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Ci sono incontri che sembrano preparati apposta per chiudere un cerchio. Per Papa Leone XIV quel momento è arrivato al Meeting di Rimini, quando davanti a lui si è presentato un pezzo di uno dei film che ama da quando era ragazzo: Lou “Blue Lou” Marini, storico sassofonista dei Blues Brothers. E alla fine sono bastati un paio di Ray-Ban, due rosari e una delle frasi più celebri della storia del cinema per trasformare un incontro durato pochi minuti in uno dei fuori programma più curiosi della visita del Pontefice.

Tutto è successo sabato 22 agosto. Leone XIV stava attraversando i padiglioni del Meeting di Rimini, dove era arrivato dopo la visita nella Repubblica di San Marino e una tappa a Pennabilli, quando passando davanti allo spazio dei media vaticani ha riconosciuto Marini. Il musicista statunitense, 81 anni, non era certo lì per caso. Marini è stato uno dei componenti della leggendaria Blues Brothers Band ed è apparso nel film diretto da John Landis nel 1980, quello con John Belushi e Dan Aykroyd diventato negli anni un autentico cult.

Leone XIV, vedendolo, gli ha fatto capire che sarebbe tornato a salutarlo. Prima c’era infatti un’altra visita ad attenderlo, quella alla mostra dedicata a Sant’Agostino. Ma il Papa ha mantenuto la promessa. Poco dopo è tornato allo stand e si è fermato con Marini e sua moglie Carmen. A quel punto il sassofonista aveva già preparato una sorpresa. Nelle sue mani c’era una custodia contenente un paio di Ray-Ban nello stile reso immortale dai Blues Brothers. Marini aveva pensato persino a una dedica speciale da incidere sugli occhiali, ma il tempo non gli aveva permesso di realizzarla.

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“Avrei voluto far incidere sopra ‘Papa Cool’”. – Lou Marini


Una scelta che diventa ancora più divertente conoscendo un particolare della vita di Robert Francis Prevost. Molto prima di diventare Leone XIV, infatti, il futuro Papa aveva già indossato cappello e occhiali scuri alla Blues Brothers. Una vecchia fotografia riemersa nel documentario vaticano Leo from Chicago mostra il giovane Prevost proprio con quel look, completo di abito nero.

Non era soltanto un travestimento casuale, visto che Prevost è nato e cresciuto nell’area di Chicago, la stessa città che è praticamente un altro personaggio del film di John Landis. Quando The Blues Brothers arrivò nei cinema nel 1980 aveva 25 anni e, secondo i ricordi raccolti negli ultimi mesi, ne rimase particolarmente entusiasta. Decenni dopo, uno degli uomini che aveva contribuito a rendere quel film indimenticabile era davanti a lui con un nuovo paio di occhiali.

Alla vista del regalo, Leone XIV ha sorriso e ha accettato i Ray-Ban. Ma lo scambio non poteva naturalmente finire lì. Il Pontefice ha infatti consegnato a Marini e alla moglie due rosari: un piccolo scambio di doni che difficilmente avrebbe potuto mettere insieme due mondi più diversi e, allo stesso tempo, più perfettamente collegati.

Papa Leone XIV
Papa Leone XIV, fonte: X

Poi è arrivata la battuta inevitabile e parlando con il sassofonista, Leone XIV ha richiamato proprio la frase diventata il simbolo di The Blues Brothers, quella “missione per conto di Dio” ripetuta da Jake ed Elwood durante la loro folle avventura.

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“Preghiamo tutti affinché la missione che Dio ci ha affidato possa essere portata avanti”. – Papa Leone XIV

Più che una ripetizione letterale della battuta del film, è stata quindi una variazione papale della celebre “We’re on a mission from God”. E naturalmente Marini ha capito immediatamente il riferimento. Dietro quel breve incontro c’è però anche la storia di un musicista che ha attraversato decenni di musica americana. Louis Marini Jr., soprannominato “Blue Lou”, entrò nel 1975 nella house band del Saturday Night Live. Fu proprio all’interno dello storico programma televisivo che John Belushi e Dan Aykroyd cominciarono a esibirsi nei panni di Jake ed Elwood Blues, prima che quell’idea si trasformasse nel film arrivato al cinema nel 1980.

Marini entrò così nella Blues Brothers Band e nel film compare anche durante uno dei suoi momenti musicali più memorabili: la performance di Aretha Franklin sulle note di “Think”, durante la quale il sassofonista suona seduto sul bancone del locale. La carriera di Marini, però, è molto più lunga di quel singolo film. Ha fatto parte anche dei Blood, Sweat & Tears e nel corso degli anni ha lavorato con alcuni dei più importanti artisti della musica americana. Scoprire che il nuovo Pontefice fosse un appassionato dei Blues Brothers è stata quindi una sorpresa particolarmente piacevole anche per lui.

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“Quando abbiamo saputo che era un fan dei Blues Brothers, tutti i miei amici della band hanno fatto: ‘Yeah!’”. – Lou Marini

Il video virale del Papa con le Nike ai piedi
Il video virale del Papa con le Nike ai piedi fonte: YouTube

Marini ha raccontato inoltre di aver rivisto il film soltanto pochi mesi fa insieme alla moglie Carmen, dopo molto tempo. E dietro gli inseguimenti, le battute e la musica continua a vedere qualcosa che probabilmente spiega anche perché The Blues Brothers sia sopravvissuto per quasi mezzo secolo. Per il sassofonista è, in fondo, una storia molto più dolce di quanto la sua superficie caotica lasci immaginare: una storia nella quale la musica riesce a trasformare la malinconia da cui nasce il blues in qualcosa capace di produrre gioia.

Forse Leone XIV la vede allo stesso modo. Di certo, più di quarant’anni dopo quella fotografia in abito nero, cappello e occhiali scuri, Robert Francis Prevost si è ritrovato davanti a uno dei veri Blues Brothers. E questa volta non ha avuto bisogno di travestirsi: Lou Marini gli ha portato personalmente i Ray-Ban. Un incontro che conferma anche il particolare rapporto del Pontefice con il mondo della musica: solo pochi mesi fa Leone XIV aveva ricevuto in Vaticano Patti Smith, con la quale era emerso anche un curioso legame proprio con Chicago.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.