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Sanremo 2026 non brilla solo per le canzoni, ma anche per i misteri dietro i nomi dei Big. Ogni artista ha scelto un nome d’arte che racconta storia, personalità o gioco di significati: da alter ego leggendari a pseudonimi legati a eventi della vita. Dietro Chiello, Fulminacci o Ditonellapiaga si nascondono vite reali e origini che spesso sorprendono i fan. Scoprire chi si cela dietro i Big più famosi aiuta a comprendere il legame tra identità pubblica e percorso artistico, offrendo agli studenti uno spunto per riflettere sul marketing personale e sulla costruzione di un personaggio pubblico nel mondo della musica.

Il palco dell’Ariston quest’anno ospita artisti che hanno scelto il proprio nome d’arte per motivi molto diversi. Fulminacci, all’anagrafe Filippo Uttinacci, combina il cognome con un’esclamazione da fumetti anni ’60. Chiello è Rocco Modello, il cui pseudonimo deriva da vecchi soprannomi. Ditonellapiaga, alias Margherita Carducci, punta su un effetto onomatopeico e provocatorio. Eddie Brock, cioè Edoardo Iaschi, rende omaggio a un personaggio Marvel. Samurai Jay è Gennaro Amatore, soprannominato così per il look da codino e t-shirt oversize che ricordava un samurai. Nayt è William Mezzanotte, con il cognome adattato in inglese (night).

Tra le coppie, Maria Antonietta è Letizia Cesarini e Colombre Giovanni Imparato, scelto in riferimento al racconto di Buzzati sul mostro marino che porta una perla. LDA & Aka7even rappresentano due percorsi opposti: Luca D’Alessio usa le iniziali del proprio nome, mentre Luca Marzano sceglie Aka7even ricordando l’encefalite che lo tenne in coma sette giorni da bambino. Sayf riprende il secondo nome di origine araba legato alla madre. Bambole di pezza, quintetto pop-punk milanese, celebra l’artigianalità delle bambole recuperate.

I Big più noti, come Arisa e Patty Pravo, hanno nomi d’arte radicati in storia e famiglia. Arisa, all’anagrafe Rosalba Pippa, è un acronimo dei membri della sua famiglia. Patty Pravo, Nicoletta Strambelli, combina un nome moderno con le “anime prave” dell’Inferno dantesco, creando un’immagine ribelle. Altri nomi raccontano riferimenti personali o culturali: Levante è Claudia Lagona, ispirata al film Il Ciclone, J-Ax è Alessandro Aleotti con riferimento a Joker, Dargen D’Amico è Jacopo D’Amico che gioca con “d’argento”, Mara Sattei è Sara Mattei tramite anagramma.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.