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Darren Aronofsky, regista noto per film intensi e psicologicamente complessi come Requiem for a Dream, Il cigno nero e The Whale, è finito al centro di una forte polemica. Questa volta non per un nuovo film, ma per una serie di brevi video realizzati con l’intelligenza artificiale, che hanno suscitato reazioni estremamente negative. Il progetto, pensato come una sperimentazione sul futuro del racconto audiovisivo, è stato definito da parte della critica “imbarazzante”, “sbobba di lusso” e persino “un tradimento del cinema”.

La serie si intitola On This Day…1776 e ricostruisce alcuni momenti chiave della Guerra d’Indipendenza americana, avvenuta circa 250 anni fa. È prodotta da Primordial Soup, uno studio fondato da Aronofsky nel 2025 in collaborazione con Google DeepMind, la divisione di Google specializzata in intelligenza artificiale avanzata. Il progetto è stato finanziato da Salesforce e distribuito attraverso il canale YouTube della rivista Time, di proprietà del fondatore di Salesforce, Marc Benioff.

Aronofsky figura come produttore esecutivo, mentre Time Studios ha seguito lo sviluppo editoriale dell’iniziativa. I primi due episodi, pubblicati online, hanno una durata di pochi minuti. Il primo, “January 1: The Flag”, racconta l’inizio della ribellione delle colonie contro re Giorgio III, con George Washington che issa una delle prime bandiere americane su Prospect Hill, nel Massachusetts. Il secondo, “January 10: Common Sense”, è dedicato all’arrivo di Thomas Paine dall’Inghilterra e al suo ruolo nella nascita del pensiero indipendentista americano. Le sceneggiature sono basate su documenti storici e sviluppate da una writers’room supervisionata da Lucas Sussman, mentre la colonna sonora è firmata da Jordan Dykstra.

Dal punto di vista produttivo, Time ha sottolineato più volte che i personaggi sono doppiati da attori professionisti appartenenti al sindacato SAG-AFTRA e animati da artisti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale generativa. I dialoghi, infatti, sono recitati da interpreti reali e per molti critici rappresentano l’elemento più convincente dell’intera operazione. Tutto il resto – volti, movimenti, ambientazioni – è stato invece creato o pesantemente modificato dall’AI. Ed è proprio qui che si concentra la maggior parte delle critiche.

Stuart Heritage del Guardian ha descritto la serie come “terribile, imbarazzante, brutta come il peccato”, soffermandosi sull’aspetto dei personaggi, giudicati inquietanti e mal riusciti: occhi spenti, rughe che cambiano colore e volti che sembrano collage di attori famosi. Thomas Paine, secondo Heritage, ricorda una via di mezzo tra Ralph Fiennes, Daniel Day-Lewis e Matthew Macfadyen, mentre Benjamin Franklin appare come un incrocio disturbante tra Anthony Hopkins e Hugh Laurie. Angie Han dell’Hollywood Reporter ha invece criticato le immagini piatte e plasticose, i movimenti scattosi e innaturali e l’assenza di una vera personalità visiva, sostenendo che anche una “sbobba di alta qualità” resta comunque sbobba se prodotta dall’AI.

Anche il pubblico non è stato più indulgente. Su IMDb le pochissime recensioni disponibili parlano di “spazzatura assoluta” e “perdita di tempo”, con una media che si aggira intorno all’1 su 10. Sui social network i commenti sono spesso ironici o feroci: c’è chi ha scritto che Aronofsky “potrebbe aver finalmente ucciso l’arte” e chi ha definito la serie “una schifezza di intelligenza artificiale”. Lo showrunner Steven S. DeKnight ha parlato apertamente di “completo tradimento del cinema”.

On This Day… 1776 di Darren Aronofsky
On This Day… 1776 di Darren Aronofsky fonte: YouTube

Nonostante tutto, alcuni osservatori riconoscono che On This Day… 1776 mostra quanto rapidamente queste tecnologie stiano avanzando. Heritage stesso ammette che, pur essendo inquietante, la serie dimostra progressi notevoli in tempi brevissimi. Altri, come Angie Han, trovano invece deprimente che questo sia il miglior risultato ottenibile con strumenti che vengono spesso presentati come dotati di capacità quasi illimitate, paragonando il livello dei video a quello di materiali che faticherebbero a trovare spazio persino in una lezione di storia delle scuole superiori.

Aronofsky, presentando Primordial Soup, ha difeso il progetto sostenendo che il cinema è sempre stato guidato dall’innovazione tecnologica e che l’intelligenza artificiale rappresenta solo l’ultimo passaggio di questa evoluzione. Sulla stessa linea, Ben Bitonti, presidente di Time Studios, ha dichiarato che la serie vuole essere un’anteprima di usi intenzionali, fantasiosi e guidati dagli artisti dell’AI, con l’obiettivo di ampliare le possibilità creative e non di sostituire chi lavora nel settore.

Il caso On This Day… 1776 si inserisce però in un dibattito molto più ampio e acceso. L’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema e nelle serie TV è già una realtà, ma solleva forti preoccupazioni legate al lavoro, ai diritti e ai modelli di business. Centinaia di attrici e attori, tra cui Scarlett Johansson, Cate Blanchett e Joseph Gordon-Levitt, hanno sostenuto campagne contro le aziende di AI accusandole di appropriarsi delle loro performance. Altri, come Matthew McConaughey, hanno registrato marchi legati alla propria immagine e alle proprie battute iconiche per difendersi da possibili utilizzi impropri.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.