La musica di Lucio Dalla è stata utilizzata come colonna sonora all’Auditorium Conciliazione, durante l’assemblea di presentazione di Futuro nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Prima del discorso programmatico e al termine dell’intervento di oltre un’ora, è risuonata Futura, il brano del cantautore bolognese che secondo Vannacci “guarda al futuro, proprio come noi”. Una scelta che non è passata inosservata e che ha scatenato una reazione immediata da parte di chi custodisce l’eredità artistica di Dalla.
La canzone dovrebbe rappresentare le cosiddette “avanguardie futuriste”, i comitati costituenti che nelle intenzioni del partito dovrebbero occuparsi di attività culturali e sportive. Ma la verità è che Vannacci ha scelto Futura come sigla ufficiale del suo movimento politico, utilizzandola in un contesto che solleva più di una questione sulla tutela del patrimonio artistico e sulla distanza tra l’arte e la politica.
La risposta della Fondazione Lucio Dalla non si è fatta attendere, con Dea Melotti, cugina dell’artista e vicepresidente della fondazione, che ha dichiarato a Repubblica Bologna che non è stata richiesta alcuna autorizzazione per l’utilizzo del brano:
“Se quello da parte di un partito politico è sempre un uso improprio delle canzoni di Dalla, è ancora più spiacevole se avviene da chi è così lontano dal pensiero e dal mondo di Lucio.” – Dea Melotti
Non è solo una questione di diritti d’autore o di autorizzazioni mancate, ma di coerenza culturale e rispetto per l’eredità di un artista che ha sempre mantenuto una distanza dalla politica di parte. Daniele Caracchi, della Fondazione Lucio Dalla e di Pressing Line, la storica casa discografica del cantautore, ha spiegato la posizione netta della fondazione:
“Siamo rimasti spiazzati e meravigliati. Per tutelare le immagini e l’arte di Lucio non abbiamo mai consentito che di Dalla si facesse un uso in contesto politico, a prescindere dal partito” – Daniele Caracchi
La linea è chiara e non ammette eccezioni: Dalla rimane fuori da ogni ragionamento di parte, qualsiasi essa sia. Secondo Caracchi, questa sarebbe la prima volta che capita un uso di questo tipo e la fondazione sta cercando di fare chiarezza sulla vicenda, presumibilmente attraverso le vie legali appropriate. Comunque il caso non è isolato nel panorama italiano. Vasco Rossi nel 2016 disse esplicitamente di non utilizzare la sua C’è chi dice no nella campagna referendaria costituzionale.
Vannacci usa ‘Futura’ di Lucio Dalla. Gaetano Curreri: «Forse non l’ha capita». La Fondazione del cantautore: «Un fatto molto spiacevole, non abbiamo mai consentito un uso delle sue opere in alcun contesto politico»https://t.co/TsfYKXFAWv
— Rolling Stone Italia (@RollingStoneita) June 15, 2026
Gli eredi di Rino Gaetano inviarono una diffida a Matteo Salvini per l’uso improprio delle canzoni del cantautore romano. Anche La rappresentante di lista protestò quando la Lega utilizzò il brano Ciao ciao in un contesto politico. La scelta di Futura da parte di Vannacci appare quindi non solo formalmente scorretta per l’assenza di autorizzazione, ma anche problematica per questioni autoriali.
La vicenda arriva inoltre in un momento in cui Roberto Vannacci è già al centro dell’attenzione mediatica per il duro botta e risposta con Lilli Gruber, che ha scatenato non poche polemiche online in questi ultimi giorni.
