Il Louvre continua a far parlare di sé, ma ancora una volta per ragioni che poco hanno a che fare con l’arte custodita tra le sue mura. Questa volta a finire sotto i riflettori è la bravata di due giovani tiktoker belgi, Neal e Senne, che con oltre 48mila follower sul social network sono riusciti nell’impresa che suona come una beffa: appendere il proprio ritratto nella celebre Salle des Etats, la sala che ospita la Gioconda, senza che nessun addetto alla sicurezza li fermasse. L’episodio risale a venerdì scorso, intorno alle 17:30, quando i due influencer sono entrati nel museo parigino mescolandosi tranquillamente ai visitatori. Con una pianificazione degna di un colpo cinematografico, hanno portato a termine la loro missione: appendere una loro opera tra i dipinti del XVI secolo, immortalare il momento e andarsene come se nulla fosse accaduto. Il quadro è rimasto lì fino al giorno successivo, quando un commento su TikTok ha informato i ragazzi che l’opera era ancora al suo posto.
Come hanno fatto a superare i controlli all’ingresso di uno dei musei più visitati al mondo? La risposta sta in un escamotage tanto semplice quanto ingegnoso. Sapendo che la sicurezza all’ingresso sarebbe stata rigorosa, Neal e Senne hanno costruito una cornice smontabile interamente con i Lego. Tutti i pezzi sono stati infilati in una comune borsa della spesa, passando inosservati ai metal detector e agli occhi degli addetti. Una volta all’interno, hanno semplicemente riassemblato la cornice, appeso il ritratto al muro e scattato le foto ricordo lungo il percorso attraverso i corridoi del museo. La vicenda, per quanto possa sembrare una goliardata da social network, riaccende i riflettori su un problema molto più serio: le evidenti falle nel sistema di sicurezza del Louvre. Non è un caso isolato, e gli stessi ragazzi belgi lo hanno dimostrato in modo tanto spettacolare quanto imbarazzante per l’istituzione francese. Appena un mese prima, il 19 ottobre scorso, il museo è stato teatro di una rapina ben più grave: quattro ladri incappucciati sono riusciti a introdursi nella struttura e a rubare otto pezzi della collezione dei gioielli di Napoleone e dell’Imperatrice Eugenia, tra cui la celebre corona, poi ritrovata danneggiata. Il bottino complessivo è stato stimato in 88 milioni di euro e, a oggi, gran parte della refurtiva non è ancora stata recuperata, nonostante l’arresto di sette sospetti.
A pochi giorni dalla rapina, la Corte dei Conti francese ha pubblicato un rapporto impietoso il 6 novembre scorso, denunciando apertamente le carenze nella sorveglianza del museo. Nel documento si evidenzia la presenza di un numero insufficiente di telecamere di sicurezza e il ritardo accumulato dalla direzione nel dispiegamento di sistemi di protezione adeguati. Secondo i magistrati contabili, il Louvre avrebbe dato priorità alle operazioni di visibilità mediatica e agli eventi pubblici, trascurando la manutenzione degli edifici e, soprattutto, la sicurezza degli impianti. La beffa dei due tiktoker, per quanto apparentemente innocua, rappresenta quindi un campanello d’allarme che si aggiunge a una situazione già critica. Se due ragazzi muniti di Lego e una borsa della spesa riescono ad appendere un quadro nella sala della Gioconda senza essere fermati, quali altre vulnerabilità potrebbero essere sfruttate da malintenzionati con intenti ben più pericolosi? La domanda non è retorica, soprattutto alla luce del fatto che il Louvre custodisce opere dal valore inestimabile, patrimonio non solo della Francia ma dell’umanità intera.
Il presidente francese Emmanuel Macron aveva definito la rapina di ottobre come un attacco a un patrimonio caro ai francesi perché rappresenta la loro storia. Eppure, nonostante le dichiarazioni e le promesse di intervento, la vicenda dei tiktoker dimostra che poco è cambiato nelle settimane successive. I controlli all’interno delle sale restano evidentemente inadeguati, e la sorveglianza umana sembra non essere sufficiente a coprire tutte le aree di un museo dalle dimensioni monumentali. Neal e Senne, dal canto loro, hanno raccontato l’accaduto con tono leggero, quasi divertito. Hanno spiegato di essere andati via il più velocemente possibile dopo aver appeso il quadro, senza avere ulteriori informazioni su quanto accaduto nei minuti successivi. La natura virale del video su TikTok ha fatto il resto, trasformando quella che poteva essere una semplice goliardata in un caso internazionale che mette in imbarazzo una delle istituzioni culturali più prestigiose del pianeta.



