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In un’epoca dominata da feed Instagram patinati e volti levigati dall’intelligenza artificiale, Elisabetta Gregoraci sceglie la strada della trasparenza. La showgirl calabrese, da anni icona di bellezza impeccabile nel panorama televisivo italiano, ha deciso di togliersi la maschera e parlare apertamente del suo rapporto con i filtri digitali, con l’estetica social e, più in profondità, con le proprie insicurezze.

Durante la sua partecipazione al podcast Terrazza Fab!, la conduttrice ha affrontato senza giri di parole le critiche che spesso riceve per l’utilizzo di FaceApp, l’applicazione che permette di modificare il proprio aspetto nelle fotografie. “Io lo uso, è vero”, ha ammesso con disarmante franchezza. Non una smentita imbarazzata, non un cambio di argomento: una confessione diretta che squarcia il velo di perfezione artificiale che avvolge il mondo dei social media.

La Gregoraci ha spiegato che dietro quei piccoli ritocchi digitali si nasconde una vulnerabilità che molti riconoscerebbero: “Si tratta di un’insicurezza… tutti mi dicono ‘non farlo, non ne hai bisogno’ oppure ‘sei più bella dal vivo’. Ora lo sto usando un po’ meno però dico la verità, è una mia insicurezza: mi tolgo il brufoletto, ma non è che mi stravolgo. Magari mi miglioro la pelle del viso“.

Ma la confessione della Gregoraci va oltre la semplice ammissione tecnica. Tocca un nervo scoperto che riguarda milioni di donne italiane, quella sensazione di non essere mai abbastanza, di dover sempre apparire al meglio anche quando la realtà quotidiana è fatta di occhiaie, gonfiori e imperfezioni. “oi noi donne comunque non stiamo bene: siamo gonfie, abbiamo la pelle più rovinata, il ciclo, magari ho le occhiaie e all’evento devi stare bene“, ha spiegato con una sincerità rara nel mondo dello spettacolo.

Questa normalizzazione delle insicurezze femminili, detta da una donna che ha fatto della propria immagine una professione, assume un valore particolare. La Gregoraci lavora con il suo corpo, partecipa a campagne pubblicitarie, viene fotografata continuamente. Eppure anche lei, con il suo patrimonio genetico fortunato e il suo passato da cintura nera di karate, sente il peso delle aspettative estetiche.

Sul tema del fisico, la showgirl ha voluto sfatare alcuni miti. “Sono solo fortunata. Ho una buona genetica e pensa che sono anche golosona, mi piacciono i piatti conditi, le cose che non sono proprio petto di pollo e insalata”, ha raccontato, prendendo le distanze dall’immagine stereotipata della celebrity ossessionata dalla dieta e dal conteggio calorico.

E proprio sull’ossessione del peso, Elisabetta ha condiviso un aneddoto significativo legato alla gravidanza: “Fisicamente sono simile al mio papà ma non sono ossessionata dal peso, in gravidanza ho preso 26 kg, l’ultimo mese non mi sono neanche pesata. Volevo godermi il momento“. Ventisei chilogrammi. Un numero che molte donne incinte vivono come uno spauracchio, un tabù da nascondere, una colpa da espiare immediatamente dopo il parto.

Invece la Gregoraci ne parla con naturalezza, rivendicando il diritto di aver vissuto quel momento speciale senza l’ansia della bilancia. Un messaggio potente in controtendenza rispetto alla narrazione tossica del “”ritorno in forma tre settimane dopo il parto”” che domina le riviste di gossip.

La conduttrice ha voluto anche precisare che la sua forma fisica è frutto di una vita dedicata allo sport: “”Sono cintura nera di karate, ho sempre fatto molto sport fin da bambina””, un dettaglio biografico che molti ignorano e che racconta una disciplina e una dedizione che vanno ben oltre i ritocchini digitali. Ma forse il passaggio più toccante dell’intervista riguarda il suo rapporto con l’invecchiamento, un tema che nell’ambiente dello spettacolo viene spesso affrontato con terrore e soluzioni chirurgiche sempre più estreme.

Elisabetta Gregoraci ha scelto una prospettiva completamente diversa: “Adesso ci sono tante attrici, ed è bellissimo, senza tutto quel botox e fanno il red carpet, stupende. Poi se vuoi fare dei ritocchini, per carità“. Nessun giudizio verso chi sceglie la medicina estetica, ma nemmeno l’adesione acritica a quel modello. E quando le chiedono come affronterà la vecchiaia, la sua risposta sorprende: “Viva Dio. Non vedo l’ora di invecchiare, non ho vissuto questa fase di mia madre perché si è ammalata presto. Invece io spero di poter vivere su di me la vecchiaia e di stare bene, non importano le rughe“.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.