Passeggiando per il quartiere Villaggio Santa Rosalia, nel cuore di Palermo, potresti trovarti di fronte a un’immagine che ti farà fermare. Un murale imponente, dai colori vividi e dal tratto inconfondibile, raffigura una figura solenne, quasi mistica: è Rosalía, la popstar catalana che ha conquistato il mondo con la sua musica innovativa. Ma qui, in questo angolo di Sicilia, non è solo una cantante. È qualcosa di più, qualcosa che intreccia sacro e profano, tradizione e modernità.
L’opera è firmata da Igor Scalisi Palminteri, artista palermitano che con il suo stile distintivo ha già lasciato il segno in diversi quartieri della città. Questa volta, però, la scelta ha un significato particolare. Rosalía viene ritratta in atteggiamento di preghiera, con le mani giunte e lo sguardo rivolto verso l’alto, come se stesse invocando protezione. Dietro di lei, la sagoma inconfondibile di Monte Pellegrino, la montagna sacra che custodisce il santuario di Santa Rosalia, la patrona di Palermo.
Non è un caso. L’artista catalana ha sviluppato negli ultimi anni un legame profondo con la Sicilia, un rapporto che va oltre la semplice fascinazione turistica. Durante un periodo di permanenza sull’isola, Rosalía è rimasta colpita dalla storia di Santa Rosalia, la giovane eremita che secondo la tradizione liberò Palermo dalla peste nel 1624. Quella storia di sacrificio, solitudine e miracolo l’ha ispirata a tal punto da diventare parte integrante del suo lavoro artistico.
Il risultato più tangibile di questo incontro spirituale è “Focu ‘Ranni”, un brano cantato interamente in dialetto siciliano che fa parte di “”Lux (Complete Works)””, la versione completa del suo acclamato album Lux. Il titolo significa letteralmente “grande fuoco” in siciliano, un’espressione che nell’uso popolare indica qualcosa di travolgente, che sorprende e meraviglia. Ma nel contesto del brano, quel fuoco assume connotazioni più oscure: diventa peso, sofferenza, qualcosa da cui cercare di liberarsi per ritrovare luce e libertà. Un percorso che ricorda, non a caso, quello della santa palermitana.
Igor Scalisi Palminteri ha raccontato a Balarm le ragioni che l’hanno spinto a realizzare quest’opera proprio in quel punto della città. “Lei non sa di questa dedica“, ha spiegato l’artista, ancora al lavoro sul murale quando ha rilasciato l’intervista. “Ho fatto un giro in città e avevo già in mente di dipingere un’altra Rosalia. Ho scelto proprio il Villaggio perché è il quartiere dedicato alla Santuzza“. Una doppia Rosalia, dunque: quella storica, venerata da secoli, e quella contemporanea, che con la sua musica attraversa confini geografici e culturali. La scelta della location non è solo simbolica. Il Villaggio Santa Rosalia è un quartiere che porta il segno dell’abbandono, con spazi verdi incolti e infrastrutture che avrebbero bisogno di cura. Scalisi Palminteri lo sa bene.
“Il murale è davanti a un prato incolto e abbandonato che sarebbe già oggetto di attenzione del Palermo Calcio per realizzare strutture sportive. Questo è un tratto in stato di degrado che insieme al Palermo Calcio vorremmo riqualificare. È un posto bellissimo, non mi ero mai addentrato qui. Il Villaggio Santa Rosalia non è pensato male, ma purtroppo vissuto e curato male, ma con la mia arte mi piace entrare dove le istituzioni sono lontane o arrivano tardi.” – Igor Scalisi Palminteri
L’arte di strada diventa così strumento di rigenerazione urbana, un modo per restituire dignità e bellezza a luoghi dimenticati. E quale immagine migliore di una Rosalía in preghiera, che con il suo gesto protettivo sembra vegliare sul quartiere che porta il nome della santa a cui è ispirata? L’immagine scelta da Scalisi Palminteri per il murale è quella che Rosalía ha utilizzato durante la promozione di Lux, un album che secondo l’artista stesso è “molto mistico“. Non è un caso che nel disco compaiano riferimenti anche a San Francesco e Santa Chiara.
“La Rosalía indaga il rapporto con l’assoluto con la musica. Per questo l’ho scelta e poi è evidente l’assonanza con Santa Rosalia, dietro il dipinto c’è Monte Pellegrino. La scelta del vestito è determinante.”- Igor Scalisi Palminteri
La foto del murale è diventata rapidamente virale sui social, soprattutto su X, dove i fan dell’artista hanno espresso entusiasmo per questo omaggio inaspettato. Ma al di là della viralità, l’opera rappresenta qualcosa di più profondo: un ponte tra culture, generazioni e forme d’arte diverse. La street art che dialoga con la tradizione religiosa, la popstar internazionale che si inchina davanti a una santa medievale, il siciliano che diventa lingua della canzone contemporanea.
