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Il 15 luglio 2026 è una data da segnare in rosso per Marianna Mammone, in arte Big Mama. Non solo perché la rapper ventiseienne ha conquistato la laurea triennale in Urbanistica: città, ambiente e paesaggio al Politecnico di Milano, ma soprattutto per le parole con cui ha scelto di dedicare questo traguardo. Parole che arrivano dritte al cuore e che raccontano una battaglia personale mai dimenticata. Circondata dalla sua famiglia arrivata da San Michele di Serino, in provincia di Avellino, e dagli amici che l’hanno festeggiata con striscioni colorati davanti alla sede dell’ateneo milanese, Big Mama ha condiviso sui social le immagini di una giornata che rappresenta molto più di un semplice successo accademico.

Con la tradizionale corona d’alloro in testa e la tesi tra le mani, l’artista ha pubblicato un messaggio apparentemente leggero: “Ora chiamami dottoressa xoxo”. Ma è nella dedica del suo lavoro di ricerca che si nasconde il vero peso emotivo di questo momento. La tesi, dal titolo “Metastasi della città. Salute, ambiente e pianificazione urbana. Una ricerca che parte dall’Irpinia“, non è solo un’analisi urbanistica. È un ponte tra l’esperienza personale e la riflessione accademica, tra il corpo malato e il territorio che lo accoglie. E la dedica lo rivela con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni: “A tutte le vittime del cancro, a chi ne custodisce la memoria tra le pagine già scritte, a chi continua a scriverle, riga dopo riga e a chi ha dovuto affidare l’ultimo capitolo al silenzio”.

Sono parole che pesano, che evocano immagini di lotta e di perdita. Big Mama sa di cosa parla. A 23 anni, nel pieno della pandemia di Covid, quando aveva appena iniziato a costruirsi una carriera musicale a Milano, ha ricevuto una diagnosi che nessuno vorrebbe sentire: linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico che colpisce principalmente i giovani adulti. Dopo mesi di sintomi ignorati o fraintesi, linfonodi ingrossati, dolori al petto e attacchi di panico, è arrivata la conferma che ha cambiato tutto.

Il percorso di cura è stato lungo e faticoso: 12 cicli di chemioterapia. Eppure, come ha raccontato in diverse interviste nel corso degli anni, la paura di morire non l’ha mai sfiorata davvero. “Non ho avuto paura di morire neanche per mezzo secondo: dovevo guarire per fare musica“, ha confessato a Verissimo. Durante i primi cicli di chemio, ha addirittura viaggiato fino a Milano per firmare il suo primo contratto discografico. Il pensiero fisso era uno solo: tornare in studio a registrare, riprendere il filo della vita che la malattia aveva temporaneamente spezzato.

La dedica della tesi non si ferma alle vittime del cancro. C’è anche spazio per un ringraziamento speciale a Michele, il medico che l’ha seguita in quel periodo buio: “A Michele, il mio angelo, il mio dottore, il mio secondo papà; grazie per aver curato il capitolo più delicato della mia vita, permettendomi di scriverne ancora”. Un legame che va oltre il rapporto clinico, quello che si crea quando qualcuno ti accompagna attraverso la sofferenza e ti restituisce la possibilità di un futuro.

E poi ci sono le radici, quelle irpine che Big Mama non ha mai rinnegato: “Alla mia Irpinia, alla mia famiglia“. Tornata ad Avellino dai genitori per affrontare le cure, l’artista ha vissuto un periodo di riavvicinamento profondo con chi le ha dato la vita. “Mio padre si è aperto tanto con me, l’ho conosciuto per davvero“, ha raccontato nel podcast OneMoreTime. La malattia ha il potere di ribaltare le dinamiche familiari, di far emergere fragilità e forze nascoste. Per Big Mama è stata anche l’occasione di fare pace con il passato e stringere legami ancora più saldi.

@bigmamaalmic

ORA CHIAMAMI DOTTORESSA💅🏼💅🏼

♬ original sound – Taliyah Joelle

Il linfoma di Hodgkin, come spiegano gli esperti dell’AIRC, è un tumore relativamente raro ma rappresenta il linfoma più frequente tra i 20 e i 30 anni. Si distingue per la presenza delle caratteristiche cellule di Reed-Sternberg e ha origine dai linfociti B, un tipo di globuli bianchi. Nonostante la gravità della diagnosi, le percentuali di guarigione sono oggi significativamente migliorate grazie ai progressi della ricerca medica. Recentemente anche l’influencer Natalia Paragoni ha rivelato di essere in cura per lo stesso tipo di linfoma, portando ulteriore attenzione su una malattia che colpisce molti giovani nel pieno della loro vita.

Il post di Big Mama ha raccolto migliaia di messaggi di affetto e stima. Tra tutti, spicca quello di Emma Marrone, che ha commentato con un semplice ma significativo: “Brava amore”. Poche parole che racchiudono un’intera gamma di emozioni. Anche Emma ha affrontato un percorso da paziente oncologica e probabilmente si è riconosciuta nelle parole della collega. Un messaggio che parla di sorellanza, di comprensione reciproca, di quella solidarietà silenziosa che lega chi ha guardato la malattia negli occhi e ha deciso di non arrendersi.

Oggi Big Mama definisce quel periodo come “una parentesi aperta e chiusa“, un capitolo archiviato ma mai dimenticato. I segni di quella esperienza non possono essere semplicemente rinchiusi in un cassetto. Sono diventati parte della sua identità artistica, della sua voce, della sua capacità di emozionare e di parlare con autenticità. La laurea in Urbanistica, conseguita dopo anni di studio portati avanti parallelamente alla carriera musicale, rappresenta un altro tassello di questa narrazione di resilienza.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.