In un’intervista rilasciata a Fanpage.it, il cantante Pierdavide Carone ha parlato del rapporto con la sua attuale fidanzata ma soprattutto di un tema spinoso: il rapporto con Stefano De Martino. Mesi fa, Carone aveva scritto una lettera aperta all’ex compagno di Amici in occasione dell’annuncio della sua conduzione a Sanremo 2027. Una mossa che era stata interpretata da molti come un tentativo di cavalcare la popolarità dell’amico per ottenere visibilità. Alla domanda se De Martino gli avesse risposto, il cantante ha replicato nettamente: “Prima ci sentivamo ogni tanto, poi per scelta ho deciso di non sentirlo né lui ha scritto a me”.
Una frattura evidente, nata da un equivoco comunicativo. “La lettera mi era stata chiesta come messaggio di congratulazioni a un amico con cui ho condiviso un percorso. Io, ingenuamente, ho pensato fosse una cosa carina, poi però la comunicazione è diventata ‘si sta candidando al prossimo Festival di Sanremo e sfrutta un’antica amicizia per questo'”. Un’incomprensione che ha raffreddato i rapporti, con Carone che ha scelto di prendere le distanze per evitare ulteriori strumentalizzazioni.
Nonostante la distanza personale, il cantautore spende parole positive sulla scelta della Rai di affidare la conduzione del Festival a De Martino. A volte bisogna uscire dagli schemi e stravolgere una regola non scritta. Stefano, pur essendo relativamente giovane, ha dimostrato di saper fare numeri importanti. Un riconoscimento professionale che prescinde dai rapporti personali e che dimostra la capacità di separare i piani.
Quanto al suo futuro televisivo, Carone si dice aperto a nuove esperienze ma con cautela. “Ci ho pensato, ma sono comunque un cantautore e vorrei rimanerlo quanto più a lungo possibile, mentre se facessi quel tipo di esperienza potrebbe essere difficile poi ‘tornare indietro’“. Un ragionamento lucido sui rischi che comporta l’esposizione nei reality, format che spesso trasformano gli artisti in personaggi, rendendo poi complesso il ritorno alla dimensione musicale.
Il cantautore si dice invece più stuzzicato da contesti televisivi non necessariamente musicali, purché gli permettano di mantenere intatta la sua identità artistica. Una strategia che dimostra consapevolezza del proprio percorso e dei meccanismi dello spettacolo italiano, dove la sovraesposizione può essere tanto un trampolino quanto una trappola.
