Quarant’anni di matrimonio, due figli, tre nipoti e una carriera che ha attraversato generazioni. Eppure, dietro il trionfo sanremese di Sal Da Vinci con “Per sempre sì” e la sua imminente partecipazione all’Eurovision, si nasconde un aneddoto che racconta molto più di quanto sembri: la storia di una lite adolescenziale per una minigonna che portò alla rottura di un amore appena sbocciato. Il cantautore napoletano ha aperto il suo cuore nel podcast Mamma Dilettante condotto da Diletta Leotta, ripercorrendo le tappe di una relazione iniziata quando era poco più che un ragazzino. Sal aveva 15 anni, Paola Pugliese ne aveva 16.
Due adolescenti che sentivano già il bisogno impellente di stare insieme, come se intuissero che quel legame avrebbe segnato il resto delle loro vite. Ma l’amore, si sa, non è mai lineare. E la loro storia ha conosciuto una pausa dolorosa, innescata da un episodio che oggi potrebbe far sorridere, ma che all’epoca rappresentò uno spartiacque. Quando Diletta Leotta gli ha chiesto se ci fossero state liti o scenate di gelosia, Sal non ha esitato a confessare: “Ci siamo lasciati perché lei mise una minigonna. Proprio all’antichissima. Mi arrabbiai, me la presi proprio perché c’erano dei ragazzi che la guardavano, io non c’ero perché ero sempre in giro al lavoro“.
La gelosia di un quindicenne costantemente impegnato con la musica, già proiettato verso una carriera che richiedeva sacrifici e assenze. Una minigonna, gli sguardi degli altri ragazzi, e la sensazione di non poter controllare ciò che accadeva mentre lui lavorava. Per questa cosa ci azzuffammo un pochino e ci lasciammo, ha raccontato il cantante con quella franchezza che solo il tempo e la maturità possono concedere.
La separazione non fu una questione di giorni o settimane. Durò un anno intero, un’eternità quando hai quindici anni e hai appena scoperto cosa significa amare qualcuno. Durante quel periodo, Sal si fidanzò persino con un’altra ragazza, tentando probabilmente di dimenticare o di convincersi che quella storia fosse finita.
Ma l’amore vero, quello autentico, ha una forza gravitazionale che resiste alle tempeste adolescenziali. Sal e Paola tornarono insieme con una consapevolezza nuova: non si sarebbero più lasciati. E così è stato. Dal loro matrimonio sono nati Francesco nel 1993 e Annachiara nel 1998, e oggi la famiglia si è allargata con tre nipoti: Salvatore di 7 anni, Nina di 2 anni e mezzo e Antonio, della stessa età di Nina. Io per lei sono tutto e lei per me è tutto, ha affermato Sal con una semplicità disarmante. Se oggi sono così è anche grazie a lei, ha aggiunto, riconoscendo in Paola non solo la compagna di una vita, ma la persona che ha reso possibile tutto il resto.
Paola Pugliese, intervistata a ridosso della vittoria di Sanremo, ha restituito un ritratto del marito che completa il quadro: un vecchio bambino che ha voluto bruciare le tappe chiedendole di sposarlo a 21 anni e di avere subito dei figli. Un padre amorevole, affettuoso e presente, nonostante la carriera. Un uomo che ama andare personalmente a fare la spesa, dal fruttivendolo e dal salumiere, mantenendo un legame viscerale con Napoli, la città che non hanno mai abbandonato.
I loro figli Francesco e Annachiara sono cresciuti sempre accanto al papà, racconta Paola, siamo stati nel dietro le quinte a teatro con lui, abbiamo viaggiato anche di notte in auto, da nord a sud. Una famiglia fondata sull’amore e sul rispetto reciproco, dove Napoli è sempre stata la forza propulsiva, l’identità da cui non si può e non si vuole prescindere.
La canzone “Per sempre sì“, che rappresenterà l’Italia all’Eurovision dopo aver conquistato il Festival di Sanremo, non è solo una dedica romantica. È il manifesto di un amore che ha attraversato la gelosia adolescenziale, le assenze dovute al lavoro, le difficoltà economiche degli inizi quando non avevano soldi nemmeno per il latte, come ha raccontato Paola stessa. È la celebrazione di una scelta quotidiana, rinnovata giorno dopo giorno per oltre quarant’anni.
