Durante la serata degli Oscar 2026 a Los Angeles, Sean Penn è stato premiato come miglior attore non protagonista per il film Una battaglia dopo l’altra, contribuendo a un totale di sei riconoscimenti per la pellicola, tra cui miglior film e miglior regia. Tuttavia, al momento dell’annuncio, l’attore non era presente: a ritirare simbolicamente il premio è stato il presentatore.
Come leggiamo su The Guardian, la sua assenza ha trovato spiegazione poco dopo. Penn si trovava in Ucraina, dove è arrivato per ribadire il proprio sostegno al Paese nel contesto del conflitto in corso. Nelle immagini diffuse, è stato visto per le strade di Kyiv e successivamente in un incontro ufficiale con il presidente Volodymyr Zelensky.
Proprio durante questa visita, l’attore ha ricevuto un riconoscimento speciale: una versione alternativa dell’Oscar, realizzata in metallo e modellata con la tipica forma della statuetta. A consegnarla è stato il responsabile delle ferrovie ucraine, che ha spiegato come il materiale utilizzato provenisse da un vagone ferroviario danneggiato da un attacco missilistico russo. Un oggetto quindi carico di significato, trasformato da simbolo di distruzione a simbolo di gratitudine.
Sean Penn gets gifted an Oscar made from a Ukrainian railcar damaged by Russian shelling.
The actor skipped this year’s Oscar’s ceremony to visit Ukraine and meet with Zelensky and other Ukrainian officials for a ‘personal visit.’ pic.twitter.com/nMj5slxhcR
— Oli London (@OliLondonTV) March 18, 2026
L’iscrizione sul premio rafforza questo messaggio: il metallo, un tempo usato per evacuare civili dalla guerra, non è stato trasformato in arma, ma in un segno di riconoscenza verso chi ha sostenuto il Paese. Non si tratta quindi di un premio cinematografico tradizionale, ma di un riconoscimento legato a valori come resilienza, coraggio e umanità.
Penn ha accolto il gesto con emozione, definendo il premio un “tesoro”. Il momento ha colpito l’opinione pubblica anche per il contrasto tra la cerimonia hollywoodiana e la realtà del conflitto, evidenziando due mondi completamente diversi.
Il legame tra l’attore e l’Ucraina non è nuovo. Fin dall’inizio dell’invasione russa, Penn ha visitato più volte il Paese e nel 2023 ha realizzato il documentario “Superpower”, dedicato proprio a Volodymyr Zelensky. In passato aveva anche lasciato simbolicamente una delle sue statuette a Kyiv, come segno di supporto, con la promessa di riprenderla solo a guerra conclusa. Con questo gesto, la storia si arricchisce di un nuovo capitolo: un Oscar “diverso”, nato dalle macerie della guerra, che assume un valore simbolico più forte di qualsiasi premio tradizionale.



