Una giornata di lavoro trasformata in un incubo giudiziario. È questa, in sintesi, la vicenda che ha portato Raz Degan davanti al tribunale di Brindisi con l’accusa di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il caso risale al 31 luglio 2024 e ha come scenario il trullo dell’attore, regista ed ex modello israeliano, situato nella campagna tra Cisternino e Ostuni, nel cuore della Valle d’Itria.
Quella che doveva essere una normale giornata di manutenzione si è trasformata in una lite furibonda tra Raz Degan e Antonio Conserva, l’elettricista incaricato di eseguire alcuni lavori nell’abitazione, tra cui l’installazione di un impianto di allarme. Secondo la ricostruzione dell’accusa, presentata attraverso la denuncia dell’artigiano assistito dall’avvocato Pierpaolo Argentiero, la discussione sarebbe progressivamente degenerata in uno scontro sempre più acceso.
Il punto di rottura sarebbe arrivato quando l’elettricista avrebbe dichiarato di non essere in grado di portare a termine l’intervento richiesto da Degan. A quel punto, stando alla versione della presunta vittima, la situazione sarebbe precipitata: Conserva sostiene di essere stato minacciato, spintonato e di aver subito la sottrazione con la forza del telefono cellulare e delle chiavi dell’auto. Quest’ultimo particolare costituisce il cuore dell’accusa di violenza privata: secondo la denuncia, l’attore gli avrebbe impedito di allontanarsi liberamente dall’abitazione, trattenendolo contro la sua volontà.
Raz Degan a processo per violenza privata contro un elettricista: chiesto un risarcimento danni https://t.co/IXTsNJsO3L
— Secolo d'Italia (@SecolodItalia1) June 26, 2026
Ma la vicenda non si è fermata qui, visto che durante la lite, l’elettricista avrebbe accusato un malore, rendendo necessario l’intervento del 118. I soccorsi sanitari e le forze dell’ordine sono giunti sul posto per riportare la situazione alla normalità e ricostruire l’accaduto e da quel momento è partito l’iter giudiziario che ha portato al rinvio a giudizio dell’attore. La difesa di Raz Degan, affidata all’avvocato Francesco Bianco del foro di Brindisi, ha però una lettura completamente diversa dei fatti.
Conferma che durante la discussione l’elettricista si è sentito male, necessitando dell’intervento dei soccorsi e delle autorità, ma contesta fermamente l’ipotesi che al lavoratore sia stato impedito di allontanarsi o che sia stata in qualche modo limitata la sua libertà personale. “Siamo fiduciosi nella giustizia e nel buon esito del procedimento giudiziario”, ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Bianco, sottolineando la serenità del proprio assistito rispetto all’evoluzione del caso.
Dopo l’udienza predibattimentale, il tribunale ha disposto la prosecuzione del giudizio e ha fissato per il 2 ottobre l’inizio del dibattimento vero e proprio davanti al giudice monocratico. Nel frattempo Antonio Conserva si è costituito parte civile, chiedendo anche un risarcimento dei danni all’attore. Quindi la partita giudiziaria è appena iniziata e sarà l’aula di tribunale a stabilire quale delle due versioni corrisponda alla verità dei fatti, con il verdetto che è ancora tutto da scrivere. Comunque all’origine del litigio ci sarebbero stati proprio i lavori effettuati nel trullo dall’artigiano, un’abitazione che per Raz Degan rappresenta molto più di una semplice casa.
“È l’unica casa che abbia mai comprato in vita mia. E le assicuro che è stato un sacrificio pazzesco. Non c’era niente: né acqua né elettricità, solo problemi da risolvere. Avrei potuto scegliere di vivere in un appartamento in qualsiasi città del mondo, magari avere una bella macchina, invece ho deciso di vivere qui, in mezzo agli alberi”. – Raz Degan a Vanity Fair
Un rifugio dalla vita pubblica, un angolo di pace nella campagna pugliese dove Raz Degan vive ormai stabilmente, lontano dai riflettori. Proprio quello stesso luogo che ora diventa il teatro di una vicenda giudiziaria che lo vedrà protagonista nelle aule del tribunale di Brindisi. Una storia che dimostra come a volte i lavori domestici possano trasformarsi in qualcosa di molto più complesso, con conseguenze che vanno ben oltre una semplice discussione tra committente e artigiano.
