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C’è una singola parola che, pronunciata con il giusto tono di disprezzo aristocratico, è diventata uno dei momenti più iconici della saga di Harry Potter. Non è un incantesimo, non è una formula magica complessa: è semplicemente “Potter“, sputato fuori con tutto il veleno di cui Draco Malfoy era capace. Eppure, Tom Felton, l’attore che ha dato vita al biondo antagonista più amato-odiato del mondo magico, ammette candidamente di non aver mai avuto la minima idea che quel suo modo di pronunciare il cognome del nemico sarebbe diventato un meme globale, una firma sonora riconoscibile quanto il tema musicale di Hedwig. Durante un’intervista al podcast Happy Sad Confused, il 38enne Felton ha sollevato il velo su uno dei misteri più curiosi del franchise: come diavolo ha fatto a rendere una parola così ordinaria tanto memorabile. La risposta, come spesso accade nelle storie migliori, affonda le radici nell’infanzia e nella dinamica familiare dell’attore. Felton ha rivelato che il suo modo sprezzante di pronunciare Potter deriva direttamente dal trattamento riservato dai suoi tre fratelli maggiori, che lo chiamavano affettuosamente maggot (verme) o runt (il più piccolo della cucciolata).

Non ricordo di averci mai pensato nemmeno per un secondo“, ha dichiarato Felton con quella naturalezza che solo chi ha vissuto un’esperienza inconsapevole può avere. “È semplicemente diventato sempre più velenoso“. Quella cadenza, quel tono carico di disprezzo non erano frutto di una scelta attoriale meditata o di una direzione precisa: erano semplicemente il riflesso condizionato di anni passati a essere il più giovane, il runt, in una famiglia di maschi. L’arte che imita la vita, o forse la vita che si infiltra nell’arte senza bussare. Il bello di questa rivelazione è che Felton stesso si stupisce di quanto elementi apparentemente casuali del mondo magico siano diventati pilastri della cultura pop. “Non sapevo che nessuna di queste cose sarebbero diventate battute iconiche“, ha ammesso. Eppure eccoci qui, più di vent’anni dopo l’uscita del primo film, a parlare ancora del modo in cui un ragazzino pronunciava il cognome del protagonista.

La storia non finisce con i film. Felton sta attualmente riportando in vita Draco Malfoy nella produzione di Broadway di Harry Potter and the Cursed Child, al Lyric Theatre di New York. E indovinate un po’ cosa è successo durante le prove? Quella celebre pronuncia di Potter, che non era originariamente scritta nel copione della pièce teatrale, è riapparsa spontaneamente durante un’improvvisazione. Il regista John Tiffany l’ha captata immediatamente: “Ho visto i suoi occhi illuminarsi“, racconta Felton, “e dire ‘Sì, rimettila dentro’“. C’è qualcosa di poeticamente circolare in tutto questo: una battuta nata per caso, diventata iconica senza che nessuno se ne accorgesse, ora reinserita consapevolmente in una nuova incarnazione del personaggio. Felton si è persino dichiarato impressionato da Aiden Close, il giovane attore che interpreta Scorpius Malfoy, il figlio di Draco nello spettacolo, capace secondo lui di pronunciare Potter ancora meglio di quanto faccia lui stesso. Il testimone che passa, la tradizione che si rinnova.

Ma Felton non si limita a guardare indietro con nostalgia. L’attore si dichiara entusiasta del fatto che il Wizarding World continui a prosperare e ad espandersi, con nuovi progetti come la serie televisiva HBO basata sui libri di J.K. Rowling, la cui prima stagione, intitolata Harry Potter e la pietra filosofale, è prevista per il 25 dicembre 2026. “Sono felice che il mondo magico stia prosperando. Voglio dire, è incredibile“, ha dichiarato Felton. “Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che la gente sarebbe stata ancora così interessata come quando abbiamo finito i film“. Ed è proprio questo il punto. Il franchise di Harry Potter non è semplicemente una serie di film di successo: è un fenomeno culturale stratificato che continua a rigenerarsi attraverso libri, parchi a tema, produzioni teatrali e ora nuove serie televisive. Ogni generazione trova il proprio punto d’ingresso nel mondo magico, e dettagli apparentemente insignificanti come il modo in cui Draco pronuncia Potter diventano punti di riferimento condivisi, meme che attraversano i decenni, momenti di complicità tra fan di tutto il mondo.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.