Il 4 luglio 2026, Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ha scritto una pagina definitiva nel libro dei grandi eventi live del nostro Paese, radunando nella spianata dell’Università di Tor Vergata 250mila spettatori paganti ed entrando nella storia della musica italiana. Un numero che polverizza ogni precedente record nazionale, superando persino i 225mila che Vasco Rossi aveva raccolto nel 2017 a Modena Park. Ma quanti soldi ha generato il concerto?
Difatti dietro le immagini della folla oceanica, del palco largo 140 metri e alto 60, dei 18 maxischermi e delle oltre 30 torri audio, si nasconde un’operazione economica di portata straordinaria. Cifre che raccontano non solo il successo commerciale di un artista, ma l’impatto sistemico che un evento di questa portata può generare su un’intera città. L’incasso diretto del concerto “La favola per sempre” si aggira attorno ai 16 milioni di euro, calcolando una media di 65 euro a biglietto per i 250mila ticket venduti.
Una cifra che, va precisato, non finisce interamente nelle tasche di Ultimo, visto che dalla somma vanno sottratte le spese di produzione, organizzazione, affitto degli spazi, tecnologia e una serie di servizi straordinari che solitamente non rientrano nel budget di un concerto tradizionale. Ultimo e Vivo Concerti, la società di Clemente Zard che ha curato l’organizzazione, hanno infatti sostenuto costi eccezionali per garantire la riuscita dell’evento. Tra questi, l’apertura straordinaria della metropolitana di Roma per tutta la notte, completamente gratuita per i partecipanti.
Un servizio che ha rivoluzionato la mobilità notturna della capitale e che, secondo quanto dichiarato dall’assessore ai Grandi eventi Alessandro Onorato, è stato interamente pagato dagli organizzatori. Ma è l’indotto economico generato sulla città a raccontare la vera portata dell’operazione. Secondo le stime di Roma Capitale, l’arrivo di circa 155mila persone da fuori regione – il 62% del pubblico totale – ha prodotto un movimento economico stimato in 90 milioni di euro. Un fiume di denaro che ha attraversato hotel, ristoranti, trasporti, parcheggi e l’intero tessuto commerciale romano.
La sola tassa di soggiorno ha generato un incasso di circa 2 milioni di euro per le casse comunali. Roma Capitale, sempre secondo le prime stime, avrebbe incassato direttamente 600mila euro dall’evento. Ai privati che hanno messo a disposizione le aree di parcheggio è andato circa un milione di euro, con tariffe che in alcuni casi hanno raggiunto i 99 euro per l’intera giornata, scatenando non poche polemiche sui social.
“Dietro la serata c’è un anno di lavoro”, ha dichiarato Alessandro Onorato nel backstage del concerto.
“Roma ha voluto osare veramente tanto, perché non era scontato nulla. La città ci ha guadagnato sia economicamente che a livello morale, culturale e di immagine. Segnando un precedente molto forte”. – Alessandro Onorato
L’evento ha rappresentato il primo grande live nella nuova area all’aperto di Tor Vergata, 15 ettari mai utilizzati prima per concerti di queste dimensioni. Un progetto realizzato grazie alla collaborazione tra Vivo Concerti, Roma Capitale, l’Università e gli enti locali. Come abbiamo accennato poco sopra, il palco era imponente: oltre 140 metri di larghezza, 60 di altezza e più di 800 metri tra la prima e l’ultima fila.
Per accogliere i fan arrivati con largo anticipo è stato predisposto un piano speciale, con aree dedicate e navette dagli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, oltre che dalle stazioni di Termini e Tiburtina. Ultimo è arrivato sul palco in elicottero, accolto dal boato di 250mila persone. Poco dopo ha condiviso sui social tutta la sua emozione: “Siamo nella storia”, ha scritto Niccolò Moriconi. Tra il pubblico erano presenti anche Alessandro Florenzi, Gianluca Gazzoli, Chanel e Isabelle Totti, Andrea Petagna e Jacqueline Luna Di Giacomo, volata da New York per sostenerlo.
Ai complimenti si sono uniti anche Vasco Rossi, che gli ha simbolicamente passato il testimone del record italiano, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la serata un momento storico per la musica dal vivo italiana. Ovviamente Nnn sono mancate le criticità, tra lunghe file ai bagni, parcheggi dai costi elevati e forti disagi nei trasporti. Eppure, considerando le 250mila persone presenti, l’esperimento di Tor Vergata ha dimostrato che Roma può ospitare eventi di questa portata con un’organizzazione all’altezza.
I dati definitivi arriveranno nei prossimi giorni, ma una cosa è già chiara: il concerto di Ultimo è stato molto più di uno show. Sedici milioni di incasso diretto, novanta milioni di indotto e 250mila spettatori raccontano la portata dell’evento. I record, però, spiegano solo una parte della storia. Le emozioni che quella notte ha lasciato a Roma valgono molto di più. I numeri definitivi dell’indotto economico saranno disponibili nei prossimi giorni, ma una cosa è già chiara: il concerto di Ultimo è stato molto più di uno show.
Sedici milioni di incasso diretto, novanta milioni di indotto e 250mila spettatori raccontano la portata dell’evento. Ma come ha dimostrato lo stesso Niccolò Moriconi nelle ore successive, il record è stato solo l’inizio e tornato a casa dopo una notte destinata a entrare nella storia della musica italiana, il cantautore ha raccontato di aver scritto “la canzone più importante della mia vita” e ha persino annunciato il desiderio di portare il concerto di Tor Vergata al cinema. Perché i record, alla fine passano, ma le emozioni e le storie che riescono a generare sono destinate a restare per sempre.
