In Cina l’aumento dell’obesità ha assunto proporzioni tali da spingere alla nascita di strutture drastiche e controverse, ribattezzate dai media “prigioni per grassi”. Le immagini che circolano online sembrano uscite da un reality estremo, ma si tratta di centri reali dove adulti e perfino adolescenti scelgono di rinchiudersi per dimagrire rapidamente. Tra mura alte e cancelli d’acciaio, si promettono risultati in soli 28 giorni.
Queste strutture non sono carceri nel senso giuridico del termine, bensì campi per la perdita di peso gestiti da imprese private o, in alcuni casi, collegati a programmi statali. Sono spesso ricavati da ex campus o complessi riadattati e funzionano come campi di addestramento in stile militare. L’obiettivo dichiarato è contrastare la crescita dell’obesità, fenomeno che nel Paese ha registrato un aumento significativo anche tra i bambini, collocando la Cina tra le nazioni con tassi più elevati.
L’iscrizione è volontaria e comporta il pagamento di una quota che si aggira intorno ai mille dollari per quattro settimane, comprensiva di vitto, alloggio e attività sportive. Tuttavia, una volta entrati, la libertà personale è fortemente limitata: cancelli sorvegliati, controlli agli ingressi, confisca immediata di snack o cibi non autorizzati. Uscire è possibile solo per motivi ritenuti validi dalla direzione. I partecipanti vivono in dormitori condivisi, con uno spazio personale dotato di armadietto e scrivania, ma inseriti in un contesto altamente regolato.
@ilmessaggero.it Saresti disposto a chiuderti in una prigione per dimagrire? In Cina stanno spopolando campi dimagranti in stile militare: sveglia all’alba, allenamenti durissimi e dieta rigida, tutto sotto controllo 24 ore su 24. Queste soluzioni promettono risultati veloci a prezzi accessibili, e sempre più persone li scelgono. Ma i medici lanciano l’allarme: allenamenti estremi possono diventare pericolosi. Nel 2023, infatti, un giovane influencer è morto dopo aver frequentato più programmi. Dimagrire sì, ma a quale prezzo? Di Arianna Remoli / #IlMessaggero #cina #prigioni #dimagrire ♬ audio originale – Il Messaggero
La giornata tipo è scandita da ritmi serrati. La mattina inizia presto con un’ora di aerobica di gruppo (09:20–10:30). Nel pomeriggio segue una sessione cardio ad alta intensità (HIIT) dalle 14:50 alle 16:00. Più tardi, dalle 17:40 alle 18:30, si svolge una seconda lezione di aerobica, seguita dallo spinning serale (18:30–19:30), un allenamento collettivo molto intenso con musica ad alto volume e luci stroboscopiche, descritto da alcuni come simile a un rave. Nel complesso si arriva fino a quattro ore di esercizio fisico al giorno e 19 lezioni settimanali, includendo anche tapis roulant e boxe.
Le pesate e le misurazioni sono obbligatorie e servono a monitorare i progressi. L’alimentazione è altrettanto controllata. I pasti sono tre al giorno, con porzioni calcolate con precisione. La colazione può includere quattro uova, mezzo pomodoro e due pezzi di cetriolo. Il pranzo, considerato il pasto principale, prevede ad esempio 100 grammi di anatra, 50 grammi di radice di loto, 100 grammi di verdure lessate, 50 grammi di carote e una banana. La cena può consistere in 200 grammi di melone lessato e 100 grammi di verdure lessate.
Non esistono “sgarri”: cibi confezionati o alimenti vietati vengono sequestrati all’ingresso. Alcuni partecipanti raccontano di aver perso diversi chili in poche settimane: una donna australiana di 28 anni, che ha documentato l’esperienza sui social, ha riferito di aver perso 4 kg in 14 giorni. Tuttavia, l’efficacia a breve termine non esaurisce il dibattito. Nel 2023 la morte di una giovane influencer di 21 anni, Cuihua, dopo mesi trascorsi in campi simili, ha sollevato forti preoccupazioni sulla sicurezza di regimi tanto intensivi.



