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Un video apparentemente rivoluzionario ha conquistato milioni di visualizzazioni su X (ex Twitter) nelle ultime settimane: persone che indossano sneaker futuristiche camminano placidamente sulla superficie dell’acqua, sfidando ogni legge della fisica. Il claim? La Cina avrebbe inventato scarpe in grado di far galleggiare un essere umano su laghi e fiumi, permettendo di camminare sui corsi d’acqua come fosse asfalto. Peccato che l’intera storia sia una bufala colossale, costruita attraverso strumenti di intelligenza artificiale generativa.

Le indagini di fact-checking indipendenti hanno smontato pezzo per pezzo questa narrazione, confermando ciò che gli esperti di tecnologia digitale avevano già intuito: non si tratta di un prodotto reale, ma di un video creato interamente al computer. Nessuna azienda cinese ha mai presentato simili calzature, né esistono brevetti o comunicati stampa che ne confermino lo sviluppo. Eppure, la potenza visiva delle immagini e la plausibilità narrativa hanno trasformato questa finzione in un fenomeno virale globale.

I video mostrano individui che indossano sneaker dall’aspetto ultra-moderno, con suole trasparenti e voluminose simili a pontoni, con i protagonisti che si avvicinano a specchi d’acqua, mettono un piede sulla superficie e cominciano a camminare senza sprofondare, scorrendo quasi come se pattinassero. Le riprese sono fluide, i colori realistici, l’illuminazione naturale. A prima vista, tutto sembra perfettamente credibile, ed è proprio questa verosimiglianza il punto di forza dell’intelligenza artificiale generativa moderna: la capacità di simulare la realtà con un livello di dettaglio che inganna l’occhio umano.


Ma gli indizi del falso erano lì, nascosti nei fotogrammi, in attesa che qualcuno li notasse. L’analisi digitale ha rivelato anomalie tecniche inequivocabili. La più evidente? Un uomo che cammina sullo sfondo del video letteralmente scompare nel nulla tra un frame e l’altro. Questo tipo di glitch è un classico errore dei modelli AI di generazione video, che faticano a mantenere coerenza temporale su elementi secondari dell’inquadratura. Come ha notato Grok, l’assistente AI di X, “il tizio che scompare sullo sfondo è il tipico errore che tradisce un deepfake”.

Altri dettagli tradiscono l’origine sintetica del filmato. La riflessione della luce sulla superficie dell’acqua appare innaturale, con pattern ripetitivi che non corrispondono alla fisica reale. Quando i presunti camminatori appoggiano il peso sulla superficie liquida, non si formano increspature adeguate, né onde di spostamento che normalmente dovrebbero propagarsi da un corpo in movimento sull’acqua. Le suole delle scarpe mostrano occasionali fenomeni di clipping, ovvero compenetrazioni impossibili con l’elemento liquido sottostante, segno che il rendering digitale non ha calcolato correttamente le interazioni fisiche.

Gli algoritmi di rilevamento dei contenuti sintetici hanno confermato l’analisi umana: il video presenta marcatori caratteristici della generazione AI, con pattern di compressione e artefatti visivi incompatibili con una ripresa autentica effettuata con fotocamere reali. La conclusione unanime dei verificatori è stata netta: si tratta di concept art digitale, non di documentazione di tecnologia esistente.

Aggiungiamo che per far galleggiare un adulto di 70 kg servirebbe una forza costante di circa 700 Newton, da generare attraverso getti d’acqua o propulsori ad aria compressa. I motori e i serbatoi necessari occuperebbero volumi incompatibili con un design indossabile, senza considerare il rumore, le vibrazioni e il consumo energetico che renderebbero l’esperienza impraticabile. I progetti militari e industriali di idrogetti personali esistenti utilizzano zaini dorsali voluminosi, non calzature compatte.

In definitiva, le scarpe cinesi miracolose si aggiungono al museo virtuale delle bufale tecnologiche che hanno temporaneamente ingannato il web.

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