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Il panorama dell’informazione globale sta subendo una trasformazione radicale, un cambiamento così profondo da ridefinire il modo in cui milioni di persone percepiscono il mondo e formano le proprie opinioni. Un recente rapporto del Pew Research Center, riportato da Socialmediatoday, ha squarciato il velo su questa realtà emergente, rivelando un dato che potrebbe sorprendere molti. Facebook e TikTok non sono più solo piattaforme di intrattenimento o connessione sociale, ma si sono affermate come fonti di notizie primarie per una fetta significativa della popolazione. Ma sono tutte notizie accertate o la maggior parte sono fake news?

Questo fenomeno non è isolato, ma rappresenta la punta di un iceberg digitale. Nel corso del tempo, un numero crescente di individui ha iniziato a dipendere dalle app social per rimanere aggiornato, influenzando il loro pensiero su argomenti cruciali e persino le loro scelte politiche. Circa la metà degli adulti statunitensi, il 53 percento per essere precisi, dichiara di attingere almeno una parte delle proprie notizie dai social media, un dato che si mantiene stabile negli ultimi anni ma che nasconde dinamiche interne in continua evoluzione.

Facebook

Analizzando il flusso delle informazioni, Facebook e YouTube mantengono ancora la leadership come principali fonti di notizie, con il 38 percento degli adulti statunitensi che si affida regolarmente a Facebook e il 36 percento a YouTube. Tuttavia, l’ascesa di TikTok e Instagram è inarrestabile, entrambe attestandosi al 20 percento. Interessante è il declino di X, l’ex Twitter, il cui valore come fonte di notizie è diminuito drasticamente dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk, mentre Threads fa il suo debutto nel rapporto del Pew Research, segnando la sua prima apparizione in questo contesto.

Il dato più significativo, forse, riguarda l’impatto generazionale. TikTok e Instagram stanno diventando fornitori di notizie sempre più critici per i loro rispettivi pubblici, suggerendo che queste piattaforme sono particolarmente rilevanti per le fasce d’età più giovani. Questo si riflette chiaramente nel caso di TikTok: un americano su cinque riceve regolarmente notizie da questa piattaforma, un aumento notevole rispetto al 2020. Questa tendenza non è passata inosservata a figure politiche di spicco, come Donald Trump, che ha pubblicamente riconosciuto il ruolo di TikTok nella sua campagna elettorale del 2024 e si è espresso a favore del suo mantenimento negli Stati Uniti.

TikTok
Logo di TikTok

Tuttavia, il dominio di queste piattaforme non è privo di ombre. Il continuo ruolo di Facebook come canale di notizie solleva interrogativi, specialmente considerando il suo recente allontanamento dal fact-checking di terze parti, a favore delle Community Notes. Questo sistema di verifica collaborativa, sebbene promettente sulla carta, sembra non offrire lo stesso livello di protezione dalla disinformazione. Con un flusso crescente di contenuti generati dall’intelligenza artificiale che inonda la piattaforma, il rischio che notizie fuorvianti possano alterare la comprensione pubblica di questioni importanti è concreto e preoccupante.

Anche TikTok, nonostante la sua fulminea ascesa, si trova al centro di un dibattito acceso. Le preoccupazioni dei funzionari della sicurezza riguardo alla sua influenza e al potenziale utilizzo da parte del governo cinese per influenzare le opinioni in altre nazioni hanno portato a tentativi di bando negli Stati Uniti, ora apparentemente scongiurati. Ma la crescente influenza di TikTok come fornitore di notizie non fa che sottolineare il suo potere in questo senso, rendendo la questione della sua proprietà e del suo controllo un tema di rilevanza geopolitica.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it