Il Gran Premio d’Italia di Formula 1 di questo weekend all’autodromo di Monza regala agli appassionati una chicca che va oltre la pura competizione sportiva. In pista, accanto alle monoposto che si contenderanno la vittoria sul mitico circuito brianzolo, sfileranno due automobili molto speciali dedicate a Cars – Motori ruggenti, il celebre film d’animazione Disney-Pixar che nel 2006 conquistò il cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo.
L’iniziativa, promossa dalla Walt Disney Pictures, celebra il ventesimo anniversario della pellicola prodotta dalla Pixar, ormai diventata un cult per intere generazioni. E quale palcoscenico migliore di Monza, il tempio della velocità italiano, per rendere omaggio a un film che ha trasformato le automobili in protagonisti di una storia di amicizia, riscatto e passione per i motori.
La protagonista assoluta di questa operazione nostalgica è la safety car del Gran Premio, la Mercedes che abitualmente ha il compito di entrare in pista durante le gare di Formula 1 per rallentare le monoposto quando si verificano incidenti gravi o condizioni pericolose. Per questo weekend speciale, l’auto di sicurezza si presenta con una livrea che richiama Saetta McQueen, la giovane e sfrontata auto da corsa rossa numero 95 che nel film insegue il sogno di vincere la Piston Cup.
Ma non è tutto. Oltre alla safety car trasformata, una seconda vettura dedicata al personaggio Disney farà uno o più giri d’onore della pista prima dell’inizio della gara di domenica, regalando agli spettatori presenti all’autodromo un momento di puro spettacolo e intrattenimento. Un modo per far rivivere l’emozione di chi, vent’anni fa, scopriva al cinema le avventure di Saetta McQueen a Radiator Springs.
L’operazione marketing orchestrata dalla Disney non è casuale. Cars è diventato negli anni un franchise di enorme successo, con diversi sequel e spin-off che hanno ampliato l’universo narrativo del film originale. Il legame tra il mondo dell’animazione e quello delle corse automobilistiche reali si fa così ancora più stretto, in un incrocio tra fantasia e realtà che parla tanto ai bambini di oggi quanto agli adulti che nel 2006 erano ragazzini.
