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A Sanremo la superstizione è quasi un personaggio fisso, ma quest’anno qualcuno ha deciso di guardarla negli occhi. Fulminacci, in gara con “Stupida sfortuna”, ha compiuto un gesto che non è passato inosservato: è passato sotto una scala pochi istanti prima di salire sul palco. Una scena di pochi secondi, ripresa e rilanciata sui social, che ha subito acceso il dibattito. È sfida alla malasorte o mossa studiata? All’Ariston, dove ogni dettaglio viene osservato e amplificato, la linea tra casualità e strategia è sottilissima.

Il fatto è semplice ma altamente simbolico. Nelle ore che precedono la sua esibizione nella seconda serata, Fulminacci scende dal van che lo accompagna all’ingresso del Teatro Ariston. Attorno a lui ci sono furgoni, tecnici al lavoro, attrezzature montate in strada. A un certo punto, invece di aggirarla, attraversa con naturalezza lo spazio sotto una scala aperta, gesto universalmente considerato di cattivo auspicio. Non si ferma, non strizza l’occhio alle telecamere, non enfatizza l’azione: tira dritto, senza esitazioni e senza teatralità.

Proprio questa apparente normalità rende la scena ancora più significativa. In una settimana come quella sanremese, in cui ogni movimento è potenzialmente carico di senso, passare sotto una scala mentre si porta in gara un brano intitolato “Stupida sfortuna” difficilmente può essere liquidato come distrazione. Il titolo e il gesto combaciano in modo quasi perfetto. E quando a Sanremo segno e narrazione si sovrappongono, la coincidenza lascia spazio a un sospetto creativo: forse non è sfortuna, è costruzione di racconto.

Dal punto di vista simbolico, attraversare lo spazio sotto una scala equivale a compiere un rito scaramantico al contrario. Se la tradizione invita a evitare certi gesti per non attirare la malasorte, qui l’artista sembra appropriarsi del simbolo e ribaltarlo. Non lo evita, lo attraversa. È un modo per dichiarare di non temere superstizioni e, allo stesso tempo, per giocare in maniera ironica con il titolo della canzone.

Ma il gioco di Fulminacci con la sorte e la legge non si ferma a una scala. Nelle ultime ore, le strade di Sanremo sono state invase da una curiosa iniziativa di guerrilla marketing: diverse auto parcheggiate nei pressi dell’Ariston sono state tappezzate di finte multe, identiche in tutto e per tutto ai verbali reali, ma con un contenuto decisamente diverso. Invece di una sanzione, il foglietto riportava la firma di Fulminacci e i riferimenti al brano in gara.

Questa trovata, curata dall’etichetta Maciste Dischi, ha generato non poco scompiglio e altrettanta ilarità tra i passanti e i giornalisti. Se passare sotto la scala è una sfida alla superstizione, ricevere una multa (anche se finta) è l’incarnazione perfetta della “sfortuna quotidiana” che l’artista canta nel suo pezzo. Una strategia di comunicazione a 360 gradi che dimostra come Fulminacci stia gestendo il suo debutto con una coerenza rara, trasformando ogni potenziale “disgrazia” in un’occasione di visibilità virale.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.