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Ci sono momenti televisivi che restano scolpiti nella memoria collettiva, istanti in cui la diretta svela qualcosa di inaspettato e il copione salta completamente. Uno di questi è legato a Enrica Bonaccorti, volto storico della televisione italiana scomparsa di recente a 76 anni, e a un episodio che ancora oggi viene ricordato comela truffa del Cruciverbone“. Era il 1991, e quella puntata di Non è la Rai si trasformò in uno dei momenti più sorprendenti della tv italiana, quando la conduttrice smascherò in diretta un imbroglio che nessuno si aspettava.

Non è la Rai era un programma che andava in onda su Canale 5 e successivamente su Italia 1, reti di proprietà Fininvest, l’attuale Mediaset. Il format prevedeva diversi giochi a premi, tra cui il Cruciverbone, un quiz telefonico apparentemente innocuo: una concorrente collegata al telefono doveva completare un cruciverba presente in studio rispondendo alle domande poste dalla conduttrice. Un meccanismo semplice, collaudato, che però quella sera rivelò una crepa inaspettata nel sistema. La concorrente si chiamava Maria Grazia, chiamava da Bassano in Teverina, un piccolo comune in provincia di Viterbo. Fino a quel momento aveva risposto con disinvoltura a diverse domande, dimostrando una certa preparazione. Ma poi accadde l’impensabile: Maria Grazia fornì una risposta corretta prima ancora che Bonaccorti le leggesse la definizione. Le caselle della parola da indovinare erano completamente vuote, senza alcun indizio visivo che potesse aiutarla. Non c’era spiegazione logica, se non una: qualcuno le stava suggerendo le risposte.

La reazione di Enrica Bonaccorti fu immediata e inequivocabile. Non cercò di minimizzare, non tentò di salvare le apparenze per continuare la diretta come se nulla fosse. Al contrario, interruppe bruscamente il gioco e si rivolse al pubblico con parole che divennero leggendarie: “Qui non c’è nessuna spiegazione, altro che una truffa. Qua c’è un imbroglio“. La sua voce tradiva irritazione e delusione, il volto di chi si sente tradita non tanto dalla concorrente, quanto dal sistema stesso. Bonaccorti non si limitò a constatare l’evidenza. Stizzita, chiese direttamente a Maria Grazia se fosse parente di qualcuno che lavorava al programma, definendo quella persona come qualcuno che non erauna persona per bene“. Pochi secondi dopo, senza attendere ulteriori spiegazioni, chiuse bruscamente la telefonata. Il pubblico in studio rimase attonito, i telespettatori a casa assistettero a uno di quei rari momenti di televisione autentica, non filtrata, dove la realtà irrompe nel palinsesto con tutta la sua scomodità.

Quel gesto di trasparenza, però, ebbe un costo. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2022, la stessa Bonaccorti rivelò che i dirigenti della rete non apprezzarono affatto il modo in cui aveva gestito la situazione. Non gradirono quella rottura del protocollo, quell’esposizione pubblica di un problema che probabilmente avrebbe dovuto essere risolto diversamente, lontano dalle telecamere. Pochi mesi dopo quell’episodio, Bonaccorti lasciò il programma. Difficile dire se fu una sua scelta o una conseguenza indiretta di quella serata, ma il collegamento tra i due eventi appare evidente. La carriera di Enrica Bonaccorti era iniziata molto prima, verso la fine degli anni Sessanta, nel teatro. Aveva lavorato con la compagnia di Domenico Modugno, per il quale scrisse anche alcune canzoni che divennero celebri, e con Paola Quattrini a Roma. La televisione era arrivata dopo, così come la radio, ma era stato proprio il piccolo schermo a renderla un volto familiare nelle case degli italiani. Quella capacità di essere diretta, schietta, a volte scomoda, era parte del suo carattere e del suo modo di condurre.

Negli ultimi anni, Bonaccorti aveva parlato apertamente del tumore al pancreas che l’aveva colpita, scegliendo di non nascondersi dietro il silenzio. Voleva normalizzare la malattia, rendere il pubblico più consapevole, togliere quel velo di tabù che spesso circonda certi argomenti. Anche in questo, coerente con quella stessa schiettezza dimostrata decenni prima in quella puntata di Non è la Rai. La truffa del Cruciverbone rimane un episodio emblematico, un momento in cui la televisione ha smesso di essere spettacolo confezionato per diventare specchio di dinamiche più complesse. Un piccolo imbroglio in un gioco televisivo, un attimo di verità in diretta, e una donna che ha scelto di non fingere. A distanza di oltre tre decenni, quella telefonata interrotta continua a essere uno dei ricordi più vividi legati a Enrica Bonaccorti e al suo modo di stare in scena: senza compromessi.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.