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Negli ultimi giorni il nome di Dubai è diventato uno degli argomenti più discussi sui social network. La città simbolo del lusso e del successo economico negli Emirati Arabi Uniti è finita al centro dell’attenzione internazionale dopo alcuni attacchi missilistici attribuiti all’Iran. Tra le persone più coinvolte mediaticamente ci sono i numerosi influencer e creator che negli ultimi anni si sono trasferiti lì e che hanno sempre raccontato la città come un luogo sicuro, ricco di opportunità e perfetto per vivere e fare affari.

Le reazioni degli influencer hanno riempito rapidamente piattaforme come Instagram e TikTok. In molti video pubblicati online si vedono creator spaventati o sorpresi dalla situazione. Alcuni raccontano notti di paura e disagi, mentre altri mostrano scene della città durante gli allarmi o commentano gli attacchi. La socialite Petra Ecclestone ha parlato di “una delle notti più brutte e spaventose della sua vita“, riferendosi al momento in cui il celebre grattacielo Burj Khalifa è stato evacuato per motivi di sicurezza.

Tra i video più commentati c’è stato anche quello dell’influencer australiana Louise Starkey, che ha ripreso dal balcone di un hotel uno degli attacchi missilistici. Nel filmato, poi rimosso, la creator ammetteva di avere molta paura ma allo stesso tempo difendeva il paese in cui vive, dicendo di sentirsi comunque sicura negli Emirati e chiedendo ai follower di non alimentare ulteriormente il panico. Gli attacchi hanno colpito diversi luoghi simbolici della città, tra cui l’hotel di lusso Fairmont The Palm, il celebre grattacielo-hotel Burj Al Arab e anche i due aeroporti principali della città.

A causa degli attacchi migliaia di persone, tra cui molti stranieri e turisti, sono rimaste bloccate negli scali aeroportuali. Nonostante questo, le difese aeree emiratine sono riuscite a intercettare molti missili e droni, limitando notevolmente i danni e senza provocare feriti nella città. Proprio questo contrasto tra la paura mostrata nei video e il tentativo di minimizzare la situazione ha scatenato una forte reazione sui social. Molti utenti stanno commentando con sarcasmo e ironia i contenuti degli influencer, accusandoli di aver sempre descritto Dubai come il posto più sicuro del mondo e di essersi improvvisamente trovati a fare i conti con una realtà più complessa.

Nei commenti si leggono frasi come “non era il posto più sicuro del mondo?” oppure “all’improvviso Dubai non è più la residenza perfetta da mostrare su Instagram”. Una parte degli influencer, però, continua a difendere l’immagine della città. Il creator napoletano Luis Salvi, che vive a Dubai, ha dichiarato in un video di sentirsi comunque più sicuro lì che in Italia, sottolineando l’efficienza dei sistemi di difesa degli Emirati. Nel suo racconto ha anche criticato la cantante BigMama, che aveva pubblicato video preoccupati dall’aeroporto della città mentre cercava di tornare a casa.

@andy_respiggi Big Mama lancia un appello da Dubai e riceve una risposta ❤️ #bigmama #dubai #perte #fyp #neiperte ♬ audio originale – Andy Respiggi

Altri influencer e imprenditori residenti a Dubai stanno cercando di rassicurare i propri follower, spiegando che la vita continua normalmente e che le autorità stanno gestendo la situazione. Tra queste c’è anche l’imprenditrice Alessandra Lorenzini, che ha parlato di “terrorismo mediatico” e ha ribadito l’idea che Dubai rimanga una delle città più sicure del mondo. Secondo alcuni osservatori, però, questa difesa della città non è solo una questione di convinzione personale. Molti influencer che vivono a Dubai lavorano infatti in settori come gli investimenti immobiliari, il marketing o i servizi per nuovi residenti facoltosi. Se la reputazione della città venisse danneggiata dalla guerra, anche i loro affari potrebbero subirne le conseguenze.

Inoltre negli Emirati criticare pubblicamente il governo è vietato e può comportare sanzioni legali, un fattore che potrebbe spingere molti creator a evitare dichiarazioni troppo critiche. Nel frattempo anche le autorità locali stanno cercando di rassicurare la popolazione e l’opinione pubblica internazionale. Il Dubai Media Office ha diffuso video in cui i leader del paese passeggiano tranquillamente in centri commerciali della città, per dimostrare che la vita quotidiana prosegue senza particolari problemi. Nelle comunicazioni ufficiali le autorità parlano spesso di “incidenti” piuttosto che di “attacchi”, cercando di ridimensionare la portata degli eventi.

@makshaeva_aa Anyway the most safety place🇦🇪❤️✨ . #dubai🇦🇪 #uae #dubaiblogger #fyp #foryou ♬ оригинальный звук – Makshayeva Anastasiya

L’episodio ha riportato l’attenzione su un aspetto spesso poco visibile della città. Dubai conta più di quattro milioni di abitanti e circa il 90% di loro è straniero. Molti sono lavoratori provenienti da paesi come India, Pakistan, Bangladesh o dall’Africa orientale, impiegati in lavori duri e poco visibili che sostengono la crescita economica della città. Queste persone raramente compaiono nei racconti glamour diffusi sui social, dominati invece da imprenditori, influencer e persone ricche attratte dal lusso, dalle opportunità economiche e dai vantaggi fiscali.

@marymarketingirlie #dubai #influencer #perte #marketing ♬ original sound – marymarketingirlie

Negli ultimi anni, grazie anche ai contenuti pubblicati sui social media, Dubai è stata raccontata come un’oasi sicura e prospera in una regione spesso segnata da tensioni politiche e conflitti. Gli eventi recenti hanno però mostrato quanto questa immagine possa essere fragile. Se la guerra dovesse prolungarsi o se gli attacchi dovessero aumentare, le conseguenze potrebbero essere gravi non solo per la sicurezza ma anche per la reputazione internazionale della città. Proprio per questo motivo la narrazione online, tra paura, ironia e tentativi di rassicurazione, è diventata parte centrale della storia che in queste ore sta facendo discutere milioni di persone in tutto il mondo.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.