’esigenza di tutelare sé stesso e le persone interessate nella vicenda mediatica in cui è rimasto suo malgrado coinvolto“. Tuttavia, il gruppo ha anche precisato che “chi opera per l’azienda è tenuto ad attenersi a chiari principi di correttezza, responsabilità e trasparenza, come definiti dal Codice Etico, che viene applicato senza eccezioni“.
La posizione di Mediaset appare bilanciata tra la tutela del proprio collaboratore e la necessità di salvaguardare la reputazione aziendale. “In quanto parte di un primario gruppo europeo quotato, Mediaset ha il dovere di tutelare l’integrità delle proprie attività e dei prodotti editoriali, nonché la propria reputazione nei confronti del mercato e del pubblico“, recita la nota, che conclude annunciando che “sono in corso tutti gli accertamenti e verifiche per garantirne il rispetto“. L’azienda ha inoltre ribadito che “agirà con determinazione in tutte le sedi sulla base esclusiva di elementi oggettivi e fatti verificati per contrastare la diffusione di contenuti e ricostruzioni diffamatorie o calunniose“.



