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Una tempesta diplomatica sta scuotendo i rapporti tra Washington e il Vaticano. Al centro, accuse esplosive: secondo quanto riportato dal Free Press e confermato da fonti vaticane, alti funzionari del Pentagono avrebbero convocato l’ambasciatore della Santa Sede per recapitare un messaggio allarmante. Il contenuto di quell’incontro a porte chiuse, avvenuto a gennaio, avrebbe spinto il Vaticano a cancellare la visita di Papa Leone XIV negli Stati Uniti prevista per luglio, in occasione del 250esimo anniversario della nazione. La vicenda ruota attorno a Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per le politiche, che secondo le ricostruzioni avrebbe convocato il cardinale Christophe Pierre, nunzio apostolico a Washington. L’incontro, descritto come teso e caratterizzato da toni duri, avrebbe visto Colby pronunciare una frase destinata a fare storia: “Gli Stati Uniti hanno il potere militare di fare qualunque cosa vogliano nel mondo. La Chiesa cattolica farebbe meglio a schierarsi dalla loro parte“.

Le parole, se confermate, rappresenterebbero una frattura senza precedenti nei rapporti tra una superpotenza militare e il centro spirituale della cristianità. Ma cosa ha scatenato questa escalation? Tutto sarebbe iniziato con le parole del pontefice pronunciate a gennaio durante il tradizionale discorso al corpo diplomatico vaticano. Papa Leone XIV, al secolo un americano di Chicago di 70 anni, aveva criticato apertamente quella che l’amministrazione Trump chiama Dottrina Donroe, un aggiornamento dell’influenza e del dominio statunitense nell’emisfero occidentale. “Una diplomazia che promuove il dialogo e cerca il consenso tra tutte le parti viene sostituita da una diplomazia basata sulla forza, esercitata da singoli individui o gruppi di alleati“, aveva dichiarato il Papa.

Parole che negli uffici del Pentagono sarebbero state interpretate come una sfida diretta alla politica estera americana. E la risposta, stando alle ricostruzioni, non si sarebbe fatta attendere. Un funzionario vaticano ha confidato al Free Press che alcuni diplomati della Santa Sede avrebbero visto nell’atteggiamento del Pentagono un riferimento implicito allo scisma di Avignone, il periodo tra il 1378 e il 1417 quando la corona francese mise in pericolo l’autonomia del papato, con vescovi che a Roma e Avignone rivendicavano simultaneamente il titolo di papa. Un’analogia storica pesantissima, interpretata come una velata minaccia di usare la forza contro la Santa Sede.

Il Pentagono ha respinto con forza queste ricostruzioni. Un portavoce del Dipartimento della Difesa ha definito “altamente esagerata e distorta” la caratterizzazione dell’incontro fornita dal Free Press. “L’incontro tra funzionari del Pentagono e del Vaticano è stato una discussione rispettosa e ragionevole. Nutriamo il massimo rispetto e accogliamo con favore un dialogo continuo con la Santa Sede“, ha dichiarato a Military.com. Anche la Casa Bianca si è affrettata a minimizzare. La portavoce Anna Kelly non ha commentato direttamente le accuse, preferendo elogiare i successi dell’amministrazione Trump: “Tutte le azioni di politica estera del presidente Trump hanno reso il mondo più sicuro, stabile e prospero. I cattolici americani hanno sostenuto in modo schiacciante il presidente Trump nel 2024, e l’amministrazione ha un rapporto positivo con il Vaticano, rafforzato quando il vicepresidente JD Vance ha partecipato alla messa inaugurale di Papa Leo XIV lo scorso anno“.

Ma le tensioni continuano a montare. Il giornalista indipendente Christopher Hale, sul suo sito Letters From Leo, ha confermato che l’incontro è effettivamente avvenuto e che alcuni funzionari vaticani erano così allarmati dalle tattiche del Pentagono da accantonare i piani per la visita papale negli Stati Uniti di luglio. Una decisione gravissima, considerando che Papa Leone XIV è il primo pontefice americano della storia e che la visita avrebbe dovuto rappresentare un momento di celebrazione nazionale. Francis DeBernardo, direttore esecutivo di New Ways Ministry, un’organizzazione cattolica del Maryland che si occupa di equità e giustizia, ha commentato duramente le presunte minacce

Il vicepresidente Vance, in visita in Ungheria questa settimana per sostenere politicamente Viktor Orban, è stato interrogato sulla vicenda. Vance, che nel maggio scorso aveva personalmente invitato il Papa a partecipare alle celebrazioni del 250esimo anniversario, ha dichiarato di non essere a conoscenza dei dettagli e di voler parlare personalmente con il cardinale Pierre per capire cosa sia realmente accaduto. “Non ho mai visto questa notizia. Vorrei parlare con il cardinale Christophe Pierre e, francamente, con i nostri funzionari, per capire cosa sia successo davvero. Penso sia sempre una cattiva idea esprimere opinioni su storie non confermate e non corroborate, quindi non lo farò“.

Le tensioni tra Papa Leone XIV e l’amministrazione Trump non si limitano a questo episodio. Il pontefice ha criticato apertamente le politiche migratorie di Trump e, più recentemente, ha condannato le minacce del presidente contro l’Iran. Quando Trump ha dichiarato di essere pronto a distruggere “l’intera civiltà iraniana” se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz entro una scadenza precisa, il Papa ha risposto con parole durissime: “Oggi, come sappiamo tutti, c’è stata anche questa minaccia contro l’intero popolo iraniano. E questo è davvero inaccettabile. Ci sono certamente questioni di diritto internazionale qui, ma ancora di più, è una questione morale che riguarda il bene del popolo nel suo insieme, nella sua interezza“. La questione ora è capire se i rapporti tra Washington e il Vaticano possano essere riparati, o se questa frattura segni l’inizio di una nuova era di distanza tra potere militare e autorità morale. Per ora, la visita del Papa americano nella sua patria rimane in sospeso, un silenzio eloquente che pesa più di mille dichiarazioni ufficiali.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.