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Quando due visioni del pop si scontrano, il dancefloor diventa un ring… almeno è quello che sembra stia accadendo tra Madonna e Charli XCX, protagoniste di quello che molti fan interpretano come un botta e risposta a distanza sul futuro della musica dance. Al centro della controversia c’è una domanda apparentemente semplice ma filosoficamente complessa: la pista da ballo è davvero morta oppure semplicemente non stiamo ballando al ritmo giusto?

Tutto è iniziato con Rock Music, il nuovo singolo di Charli XCX pubblicato due settimane fa. Nel brano, l’artista britannica canta esplicitamente che “la pista da ballo è morta, morta davvero, e allora adesso facciamo rock“. Una dichiarazione che arriva in un momento particolare della sua carriera: dopo l’esplosione globale di Brat, l’album che l’ha consacrata come una delle stelle più brillanti del pop contemporaneo, e dopo l’accoglienza più tiepida riservata alla colonna sonora di Cime tempestose. Per Charli, Rock Music sembra rappresentare una rottura deliberata con il suono orientato ai club che ha caratterizzato gran parte del suo percorso artistico.

Il testo del brano è esplicito nella sua narrazione di un cambio di prospettiva: “Io e i miei amici usciamo, scattiamo foto e creiamo cose insieme. E a volte piangiamo, ci baciamo. Sì, siamo così ispirati, praticamente sempre. Penso che la pista da ballo sia morta, quindi ora facciamo musica rock“. Una sorta di manifesto generazionale che sembra voler voltare pagina rispetto all’estetica dance-pop che l’ha resa celebre, abbracciando sonorità più guitar-oriented e un’attitudine punk.


Madonna, che in questo stesso periodo sta preparando il ritorno con Confessions on a Dance Floor II, previsto per luglio, ha risposto a modo suo. Senza citare direttamente Charli XCX, la regina del pop ha pubblicato su Instagram una serie di foto accompagnate da una didascalia inequivocabile: “Se la tua pista da ballo sembra morta, forse stai suonando la musica sbagliata“, completata dall’emoji di una mirrorball. Un messaggio che molti hanno interpretato come una vera e propria stoccata diretta alla collega più giovane.

Ovviamente, senza troppe sorprese, la reazione dei fan non si è fatta attendere, con i sostenitori di Madonna che hanno immediatamente cominciato a taggare Charli XCX con commenti del tipo “Mamma dice che la tua musica è sbagliata” e “La regina ha appena parlato, adesso cosa rispondi?“. Anche TMZ ha dato credito all’ipotesi della frecciatina, sottolineando come Madonna stia promuovendo proprio un album che celebra la cultura del dancefloor e potrebbe aver preso sul personale la dichiarazione di morte della pista da ballo.

Per comprendere la portata simbolica di questo scontro, bisogna considerare il contesto. Il primo Confessions on a Dance Floor, pubblicato nel 2005, rappresentava uno dei lavori più esplicitamente orientati alla dance della carriera di Madonna, un omaggio alla disco music e alla cultura dei club che ha segnato un ritorno trionfale per l’artista. Con questo nuovo capitolo, prodotto ancora una volta da Stuart Price, Madonna sembra voler ribadire che il dancefloor non è solo vivo, ma resta centrale nella sua idea di pop.


Le parole della stessa Madonna sono eloquenti: “La gente pensa che la musica dance sia superficiale, ma si sbaglia di grosso. La pista da ballo non è solo un luogo, è una soglia: uno spazio rituale dove il movimento sostituisce il linguaggio“. E ancora: “Il rave è un’arte. Si tratta di spingersi oltre i propri limiti e entrare in contatto con una comunità di persone che la pensano allo stesso modo. Suono, luce e vibrazioni rimodellano le nostre percezioni trascinandoci in uno stato simile alla trance“.


Che si tratti di una vera frecciatina o di una felice coincidenza interpretata dai fan, la questione solleva interrogativi interessanti sul rapporto tra generazioni nella musica pop. Da un lato Charli XCX, rappresentante di una generazione che ha vissuto l’apoteosi e forse la saturazione della dance-pop, sentendo il bisogno di esplorare territori sonori diversi. Dall’altro Madonna, che a distanza di oltre quarant’anni dalla sua esplosione continua a rivendicare il dancefloor come spazio vitale, rituale, quasi sacro.

Resta da vedere se Charli XCX risponderà direttamente a Madonna o se lascerà che la sua musica parli per lei. Nel frattempo, il dibattito sul futuro della dance continua, alimentato da due artiste che, pur appartenendo a generazioni diverse, dimostrano di avere ancora molto da dire sulla direzione della musica pop.

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