L’Italia celebra l’apertura dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 con emozione, sport e tanta energia, ma il cuore del pubblico è stato conquistato dai protagonisti più inaspettati: le mascotte ufficiali Milo e Tina. Questi piccoli ermellini, scelti tra oltre 1.600 progetti provenienti dalle scuole italiane, non sono solo simboli divertenti dei Giochi, ma portano con sé un messaggio profondo di inclusione, resilienza e rispetto per la natura. Milo, nato senza una zampa, ha imparato a usare la coda come sostegno per camminare, saltare e fare sport, diventando un esempio tangibile di come trasformare un limite in una risorsa straordinaria.
Tina, con il mantello chiaro, rappresenta bellezza, arte, energia e amore per l’ambiente, incarnando lo spirito delle montagne di Cortina d’Ampezzo e della città di Milano. Milo e Tina non sono solo un elemento di marketing o di merchandising, ma strumenti di comunicazione educativa. Milo, con il suo manto bruno e la capacità di compensare la mancanza di una zampa, ha rapidamente conquistato il web, trasformandosi in icona di resilienza e inclusione. La scelta di un animale piccolo, agile e intraprendente, come l’ermellino, sottolinea l’importanza del coraggio, della determinazione e della creatività, valori fondamentali anche per gli atleti paralimpici che si preparano a gareggiare.
Il percorso storico delle mascotte olimpiche dimostra come questi simboli abbiano sempre avuto un ruolo culturale e educativo. Dalle prime mascotte non ufficiali, come Shuss a Grenoble 1968, al bassotto Waldi delle Olimpiadi di Monaco 1972, fino a Miraitowa e Someity a Tokyo 2021, ogni mascotte ha incarnato i valori e le tradizioni del Paese ospitante. In Italia, le precedenti mascotte olimpiche di Torino 2006 erano Neve, la palla di neve, e Gliz, il cubetto di ghiaccio. Milo e Tina, invece, portano un messaggio contemporaneo, inclusivo e gioioso, che trascende il mero gioco e diventa esempio concreto di come affrontare le difficoltà e valorizzare le differenze.
Milo e Tina, con la loro energia, simpatia e messaggi positivi, dimostrano che anche un animale piccolo può diventare protagonista di grandi eventi, ricordando che ogni sfida può essere affrontata con ingegno, spirito e un pizzico di magia. La loro storia insegna che accogliere le differenze, trasformare le difficoltà in opportunità e raccontare i valori con creatività sono strumenti essenziali non solo nello sport, ma nella vita e nella comunicazione moderna.



