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Sono vivo e non sono in terapia intensiva“. Con queste parole nette e disarmanti, Claudio Lippi ha fatto il suo ingresso su Instagram, dissipando ogni preoccupazione e aprendo un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera televisiva. A pochi mesi dal compimento degli 81 anni, il conduttore che ha accompagnato generazioni di italiani davanti allo schermo ha scelto i social per riprendere quel dialogo con il pubblico che definisce, senza mezzi termini, vita. Il primo video pubblicato sul suo profilo ufficiale è un manifesto di autenticità. Lippi appare sereno, con quel sorriso bonario che lo ha reso una delle figure più amate della tv italiana, ma con una determinazione nuova negli occhi. “Eccomi: sono vivo e non sono in terapia intensiva. Sono qui per ringraziarvi se vorrete seguirmi. Il profilo è nuovo e lo devo all’insistenza e al supporto di mia figlia Federica“, esordisce, scusandosi subito per “qualche residuo di calo di voce“.

La scelta di approdare su Instagram non è casuale né improvvisata. Lippi, che ammette candidamente di essere stato lontano dal mondo digitale per ben 21 anni, spiega le ragioni profonde di questa decisione. “Dopo 21 anni di silenzio che vi racconterò, perché ne ho da dire, è un modo per riprendere il rapporto con il pubblico“. Un silenzio lungo, pesante, che nasconde evidentemente una storia complessa che il conduttore promette di svelare gradualmente. “Ho una lunga storia da raccontarvi, ma cercherò di diluire“, aggiunge con quella ironia leggera che gli è propria. “Se iniziamo oggi, non so se arriviamo a Ferragosto“. Ma cosa ha spinto un veterano della televisione, con sessant’anni di carriera alle spalle, a confrontarsi con un mezzo che sembra fatto per generazioni lontanissime dalla sua? La risposta sta nella necessità di controllare la propria narrazione in un’epoca dove, come dice lui stesso, “si inventano le cose più che dire la verità“. Le preoccupazioni nate attorno al suo nome, alimentate anche da un collegamento durante il programma Falsissimo di Fabrizio Corona, lo hanno convinto che fosse arrivato il momento di parlare direttamente, senza filtri né intermediari.

Voglio farmi conoscere direttamente per quello che sono. Dire la verità è essenziale per me“, afferma con una convinzione che attraversa lo schermo. Per Lippi, che ha attraversato l’epoca d’oro della televisione italiana conducendo programmi iconici come Buona Domenica e partecipando a trasmissioni cult come Mai dire Gol, la verità non è negoziabile. “Il mio credo sono il rispetto e la dignità, non voglio fare la vittima ma dirvi solamente ‘ci sono’“. È proprio sul tema del rispetto e della dignità che il conduttore diventa più riflessivo, quasi malinconico. Nel suo messaggio traspare un disagio evidente verso l’evoluzione della televisione contemporanea. “Rispetto e dignità, parole scomparse dai nostri vocabolari“, osserva, lanciando una critica velata ma inequivocabile al panorama televisivo attuale. “Non mi adatterò a fare cose che non corrispondono alla verità e alla dignità“. Una dichiarazione di principio che suona come un testamento professionale e umano.

Lippi promette di essere attivo sulla piattaforma, rispondendo a commenti e domande. “Non mi interessa l’età, lo stato sociale, mi interessano le persone“, ribadisce, tracciando una linea diretta con quel pubblico che lo ha seguito per decenni e con le nuove generazioni che forse lo conoscono solo attraverso i racconti dei genitori. L’idea della pensione lo fa sorridere: dopo sessant’anni di televisione, l’energia per comunicare è ancora intatta. La scelta di Instagram come canale preferenziale rappresenta un paradosso generazionale affascinante. Un uomo di ottant’anni che decide di raccontarsi attraverso uno strumento nato per i millennials e la generazione Z. Ma è proprio questo contrasto a rendere l’operazione interessante: Lippi porta su una piattaforma giovane la memoria storica della televisione italiana, creando un ponte tra epoche che sembravano inconciliabili.

Sono tempi in cui si inventano le cose più che dire la verità“, ripete, quasi fosse un mantra. In un’epoca dominata dalle fake news, dai deepfake e dalla disinformazione virale, la promessa di autenticità di Lippi assume un valore quasi rivoluzionario. Il suo profilo Instagram diventa così uno spazio dove la memoria della vecchia tv incontra le logiche dei nuovi media, dove il racconto di sessant’anni di carriera si mischia alle storie temporanee, dove l’esperienza di una vita si offre alla curiosità di chi scorre il feed. “Spero vi sia chiaro che questo è un modo per sentirmi vivo, perché sono vivo“, conclude nel suo video d’esordio. Un’affermazione che è al tempo stesso rassicurazione e dichiarazione d’intenti. Claudio Lippi è vivo, ha molto da dire, e ha scelto Instagram come confessionale laico dove depositare la memoria di un’epoca televisiva che non tornerà più. Se avete domande e curiosità sulla tv che ha frequentato per 60 anni, ora sapete dove trovarlo. Scorrete il vostro feed: potrebbe apparirvi tra un reel e l’altro, con quella storia lunga fino a Ferragosto che aspetta solo di essere raccontata.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.